Moto2, Baldassarri: "Su MV devo riscoprire il Lorenzo vincente, so dov'è"

"Nei momenti difficili ti viene in mente anche di gettare la spugna, ma mi piace affrontare le sfide e non cerco scuse. Un podio? Un buon primo obiettivo"

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Lorenzo Baldassarri aveva bisogno di cambiare aria. Dopo 3 anni con il team Pons ha deciso di ritornare a casa, a Forward, con cui aveva corso dal 2015 al 2017. Ha trovato però una squadra diversa e anche una nuova moto, la MV Agusta. Un blasone che il pilota marchigiano è fiero di portare sul petto e con cui vorrebbe raggiungere traguardi importanti. Perché Lorenzo deve ritrovarsi.

Oggi ho provato una bella emozione, per me è un’onore correre con un marchio così importante - dice allegro dopo avere svelato la nuova moto a Courmayeur, all’ombra del Monte Bianco - Inoltre è coinciso con un ritorno al team Forward, che ho trovato con un’altra faccia”.

Tutti conoscono la storia di MV Agusta, c’è anche pressione?
C’è, ma è una pressione positiva, che mi sprona. Io ho sempre voglia di fare bene e con la MV sotto al sedere sento una spinta in più, bisogna trasformare questa pressione in un valore aggiunto”.

Lo scorso novembre, a Jerez, hai potuto provare la F2. Era come te la immaginavi?
Non avevo aspettative, pensavo una moto difficile e lontana dalla Kalex. Però, quando ci sono salito sopra, appena ho cominciato a spingere sono riuscito subito a costruire tra me e lei quel binomio per cui pensavo ci volesse più tempo. Invece l’ho sentita mia, anche se in un solo giorno, per di più con la pista umida, fai fatica a giudicare. Però sono andato piuttosto forte, sono riuscito a costruire la fiducia dopo pochi giri, nonostante non sia il mio punto di forza partire a tutta, solitamente ho bisogno di tempo per inquadrare la situazione, invece sono partito pronto”.

Cosa ti è successo negli ultimi tempi? Nel 2019 avevi vinto 3 delle prime 4 gare, poi ti eri perso.
Faccio fatica a spiegarmelo neanch’io. Ho analizzato tutto, perché la cosa più importante è imparare dagli errori e non trovare scuse. Nel 2018 avevo fatto una bella stagione e poi nel 2019 avevo trovato un binomio perfetto tra me e la moto che poi l’introduzione della nuova gomma posteriore aveva rotto. Poi ci sono state una serie di cose che non avevano aiutato la mia serenità, quindi mi sono un po’ perso, ho avuto degli alti e bassi e quando non hai continuità non puoi pensare di vincere un Mondiale”.

Avevi deciso anche di lasciare la VR46 Riders Academy.
“L’ho fatto perché, secondo me, il mio percorso con loro era finito. Era il momento di cambiare e di crescere, ho deciso di fare la mia strada”.

E nel 2020, cosa è successo?
Era partito alla grande (un 2° posto in Qatar ndr). È stato un anno in cui tutti hanno avuto alti e bassi, quindi avrei potuto approfittarne della costanza, ma purtroppo, per una serie di fattori non è stato così. Parlo della nuova gomma anteriore e  dialcuni cambiamenti all’interno del team che pensavo mi avrebbero aiutato, invece non hanno funzionato. Così sono passato dall’andare forte a sprazzi, a non andare forte mai, nemmeno nel warm up”.

In quei momenti come si reagisce?
È difficile, perché a un certo punto ti viene anche in mente di gettare la spugna, ma quella è l’ultima cosa a cui penso perché ho una grande passione per i motori e mi piace affrontare le difficoltà. Quindi ho cercato di dare sempre il massimo, ho tirato fuori la testa da questo tunnel e, nel finale di stagione, ho ricominciato ad andare forte”.

Cosa rappresenta questo 2021 per te?
Si riparte da zero. Ho davanti un nuovo progetto e la MV mi incuriosisce molto, considerato che la Moto2 sembra essere diventato un monomarca Kalex. Sento quella spinta di fare qualcosa di figo. Dopo un anno dove ne ho passate di tutte, sono carico per partire”.

Il Balda che vinceva le gare c’è ancora?
“Sì, bisogna solo riscoprirlo, ma so dov'è: non devo andare a cercarlo (ride)”.

Cosa può darti il team Forward e cosa puoi dare tu a lui?
La squadra mi potrà dare molto, perché mi fanno vedere di stare lavorando molto e di avere molta voglia di fare dei risultati. Questo mi dà una scarica per dare il 110%, perché a volte in Moto2 il 100% non basta. Dall’altra parte, io posso portare la mia esperienza e molte informazioni”.

MV Agusta aspetta un podio da tanti anni…
Questo sarebbe un buon primo obiettivo, poi si vedranno gli altri traguardi strada facendo. Bisognerà vedere come partiamo, nei test sarà importante trovare una buona base e poi da lì iniziare a fare dei buoni piazzamenti”.

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