MotoGP, Lorenzo: “Vorrei correre a Misano, dove ho vinto spesso o a Motegi"”

“Quella giapponese è una pista particolare per la Yamaha. Rossi? un gran rivale, ma mai un nemico. Non ho mai cercato di apparire simpatico, sono sempre stato me stesso. Marquez? Ha talento, ma è battibile”  

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Da Dubai a Lugano. È stato questo il cammino che ha compiuto in settimana Jorge Lorenzo. Il pilota spagnolo ha infatti lasciato gli Emirati per fare rientro in Svizzera dopo la reclusione, diciamo così, in un hotel di lusso a cinque stelle.

Appena tornato a casa, il maiorchino ne ha approfittato per rilasciare una intervista alla testata spagnola cadenaser dove ha parlato del passato, presente e futuro.

“Come ben sapete ero a Dubai quando è scoppiata la pandemia – ha ricordato Jorge – sono rimasto in hotel per diverse settimane. Poi, nel momento in cui hanno riaperto l’aeroporto di Abu Dhabi, ho preso e con gli altri miei amici siamo rientrati a casa. Adesso sono qua a Lugano, trascorro le mie giornate in casa, allenandomi e cercando di rimanere in forma”.

Ovviamente in molti si chiedono quando sarà possibile tornare alle gare.  

“Speriamo che si corra in questo 2020, anche se non sarà certamente semplice. Pare che la situazione sia in miglioramento, ma dovremo capire come si evolverà e quali saranno le misure di contenimento. È un po’ come essere sulle montagne russe, anche se la mia speranza è che il Motomondiale possa disputare 10 gare”.

Lorenzo viaggia poi con la mente al passato.

“Ho dedicato tanti anni al motociclismo e ora volevo godermi un po’ di più la vita. Quello che conta in questo momento è stare bene e seguire tutte le norme di sicurezza. In seguito cercheremo di capire quale sarà il futuro”.

Sul tema MotoGP Lorenzo ha pensiero chiaro.

“Di sicuro le Case sono preoccupate, dato che di moto non se ne vendono. Poi c’è la questione legata al Motomondiale, dove la Dorna vuole disputare le gare a porte chiuse. Io sono dell’idea che è meglio poche gare, ma trasmetterle in tv per intrattenere il pubblico da casa”.  

Lorenzo si immagina poi sulla moto.

“Mi piacerebbe correre a Misano, una pista dove ho vinto spesso, ma anche Motegi, un tracciato particolare per la Yamaha”.  

Intanto, a raccogliere il suo testimone ci ha pensato Alex Marquez.

“Alex è migliorato, ma all’inizio faticherà con la Honda, dato che non è una moto facile. Nel box ha un riferimento importante, come il fratello, di cui cercare di capire. Di sicuro ad Alex servirà tanta pazienza e continuità”.

Non manca poi una battuta su stesso da parte del maiorchino.

“Personalmente sono contento della mia carriera. Io sono sempre stato un vero, magari a volte posso passare per un pilota meno simpatico degli altri, ma io preferisco essere me stesso”.

L’attenzione si sposta poi sul paddock, per anni una sorta di seconda casa per il 99.

“Nelle corse ho capito che non ci sono né amici né nemici. Non è facile avere amici tra i piloti, anche perché poi devi duellare con loro in pista, ma di sicuro non posso definirli nemici. Li considero semplicemente come dei rivali, ne ho avuti tanti, ma non li ho mai odiati”.

Lorenzo fa poi i loro nomi.

“Pedrosa è stato un grande avversario nella 250, ma anche Rossi nel 2009 e 2010, dico anche Marc nel 2013. Con Valentino abbiamo duellato moltissime volte, ricordo soprattutto il 2009. È stato un gran rivale”.

L’ultima battuta riguarda Magic Marc.

“Marquez è un livello sopra tutti. Io penso che sia un pilota comunque battibile. Io ci sono riuscito nel 2015, Dovi ci è arrivato vicino nel 2017 e Quartararo in più occasioni lo scorso anno. Di sicuro Marc ha grande esperienza in MotoGP che fa valere”.

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