MotoGP, Dovizioso: "Marquez a volte è talmente superiore che può schiacciarti"

"Quando mi ha passato la settimana scorsa ho capito che era inutile resistere, non c'era partita. In passato ha fatto cose simili, l'importante è sempre continuare a lavorare duro"

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Andrea Dovizioso ha raccolto a Jerez più di quanto probabilmente si aspettava domenica scorsa ed è consapevole che ripetere almeno quel risultato potrebbe essere fondamentale in ottica campionato. Con un Marquez che quanto meno non potrà correre al massimo del proprio potenziale, sarà importante segnare punti importanti. Solo che i rivali hanno fatto altri progressi, ed il rapporto con le Michelin in edizione 2020 continua a non essere idilliaco per il pilota della Ducati.

Di certo un punto fermo rimane ed è rappresentato dall'incredibile potenziale che aveva mostrato di avere Marc Marquez domenica scorsa prima di incappare nella rovinosa caduta che lo ha tolto di gara e gli renderà quanto meno difficile la vita in questa. Dovizioso non si nasconde e sa che per battere un Marquez in questo stato di forma servirà trovare ogni risorsa disponibile. 

"Ho scoperto in gara quanto fosse veloce Marc, non sapevo quanti secondi aveva perso nella sua prima uscita di pista - ha dichiarato Dovizioso -  io ero concentrato a restare nel gruppetto di testa. Quando mi ha raggiunto, ho visto che andava troppo più forte di tutti. Poteva frenare molto più forte, poteva preparare meglio l’uscita di curva. Non c’era nessun combattimento da fare in quel momento. Marc in queste situazioni di strapotere l’abbiamo già visto, bisogna essere bravi a non dare troppa importanza a queste situazioni altrimenti ti schiaccia. E’ già successo in passato in Argentina e America. Dobbiamo lavorare per essere competitivi dove possiamo esserlo, lui in alcune situazioni è particolarmente più forte di tutti". 

Jerez non è la pista migliore, ma si è rivelata meno difficile delle attese alla fine. 

"Jerez non è una delle piste migliori per noi, quindi fare podio qui è oro. Ma il problema è magari arrivare su piste teoricamente favorevoli per noi e non guidare bene nemmeno lì. Siamo concentrati per capire cosa dobbiamo fare per sfruttare al meglio il nostro pacchetto, è il nostro obiettivo in questo momento.  Non sappiamo con precisione quanto margine abbiamo e la dimostrazione è che tutti i piloti Ducati, pur guidando in modo diverso fra loro, sono veloci. Questo è un vantaggio per tutti, perché abbiamo input molto diversi fra loro. Non mi sento a mio agio per giocarmi la vittoria, stiamo lavorando nel fine settimana come se fossero dei test, ma in questo momento è obbligatorio". 

Tu come stai vivendo questo doppio Gran Premio sulla stessa pista? Senti di migliorare nel corso dei turni?

"Spero di guidare meglio domenica rispetto a mercoledì scorso! Poter lavorare in condizioni molto simili tra i vari turni è un vantaggio, mentre all’inizio pensavo che fare due gare a Jerez non fosse una bella cosa. In realtà è una cosa positiva, hai tutto sotto controllo, puoi lavorare sui dettagli come piace a me, una situazione che aiuta a fare un certo tipo di lavoro. E’ strano, indubbiamente. Poi, come accade nei test invernali, più giorni giri sulla stessa pista più piloti vanno forte, e questo può diventare un problema. Domani sarà un giorno di fuoco, tutti saranno velocissimi e qui a Jerez è fondamentale stare nelle prime file".

Anche gli altri piloti sono positivi riguardo la doppia gara sulla stessa pista?

"Penso che la maggior parte dei piloti sia felice di correre due volte sulla stessa pista, perché dopo essere stati fermi 4 mesi, tutti hanno bisogno di lavorare e poterlo fare con le stesse condizioni, nello stesso scenario, permette di lavorare veramente sui dettagli. Difficile restare davanti in questa situazione, perché tutti si migliorano, ma noi vogliamo assolutamente stare nei dieci domani mattina. Anche tra noi piloti Ducati non è chiaro chi sia più veloce, perché se guardate ci alterniamo tanto in classifica. Domani lavoreremo al massimo per farci trovare tutti pronti domenica".

Dove pensi di essere al momento?

"Per ora è difficile capire realmente dove saremo, perché abbiamo trovato delle condizioni leggermente differenti sull’asfalto. Le gomme sembrano lavorare in modo diverso rispetto alla scorsa settimana. Però sono felice perché ho migliorato le mie sensazioni quando le gomme sono consumate ed è l’aspetto su cui siamo davvero concentrati. Al momento però non sappiamo dove siano realmente i nostri rivali e lo scopriremo solo domani. Non ho ancora trovato quello che cerco, ma so che c’è del lavoro da fare e senti che ci siamo avvicinati. Le Michelin sono particolari. Non so se domani dopo due turni delle altre classi succederà qualcosa di diverso rispetto a quanto accaduto la settimana scorsa con la gomma in più a terra delle altre categorie. Di certo dobbiamo essere bravi ad adattarci e dobbiamo imparare a gestire meglio la posteriore, che al momento è il nostro vero limite". 

In generale però la Ducati in questo 2020 a Jerez sembra più in difficoltà rispetto all'edizione 2019 del Gran Premio. Da cosa dipende?

"Difficile capire da cosa dipende. In questo momento secondo me la gomma sta modificando i reali valori in campo, perché in questo momento stiamo lavorando su assetti diversi e di solito è un tipo di lavoro che si fa solo durante l’inverno. Ci troviamo in una situazione diversa e stiamo facendo molte modifiche all'assetto in più rispetto a quelle che facciamo in un weekend di gara, ma questo dipende dalle gomme nuove. Secondo me miglioreremo parecchio quando le interpreteremo al meglio, potremo tornare al top, ma in verità è una situazione che può andare in entrambe le direzioni. Se intraprendiamo una strada tecnica che crediamo essere buona, potremmo anche sbagliare e trovarci ancora più in difficoltà. Dobbiamo restare concentrati e lavorare perché al momento i piccoli dettagli fanno la differenza, solo che ancora non mi piaccio, mettiamola così". 

Oggi hai giocato molto con l'assetto della moto?

"Abbiamo fatto tanti esperimenti di assetto, perché la MotoGP di oggi è così. Tutti cercano di migliorare il più velocemente possibile. Qui abbiamo fatto un podio esagerato, ma non eravamo veloci al punto di poterci giocare la vittoria. Se vuoi vincere il campionato devi avere la velocità per farlo, quindi fermi non si può stare e bisogna costantemente lavorare per migliorare. Aver fatto podio qui stringendo i denti, non vuol dire che le cose sono andate come avrei voluto. Gli assetti di oggi sono buoni, ho avuto riscontri positivi. Siamo migliorati, ma se guardi il passo dei rivali, ancora non siamo arrivati. Poi se guardi anche gli altri piloti Ducati a volte fanno dei turni velocissimi, altri vanno piano. La situazione non è ancora completamente chiara". 

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