Pernat: i piloti si fanno ricattare

Il manager dice la sua sul Giappone. Domani il contratto HRC per Simoncelli

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Tempo fa si diceva che chi si fosse trovato primo nella classifica dopo la pausa estiva, avrebbe messo mani (quasi) certe sul titolo mondiale.

Ma i tempi sono cambiati e nulla è più così logico e prevedibile. Di sicuro ciò che di questo periodo rimane invariato è il fervento del motomercato, che ogni anno cerca di anticipare le mosse strategiche dei team.

Il ritornello del chi-va-dove echeggia nei paddock di Brno coinvolgendo le tre categorie, anch'esse strette nella morsa dei profondi cambiamenti del prossimo anno.

Ne ha parlato Carlo Pernat, il manager dei piloti di moto più famoso nel mondo, intervistato da Alen Bollini ai microfoni di Mediaset Premium.

“Ormai è sicuro che l'offerta Honda HRC per Marco Simoncelli arriverà domani dopo la gara - ha detto con sicurezza il manager ligure - e mi sembra corretto, uno non può correre col pensiero dell'offerta che gli hanno fatto. Il mercato comunque si sta evolvendo. Le moto ufficiali della Honda l'anno prossimo saranno quattro, Simoncelli è dentro. Poi secondo me Marquez arriverà in Honda con una moto Clienti, lui è un uomo Repsol, non dimentichiamocelo. Anche Stefan Bradl fa gola al mercato della MotoGP, più che altro fanno gola i soldi della Germania. Pare che Poncharal l'abbia preso e comunque la direzione della Honda è quella di non avere alcun impegno con i piloti alla fine della prossima stagione, come strategia di mercato”.

Agli stessi microfoni è arrivata poco dopo una semi smentita da parte dell'ex campione e team manager spagnolo di Marc Marquez Emilio Alzamora.

“La logica vorrebbe che Marc rimanesse in Moto2. E' vero che sta stupendo tutti per come sta andando in Moto2, ma la MotoGP sarebbe forse prematura”.

Pernat si è espresso anche sulla vicenda Giappone sì/Giappone no.

“Ieri c'è stata la riunione della Safety Commission: in Giappone si deve andare. I piloti dovevano affrontare la situazione in maniera diversa, figuriamoci che Stoner, che era il più accanito sul fronte del 'no', non si è nemmeno presentato alla riunione; questo testimonia che non ci sarà mai un'associazione piloti, dato che negli anni ci hanno sempre provato ma di fatto non ci sono mai riusciti. I piloti dovrebbero pagare loro stessi un'associazione che si occupi di indagare e di portare dati certi su cui decidere, invece in questo modo si sono fatti 'ricattare' con i contratti, le penali, il 18° di stipendio che verrebbe tolto”.

Poi un'ultima domanda sul suo pilota storico Loris Capirossi, che porta sulle forti spalle il peso di oltre 300 gran premi e di una carriera luccicante.

“Penso che la direzione sia quella della fine della carriera quest'anno, ma di sicuro Loris rimarrà nel settore - ei ha aggiunto, misterioso -  Ma attenzione perché potrebbe succedere qualcosa d'altro. Puntini puntini!”.

 

 

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