Finora protagonista di un'annata con alti e bassi e qualche difficoltà non prevista, al Red Bull Ring Celestino Vietti è tornato a farsi vedere nelle prime posizioni. Terzo al termine di una gara in cui ha dovuto gestire pure un Long Lap Penalty, è stato per lui una sorta di giorno della liberazione.
"Sono molto contento perché non arrivavo da un momento favorevole. Con il team abbiamo lavorato molto per capire come chiudere il gap dagli altri. Sicuramente il circuito mi piace molto e questo ha aiutato. Adesso sarà importante confermare le prestazioni in Ungheria e nelle restanti gare così da toglierci qualche bell soddisfazione. Mi dispiace perché quando mi hanno dato l’avviso sul limite della pista non ho capito dove toccavo il verde e ho proseguito a fare tutto uguale. Ho scoperto che lo prendevo in un angolino della curva 7, ma io non me ne sono mai accorto. Tra l’altro di solito si sta sempre attenti in uscita, invece in questo caso mi è successo in ingresso quando provavo ad avvicinarmi a Delgado ed ero concentrato su quello”, ha spiegato.
Nonostante questo intoppo il morale in corsa è sempre stato alto:“Avrei preferito prendere la penalità nei primi giri così da poter recuperare con calma, però è andata diversamente. Io non mi sono abbattuto e alla fine sono stato fortunato per via della caduta di Alonso, altrimenti avrei terminato quarto. L’importante è prendere quello che arriva e a Balton evitare di ripetere l’errore”.
La sensazione è tuttavia quella di aver buttato l’opportunità di un piazzamento migliore. “Avrei potuto fare di più visto che era da tanto che non me la giocavo e poi mi sentivo bene. Mi dispiace non averci potuto provare, però fa parte del gioco. La prossima volta cercherò di non sbagliare”, ha confessato.
Interrogato sui motivi del suo calo prestazionale rispetto ad avvio campionato , il piemontese ha spiegato: “Sono partito bene, ma l’arrivo della mescola posteriore più morbida rispetto a quella del 2024, pur avendo aiutato in generale, mi ha impedito di trovare la costanza necessaria, specialmente a gomma nuova. In corsa, invece, salvo ad Aragon, sono sempre andato forte. Purtroppo perdere due secondi in avvio di GP ti nega la possibilità di lottare perché neppure gli altri vanno a spasso. Adesso ho capito come sfruttarla meglio e infatti pure a Brno c’ero. Probabilmente chi guida la Kalex si è abituato più rapidamente”.
A proposito del tracciato ungherese che farà il debutto nel Mondiale fra pochi giorni ha poi svelato: “Morbidelli e Bagnaia mi hanno raccontato un paio di cose e credo possa essere un tracciato amico per me, con diverse staccate forti che mi piacciono. Da quanto ho capito è stretto, ma mercoledì farò un giro d’ispezione a piedi con loro, così mi spiegheranno tutto”.
Galvanizzato dal podio, il pilota del team Sync Speedrs è ora più ottimista. “Una top 3 è sempre buona per il morale, tuttavia non sono pienamente soddisfatto e ciò mi fa essere contento perché significa che so che si poteva fare meglio. Abbiamo capito un po’ di cose, per cui dobbiamo restare concentrati perché il potenziale per proseguire in questa maniera fino alla fine dell’anno e mantenere la premessa lo abbiamo. Speriamo sia il segno di un prima e un dopo”, ha riconsciuto.
In ottica 2026 ha invece svelato con sollievo: “Dovrei restare qui ed è positivo perché è importante restare nello stesso ambiente per poter fare progressi. Ogni volta che si cambia, anche se sono sempre stato in squadre belle, ti devi riadattare e modificare il metodo di lavoro”.