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Moto2, Acosta: “Fossi stato in Marquez avrei voluto vincere ancora con Honda”

“Marc è la storia vivente di Honda e io avrei apprezzato quanto è bello riportare un marchio alla ribalta. Il mio futuro? KTM deve spingere per me e io per loro. Dobbiamo vincere tutti in questo rapporto”  

Moto2: Acosta: “Fossi stato in Marquez avrei voluto vincere ancora con Honda”

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Si fa sempre più importante il margine di Pedro Acosta sui suoi inseguitori, nella classifica del Mondiale Moto2. Con il terzo posto conquistato in Giappone, il suo terzo podio consecutivo, l’alfiere del team Red Bull KTM Ajo ha portato a 50 i suoi punti di vantaggio su Tony Arbolino, mettendo ben 93 lunghezze tra sé e Jake Dixon, terzo in campionato. Un margine che dà una certa tranquillità al 19enne in vista degli ultimi sei appuntamenti della stagione, nei quali spera di avere più chiara anche la sua posizione all’interno nell’emisfero del Gruppo Pierer Mobility e il posto e i colori con cui farà il suo debutto in MotoGP.

“L’importante è vincere il titolo. È vero che 50 punti danno tranquillità. A Le Mans eravamo a pari punti, poi sono caduto e sono rimasto indietro di 25 punti. Ora abbiamo la tranquillità di avere un margine nel caso in cui succeda qualcosa e dobbiamo esserne felici ha affermato Acosta in un’intervista concessa alla testata spagnola AS, dove ha ammesso di aver ottenuto il massimo dalla gara a Motegi.

“Per tutto il fine settimana Chantra e Ogura sono stati una spanna sopra gli altri, bisogna accettarlo. Per come è iniziata la gara, il podio è stato un buon modo per concludere il weekend - ha spiegato l’iberico - Ho perso terreno in partenza e questo ha fatto sì che anche i piloti del team Asia si allontanassero. Abbiamo ottenuto il massimo che potevamo e sarebbe stato meno se fossimo caduti per aver spinto troppo”.

Acosta non ha dubbi su quale sia la chiave della sua superiorità in campionato: “La regolarità. L’anno scorso avevo otto zeri e ora ne ho solo uno”. Ben più è incerto è invece il suo futuro, tanto che in Giappone è stato lo stesso a mettere in dubbio il suo passaggio in MotoGP la prossima stagione, nonostante KTM abbia fatto valere la sua opzione sullo spagnolo.

“Non si è trattato di nervosismo o altro. È la realtà. Dobbiamo essere consapevoli che loro devono spingere per me e io per loro. Tutti dobbiamo vincere in questo rapporto - ha sottolineato Pedro, commentando quanto detto sulla sua possibile permanenza in Moto2 nel 2024 - Capisco KTM come azienda e capisco me come pilota, quindi dobbiamo essere concentrati sul nostro lavoro, cercando di non commettere errori. Credo che questa sia la cosa più importante ora”.

Dato l'impasse con KTM, il Tiburón de Mazarrón sarebbe potuto essere un’opzione interessante per una Honda rimasta ormai orfana di Marc Marquez. 

“Bisogna essere realisti. Chi mi ha portato qui e mi ha dato un’opportunità è stata la KTM. Chi ha pagato tutta la mia carriera sportiva è stata KTM. Hanno una moto competitiva, squadre competitive, persone competitive e credo che KTM farà un grande passo avanti con l’evoluzione della sua moto” ha chiosato Acosta, ribadendo la sua lealtà alla Casa di Mattighofen.

Proprio per la sua dedizione alla causa del suo marchio, se si fosse trovato nei panni dell’otto volte iridato il 19enne avrebbe fatto una scelta ben diversa da quella del suo connazionale.

“Se fossi in lui, apprezzerei quanto sia bello far tornare un marchio e quanto sia bello lottare per qualcosa che ho fatto - ha affermato Acosta prima di sapere della separazione tra Marquez e la Casa dell’Ala - Marc è la storia vivente di Honda. È stato con loro per dieci anni e credo che abbia portato avanti il marchio, vincendo molti titoli, e sarebbe bello vincere di nuovo con lo stesso marchio”.

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