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MotoGP, Zarco boccia la nuova Honda: "Non c'è niente di positivo in questa moto"

"Non sono io a dover dire a Honda di non provarla più nei test, ma qui l'abbiamo provata tutti e nessuno ha avuto buone sensazioni. Conoscevo la sfida quando ho firmato con Honda, ho meno paura di quando ero in KTM ed ho mollato"

MotoGP: Zarco boccia la nuova Honda:

Uno degli argomenti pià chiacchierati nel paddock di Jerez è stato senza dubbio la nuova Honda portata in pista da Stefan Bradl in gara, una moto che sembrava rivoluzionaria da un certo punto di vista ed anche un segnale forte di quanto HRC si stia impegnando per risalire la china. Ma il verdetto sulla bontà del progetto sarebbe dovuto arrivare oggi, con il test dei quattro piloti ufficiali. 

Secondo Johann Zarco, questo verdetto non è affatto positivo, anche se il francese cerca in tutti i modi di restare ottimista riguardo il futuro. 

"Si, ho provato la moto di Bradl, quella che ha utilizzato nel weekend di gara - ha confermato Johann - Ci ho fatto qualche run in pista, ma direi che non possiamo prendere nulla di positivo da questa moto. Solo in un’area sembra migliore dell’altra, ma i tempi non arrivano. Non è la moto con cui possiamo dire ‘ok, abbiamo fatto un passo in avanti’. Come ho detto tante volte, tutte le informazioni raccolte sono utili e importanti, aiutano a capire la direzione da prendere. E’ davvero difficile oggi trovare un bilanciamento su questa moto che ci permetta di essere veloci".

Ci hai lavorato molto oggi?
"Ho fatto tanti giri, ho lavorato sia sulla moto che avevo in gara, sia sull’altra. Ho modificato l’assetto varie volte, passo dopo passo, cercando di capire tutto quello che si può fare su questa moto. Mi aspettavo onestamente di fare un passo in avanti maggiore con questa moto, ma non è arrivato. Nessun dramma, almeno in questo fine settimana ho fatto io un passo in avanti per essere più vicino ai rivali con la moto che abbiamo e sarà concentrato sulla gara di Le Mans. La base della moto nuova non da prestazioni".

Insomma la direzione presa si è rivelata sbagliata. 
"Penso che non sia la direzione giusta. Se la moto deve dare certe prestazioni e dopo aver fatto tante modifiche queste prestazioni non arrivano, è il momento di metterla da parte".

Anche sul motore c'erano novità?
"Ho provato alcune cose sul motore, non voglio entrare nei dettagli. Stanno facendo in Honda un grande lavoro, questo è chiaro. Secondo me per tutto il lavoro che stanno svolgendo in Honda e per il modo in cui noi spingiamo in pista, le cose miglioreranno presto. Solo che i risultati non arrivano velocemente. Secondo me quando arriverà la moto giusta, i tempi scenderanno in modo naturale. Non vedo l’ora che arrivi quel momento. Anche in questo test certe volte sembrava che fossimo sulla direzione giusta ed altre no. Queste sono cose che disturbano il pilota. Ma devi restare calmo, capire e accettare le cose. Non posso entrare troppo nei dettagli di quello che stiamo provando, ma è così".

Non è un motore inedito?
"Alcune cose del motore sono diverse, anche se non è nulla di troppo diverso rispetto a quello che utilizzavamo in questo fine settimana di gara. Ci serve altro, perdiamo tanto tempo nelle curve veloci ed in uscita di curva. Non possiamo piegare la moto come fanno i nostri rivali, ma non sono di certo io a dover dire cosa serve per riuscirci".

Pensi di comunicare ad Honda che questo prototipo è da cestinare?
"Non mi interessa. Non è il mio lavoro dire a Honda il modo in cui devono lavorare nei test. Ora tutti i piloti hanno provato questa nuova moto e nessuno ha avuto le sensazioni giuste, quelle che volevamo. Il test team non lavorerà più su questa moto probabilmente. Ma non siamo di certo noi a dover dire a Honda che non devono più lavorare su questa moto, non è la posizione in cui mi trovo".

Eri consapevole di quanto fosse dura la sfida quando hai firmato con Honda?
"Si, è la sfida che sapevo di dover affrontare quando ho firmato il contratto. Portimao e Austin sono state durissime. Questo weekend sabato in realtà non andavo male, ed anche domenica mi sentivo bene. Ero più vicino di quanto non fossi ad Austin e questo mi stava dando le giuste motivazioni. La sfida è dura, voglio riuscire a vincerla. Ho vissuto cose simili in KTM ma lì ho mollato perché ero troppo preoccupato di perdere le mie capacità. Adesso invece con l’esperienza che ho capisco molto meglio tante cose riguardo la moto, ma anche riguardo me stesso. Vedo anche molte cose in modo diverso ed alla fine mi diverto, anche se so che sto soffrendo molto. Però penso che quando le cose andranno meglio, sarà anche più divertente".

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