Moto2, Corsi: "Nel 2019 pensai di smettere, ma MV ha riacceso la passione"

"Per un mese non ho pensato alle moto, la voglia è tornata dopo un test a Misano. In futuro vorrei tentare l'avventura in Superbike o Supersport"

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Uno dei motivi di interesse della Moto2 negli ultimi anni è certamente il suo essere una categoria variegata, composta sia da giovani di talento sia da piloti esperti quanto veloci. In questa seconda categoria può certamente rientrare Simone Corsi, atleta delle Fiamme Oro tornato quest’anno in Moto2 dopo un 2019 piuttosto complicato, segnato dalla separazione con il team Tasca a stagione in corso.

“Il nostro mondo è cambiato negli ultimi anni – racconta il romano – e purtroppo qualche squadra fatica più di altre. I membri di quel team non si sono comportati bene con me, ci sono rimasto molto male perché in tanti anni non mi era mai capitata una cosa del genere. Per un po’ ho pensato di lasciare, non avevo grande voglia di tornare e per un mese non ho pensato minimamente alle moto, ma l’avventura in NTS e soprattutto il test svolto con la MV prima del gran premio di Misano mi hanno fatto tornare la voglia di scendere in pista”.

Ora il tuo presente si chiama appunto MV e team Forward. Come giudichi il debutto in Qatar?

“E’ stato un weekend al di sotto delle aspettative: in Moto2 si è davvero tutti vicini, ma non mi aspettavo di essere così lento. Abbiamo provato tante cose durante il weekend, e questo certamente non ci ha aiutato a scalare la classifica, ma era giusto capire quale fosse la strada giusta da prendere per il futuro”.

Qual è il livello attuale della MV?

“E’ una moto particolare, ma già nel primo test sono stato rapido. L’introduzione della nuova gomma anteriore con diametro 125 non ci ha aiutato, dato che ha accentuato il nostro problema nel voltare la moto: è stata una rivoluzione come l’arrivo del “Gommone” posteriore l’anno scorso, e dobbiamo adattarci”.

Parlando di futuro, ti piacerebbe un’avventura nel mondiale Superbike o Supersport?

“Già quest’anno ho avuto dei contatti con alcune squadre per fare il salto, ma il problema era il budget: molti team chiedono dei soldi che non ho, e la soluzione migliore a posteriori è sicuramente stata la MV. Mi piacerebbe correre in Superbike o in Supersport in futuro, ma per realizzare progetti del genere non bastano la voglia e la passione”.

Come hai passato la quarantena? Sei già tornato in sella?

“Mi sono allenato tanto avendo una piccola palestra in casa ed i rulli, ed oltre a ciò mi sono svagato con i videogiochi: già prima della quarantena possedevo un simulatore di guida, così ho potuto fare delle belle sfide con diversi piloti, in primis Melandri e Caricasulo”.

Qual è il tuo pensiero sulla ripresa? Sei ottimista o negativo?

“Il fatto che probabilmente a luglio si potrà ripartire è certamente positivo, finora non è stato facile prepararsi senza sapere esattamente quando si sarebbe ripartiti. Il pubblico? Credo sarà difficile averlo quest’anno. E’ un peccato perché in alcune gare come il Mugello o Jerez vedere tante persone sulle tribune ti regala molta adrenalina. Sarà un campionato strano, con la possibilità di fare più gare sulla stessa pista, ma l’importante è ripartire”.

Ultima domanda. Ripercorrendo la tua carriera, c’è una scelta che cambieresti se potessi tornare indietro?

“In effetti c’è una scelta a cui ogni tanto ripenso. Nel 2004 chiusi la mia seconda stagione in 125, ed ero pronto a cambiare team per passare da Honda ad Aprilia, ma il team ufficiale Aprilia 250 mi fece un’offerta per compiere il salto di categoria e fu impossibile non accettare: purtroppo ero ancora un po’ acerbo per la categoria e il livello era davvero molto alto, così l’anno dopo decisi di tornare in 125. Non è stata una decisione facile quella di fare un passo indietro, è servito del tempo per metabolizzarla, ma è andata così”.

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