Un Mondiale accarezzato, sognato e poi svanito sul più bello. Il 2025 della Ducati in Superbike può essere definito quello del grande rimpianto, con Toprak Razgatlioglu e la BMW a sorridere al termine della stagione.
In virtù del successo del turco, Nicolò Bulega e Aruba Ducati sono stati costretti ad accontentarsi della palma di vicecampioni del mondo. Un risultato che va stretto, soprattutto considerando l’elevato livello mostrato a inizio stagione e quei 39 punti di vantaggio in cassaforte dopo il round di Most.
Di questo e di molto altro abbiamo parlato con Serafino Foti, team manager di Aruba Ducati. Questa è la prima parte dell’intervista; nei prossimi giorni seguirà la seconda.
"Ovviamente c’è dispiacere per questo titolo sfumato, ma perdere tempo a piangere è inutile adesso – ci ha detto –. A Nicolò non possiamo imputare nulla, perché alla fine è stato perfetto e non ha sbagliato nulla. Dispiace, ma non resta che voltare pagina e ripartire in vista del 2026".
Che Bulega troveremo al via del prossimo Mondiale?
"Quest’anno Nicolò ha dimostrato maturità, lucidità e costanza. A mio avviso, però, non bisogna cadere nell’overmotivazione: partiremo tutti alla pari e dovremo evitare di pensare di aver vinto il Mondiale già alla prima gara. Di certo Bulega è uno dei favoriti, ma pensare di aver già vinto sarebbe l’errore più grande".
Chi sarà l’avversario di Bulega?
"Ci sono le BMW di Petrucci e Oliveira, così come Lecuona, che con la Ducati vorrà fare bene. Non dimentichiamoci poi di Sam Lowes, di Álvaro Bautista e delle Yamaha. A mio avviso dovremo alzare ulteriormente il livello nel 2026, considerando anche che avremo una moto tutta da scoprire".
Qualcuno sostiene che il doppio impegno pilota/collaudatore possa disturbare Nicolò…
"Non credo proprio. Mi ha stupito fin dal primo giorno per il modo in cui ha gestito la pressione. Proverà una MotoGP con le Pirelli, molto simile alla Superbike in termini di prestazioni, quindi non credo possa influire. Sarebbe stato diverso con una MotoGP gommata Michelin, come accade nel finale di stagione".
Nicolò ha detto e ribadito che punta alla MotoGP nel 2027…
"Nicolò è un ragazzo intelligente e l’obiettivo primario resta vincere il Mondiale Superbike. Per quanto riguarda la MotoGP, non è stupido: se non arriveranno l’offerta e le condizioni giuste, resterà in Superbike. Alla fine ama questo paddock e qui si trova bene".
Non pensi però che alla lunga possa annoiarsi?
"No. Il Campionato 2026 sarà molto competitivo e la riduzione del flusso di benzina avrà un impatto importante: non sarà così scontato come qualcuno pensa. Al momento non c’è nulla di certo e Bulega lo sa bene. Deve vincere il titolo e, qualora dovesse approdare in MotoGP, saremo tutti felici".
Parlando della nuova Ducati V4, Nicolò è stato molto cauto…
"È una moto tutta da scoprire. Al momento non conosciamo ancora il vero potenziale: essendo un progetto nuovo dovremo lavorare, analizzare e capire. A Jerez, nei test di gennaio, inizieremo il lavoro di affinamento, per poi proseguire lo sviluppo nel corso della stagione. Ogni progetto nuovo richiede tempo".