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MotoGP, Quartararo: "Con Bartolini Yamaha non ha più paura di rischiare"

 "Il motore è migliorato, ma dobbiamo lavorare sull'elettronica. Senza dubbio abbiamo fatto un passo in avanti, ma non ho ancora una moto vincente"

MotoGP: Quartararo:

Cauto e a volte fin troppo critico Fabio Quartararo non si è lasciato prendere dall'euforia per il terzo posto conquistato al termine della prima giornata di test invernali della MotoGP sul tracciato di Sepang. Autore di 46 giri e staccato di poco meno di tre decimi dal leader Martin, nella sua analisi a caldo ha preferito concentrarsi su cosa ancora non funziona.

"Il motore fortunatamente è meglio di quello dello scorso anno, ma ancora non ne abbiamo utilizzato tutto il potenziale - ha spiegato alla stampa - Oggi ci siamo dedicati molto sull’elettronica per capire come sfruttare al meglio l’unità, ma in generale patiamo la mancanza di grip. Se l'asfalto non ha aderenza soffriamo molto e l'elettronica provoca continui scuotimenti. Questo può essere accettabile sul singolo giro, ma quando devi affrontare una gara intera diventa difficile. L'obiettivo è migliorareil comportamento della M1 sia in termini di velocità, sia di gestione".

Entrando nello specifico il pilota di Nizza ha ravvisato alcuni importanti progressi che nulla hanno a che vedere con l'aspetto tecnico. "Con i nuovi innesti si lavora diversamente. L'atteggiamento è cambiato come dal giorno alla notte. Ad esempio nello Shakedown avevo accusato dei problemi su una novità. Ne ho parlato con Max Bartolini (il nuovo direttore tecnico ndr) mi ha detto che avrebbe trovato una soluzione e lo ha fatto. Prima con i giapponesi non sarebbe stato possibile, la si sarebbe accantonata perché c'era sempre la paura del cambiamento. La mentalità invece deve essere quella di adesso, abbiamo bisogno di rischiare", il suo sfogo.

A dispetto della buona prestazione complessiva El Diablo continua a non volerci pensare. "Per adesso stiamo raccogliendo informazioni per costruire una base da cui partire. Poi faremo i confronti con il vari assetti. Di certo stiamo provando cose come mai in passato e l'esito si sta rivelando discreto. In particolare qualcosa, che non svelo, ci ha aiutato a rendere la motocicletta meno scorbutica", ha condiviso.

Cosa aspettarsi dunque dalla Yamaha nel 2024? Il transalpino, come al solito, ha le idee chiare. "Sapere di poter lottare per il successo non basta, bisogna riuscire ad essere tra i primi cinque molto spesso - ha asserito convinto che una rondine non faccia primavera -  Globalmente abbiamo fatto uno passo in avanti, ma non abbiamo ancora una moto vincente. Ci stiamo dando da fare per questo e ce la faremo".
 

 


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