MotoGP, Dovizioso: "Questa situazione è una botta mentale per noi piloti"

"Non avere punti fermi è strano, siamo abituati ad avere tutto scandito in modo preciso. Il doppio trittico sarà pesante, ma è ancora presto per pensarci"

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Dal lavoro nel box al lavoro… in casa. La vita di tutti gli sportivi (piloti inclusi) ai tempi dell’emergenza Coronavirus è ben diversa dalla classica routine, ed Andrea Dovizioso non fa eccezione. Il forlivese infatti ha raccontato ai microfoni di Sky come sta trascorrendo queste particolari giornate, dove tutto è condizionato dall’obbligo di restare a casa il più possibile.

“Il mio programma di allenamento è cambiato - spiega Andrea - ma la preparazione atletica non ne risente. Di solito gira tutto intorno al weekend di gara, mentre ora posso concentrarmi su aspetti che di solito tralascio: la mia fortuna è quella di avere un capannone di fianco a casa, dove tengo le moto e faccio preparazione atletica, quindi è un po’ una palestra privata. Per il resto sfrutto il tempo il tempo libero per fare qualche lavoro domestico, come mettere a posto le cose in disordine”.

La pausa forzata non ha certamente lenito il lato analitico di Dovizioso, che continua anche a casa a studiare per migliorare.

"Di solito studio e guardo tanto il motocross, specie quello americano, ora è più difficile ma cerco su internet video o articoli tecnici riferiti a questi argomenti. Quindi passo anche il tempo a guardare la tv, ma cerco anche di fare ricerche su piloti o situazioni specifiche”.

Nel suo essere analitico Andrea analizza anche il momento dello stop, ossia quando (In Qatar) tutto si è fermato sul più bello.

“In primis ero un po’ deluso perché il Qatar è una pista buona per noi, quindi ero fiducioso e non vedevo l’ora di iniziare. In secondo luogo c’è un aspetto che riguarda noi piloti del Motomondiale: siamo abituati ad avere tutto scandito in un modo preciso. Le date sono quelle, gli orari anche. C’è un’abitudine da anni a certe cose fisse, più che in altri sport, quindi per noi non avere quei punti fermi è una botta a livello mentale. La cosa più pesante è il rinvio si è prolungato fino a maggio: ti manca fare delle cose, ed è pesante. Non pensi a riposare, ti viene solo da dire “vorrei andare lì, vorrei fare questo”, ma questa è la realtà dei fatti e ci si adegua".

In conclusione non resta che pensare al futuro, ed al doppio trittico (Austin, Termas de Rio Hondo e Valencia post Giappone-Australia-Malesia) che attende i piloti.

“Sarà pesante e molto dipenderà dalla tua velocità: se sei veloce potresti stravincere ed approfittarne, se sei in difficoltà rischi di affondare del tutto. Ad ogni modo non sto guardando il calendario, è ancora presto e la situazione nel mondo potrebbe cambiare ancora tanto, anche in Ducati stanno cercando di capire l’evoluzione delle cose. Quando sarà certo che partiremo in una data e finiremo in un’altra, comincerò a pensarci”.

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