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Moto2, Pasini: "Il Ranch di Rossi è propedeutico, allenarsi con i rivali ti fa crescere"

Il romagnolo continuerà la sua avventura a Sky: "Io non ho potuto entrare nell’Academy perché troppo vecchio, ma Rossi ha sempre fatto cose speciali. La sua è l’unica realtà che se hai talento ti prende e ti dà tutto il necessario, ma mi sento ancora un pilota: farò quattro wild card"  

Moto2: Pasini:

In occasione della presentazione della programmazione di Sky Motori per la stagione 2024, Mattia Pasini ha rilasciato alcune dichiarazioni interessanti relative al proprio impegno per i prossimi mesi, non mancando di fare un pronostico sulla Moto2 e un confronto con il passato.

Farò quattro wild card con la Boscoscuro, anche se sempre in versione casereccia – ha dichiarato il pilota di Riccione -  E’ una scommessa di qualche anno fa quando mi hanno lasciato a piedi. Volevo tornare a gareggiare  spostandomi con il mio furgone e papà come meccanico. Per farlo mi sono comprato la moto, ho speso un sacco di soldi, ma ne sono orgoglioso, nonostante alla domenica finora non abbia raccolto un  granché perché con due corse a campionato è dura. Detto ciò l’annata scorsa non sono mai passato per la Q2, sono partito due volte in seconda fila e concluso tre volte in top ten su quattro manche, a dispetto dei problemi avuti”.

Ma cosa lo ha portato a voler raddoppiare i weekend?

Con Bosco ci siamo chiesti perché no e alla fine abbiamo trovato l’accordo. E’ sicuramente una motivazione in più, lui poi sta lavorando tantissimo – ha affermato – Sarò al via dei GP di Barcellona, Mugello, Austria e Misano, in modo da prepararmi al meglio per l’evento successivo e non lasciar passare tanto tempo, specialmente se le cose vanno male. E’ una bellissima occasione per me poiché i mio cuore è ancora dentro il casco e dietro la visiera, inoltre è una chance per portare un nuovo contenuto a Sky e far capire cos’è  il motociclismo da dentro, dalla preparazione, agli stati d’animo. In questo modo unirò l’utile al dilettevole. Certo, a volte mi chiedo perché l’ho fatto, in quanto l’impegno sarò non indifferente. Dovrò lavorare come un professionista, ma gestirmi in autonomia. Senza dimenticare che ho un’azienda che sta andando molto bene, ma va seguita e poi c’è la TV”.

A dispetto della soddisfazione per questa nuova opportunità, la speranza è di ottenere in un futuro molto prossimo una sella  di valore anche se potrebbe essere particolarmente arduo. “Non ho ricevuto chiamate? Non è vero – ha negato con forza – Il fatto è che non sono più giovane e non sono più disposto a correre giusto per farlo. Vorrei poter lottare, ma finora non è stato possibile. Mi sono dato uno o due anni di tempo, fino a che riesco ad essere competitivo e in forma. Mi piacerebbe affrontare ancora una stagione come Dio comanda perché nella mia carriera ho avuto tante poco tranquille. Ci credo, però non mi scombussolo la testa. Mi sento già privilegiato ad avere questi quattro gran premi a disposizione per divertirmi”.

Facendo poi un raffronto tra la vecchia 250 cc a due tempi e la Moto 2 attuale, il 38enne ha analizzato: “La categoria è cambiata tantissimo. Se si guardano i tempi registrati con i nuovi motori di derivazione stradale, dal costo relativamente accessibile si va davvero forte. Le  moto però sono fin troppo uguali e la differenza la fanno i team che investono di più in tutto quello che c’è dietro all’aspetto pista. Ciò  fa sì  che i talenti veri vengano oscurati e ad emergere siano quelli che ne hanno di meno solo perché possono accedere a certe squadre.  Comunque il motomondiale resta la massima espressione, il livello è altissimo e continua ad alzarsi”.

Ma siamo sicuri che oggi sia più complicato guidare rispetto al passato? Il romagnolo ha dei dubbi. “Un paio di anni fa, nel frangente dell’Aprilia All Stars mi era capitato di tornare in sella alla mia vecchia 250.  Dopo tredici anni ero nervoso, in quanto avevo un ricordo eccezionale, come di una vera moto da corsa, veloce, sensibile, tecnica, difficile e che andava fortissimo. Temevo di rimanere deluso ed invece è stato come fare un balzo avanti di dieci anni. Era più selettiva di quelle di oggi per precisione ed erogazione. Ora puoi essere sporco e non pagare nulla, con le vecchie motociclette se sbagliavi perdevi un secondo, ma ti consentiva di farti le ossa”.

Provando a fare una previsione della narrazione del nuovo Mondiale Pasini ha proclamato fermo: “A mio avviso il favorito è Fermin Aldeguer alla luce dello scorso finale di campionato. Farei attenzione anche ad Aron Canet. Nonostante non abbia ancora mia vinto è in palla e il cambio delle gomme potrebbe avvantaggiarlo. Per il resto vedo tanti punti interrogativi. Mi aspetto competitivo Tony Arbolino, mentre Celestino Vietti avrà una bella responsabilità visto che il team Ajo è al top come Boscoscuro e VDS. Tuttavia per lui non vanno tralasciate le variabili rappresentate dalle moto Pierer e dalle sospensioni WP. Il piemontese ha provato di andare forte e mi auguro di vederlo davanti, ma rispetto  al 2023 ci sono delle incognite, per cui non lo collocherei tra i papabili al successo finale”.

L’ultimo commento non poteva non riguardare il boom dei piloti della VR46. “Al ranch hanno creato un ecosistema incredibilmente propedeutico, perché allenarsi assieme ai propri rivali tutti i giorni permette di cresce costantemente. Come rider hanno avuto un’educazione allo sport vecchia maniera. Tra di loro hanno ottimo rapporto e si mettono in gioco, in più sono fortissimi singolarmente. Io non ho potuto entrare nell’Academy perché troppo vecchio, ma Rossi ha sempre fatto cose speciali. La sua è l’unica realtà che se hai talento ti prende e ti dà tutto il necessario per eccellere per cinque anni. Dà a tutti l’opportunità di arrivare in MotoGP. In poco tempo hanno conquistato quattro campionati, tre con Bagnaia e uno con Morbidelli. Sono fiero di loro”, ha chiosato. 


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