Moto2, Boscoscuro: "I cv del Triumph metteranno in mostra il talento dei piloti”

Ex pilota, team principal e talent scout: "Navarro e Diggia devono vincere prima di pensare alla MotoGP. Quartararo oltre le previsioni. E quest'anno farà meglio. Con noi ha vinto un GP, potevano essere due, ma è stata colpa nostra"

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Un Gran Premio, perlomeno, loro ce l’hanno alle spalle. E’ poco, pochissimo, ma è pur sempre un inizio, anche se non sufficiente a fornire un indizio di come si dipanerà la stagione della Moto2 quest’anno.

Del resto la Moto2 è sempre stata una categoria strana: nata nel 2010 per prendere il posto della mitica 250, se si eccettua Marc Marquez e, parzialmente, Johann Zarco e Fabio Quartararo, non è che abbia sfornato proprio una sfilza di campioni.

E’ vero, specie negli ultimi anni ci ha regalato buoni piloti, i nostri Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia, ma anche loro, con tutto il rispetto, devono ancora dimostrare la propria caratura, mentre Toni Elias, Stefan Bradl, Pol Espargarò, Tito Rabat finora non sono andati oltre la categorizzazione di ‘buoni piloti’.

Moto2: finora solo Marc Marquez, passato in MotoGP ha vinto dei titoli

Potrebbe quest’anno essere diverso? Bah, non vediamo come. La tendenza è sempre la stessa: i migliori, o i presunti tali, emigrano subito nella classe superiore - con l’unica eccezione di Zarco che ha vinto per due stagioni consecutive - così anche nel 2020 la classe farà a meno del suo campione del mondo, Alex Marquez, passato in MotoGP al fianco del fratello senza aver fatto sfracelli, agonisticamente parlando.

Fra i piloti passati dalla Moto2 alla MotoGP (MM93 a parte) solo Elias ha vinto un GP

Le cifre del resto parlano chiaro: dei piloti della Moto2 che hanno fatto il Gran Salto solo uno, Toni Elias (poi iridato nella categoria quando vi è approdato dopo la MotoGP), ha vinto un Gran Premio in MotoGP - nel 2006 in Portogallo - e tutti ricordiamo che fu una scelta di gomme a permettergli quello storico successo su Valentino Rossi.

Il resto della banda ha invece ben poco da mostrare: Bradl e Pol Espargarò un podio,  Zarco sei. Vittorie zero.

Boscoscuro: la Moto2 è una delle categorie più difficili in assoluto

“Secondo me, però, la Moto2 è una delle categorie più difficili in assoluto - osserva Luca Boscoscuro, proprietario della Speed Up e buon pilota egli stesso: 2 sesti posti nella quarto di litro nel 1996, con una Aprilia privata, ma soprattutto eccellente talent scout - quella in Qatar è stata una gara difficile da valutare. Ha vinto Nagashima che l’anno passato ha fatto una pole, ma nient’altro di particolare. Il fatto è che l’apertura stagionale ha visto un consumo anomalo delle gomme, così è stata una gara di attesa. Ha vinto chi ha saputo aspettare, perché solitamente con tempi divisi fra di loro da due decimi, chi va avanti difficilmente viene ripreso. Comunque tutti erano al corrente della situazione, i piloti dovevano aspettarselo”.

I due piloti di Boscoscuro, Jorge Navarro e Fabio Di Giannantonio, 6° e 13° non hanno raccolto il massimo.

“Beh, Fabio ha avuto per sorte una gomma fallata: capita, nessuna polemica. Sono le corse, in prova girava regolarmente in 1’59”, era il suo passo, mentre Jorge è partito in modo troppo conservativo ed ha corso una gara troppo conservativa”.

Boscoscuro: "il Triumph è un bel motore, ha 20 cv in più è una gran coppia"

La Speed Up, motorizzata Triumph,  vista come una delle migliori Moto2 è addirittura migliorata con la motorizzazione Triumph.

“Quello della Triumph è un bel motore. Ha una bella coppia e ciò conta molto perché non potendo fare il cambio si adatta a diversi stili di guida. Con una marcia più lunga puoi cercare la velocità in curva o, al contrario, spigolare. Oggi puoi usare il motore per portarti fuori dalla curva, con la Honda era impossibile. E poi ha 20 cv in più ed una buona tenuta. Con 30 motori in giro non ho visto problemi. Ovvio: sono stati preparati in modo conservativo, potrebbero erogare più potenza, ma si è privilegiata l’affidabilità e motori uguali per tutti”.

Venti cavalli, un po’ di elettronica. C’è chi dice che così la categoria prepara meglio al grande salto in MotoGP.

Boscoscuro: "solo i cavalli mettono in mostra il talento. L'elettronica: non mi piace"

“Certo, la potenza permette di vedere la differenza fra i piloti. I cavalli mettono in luce il talento. Per quanto riguarda l’elettronica, come sai, io non sono del tutto favorevole: qui è il pilota che deve adattarsi, fare la differenza. E questo diventa un vantaggio quando si passa in Motogp.

Dunque chi rimpiange la vecchia 250 2 Tempi sbaglia?

“Ribadisco che il livello in Moto2 è alto. Piuttosto se c’è un calo di talenti è in Moto3 e questo perché tutti, indistintamente, vogliono subito lasciare la minima cilindrata, con il risultato che i nuovi arrivati non hanno un riferimento”.

Boscoscuro: "Roberts? Ha fatto un grande salto: abbiamo bisogno di un americano veloce"

Una sorpresa è arrivata dal giovane Joe Roberts, non sarà Kenny ma è stata una sorpresa.

“E’ vero, non aveva mai fatto risultati. : un 10° posto nel 2017 con una Kalex era stato il suo miglior piazzamento. Ha fatto veramente un grande salto in avanti. E’ la condizione psicologica: tanti piloti con talento se non sono gestiti bene…sono contento che un americano vada forte. Ne abbiamo bisogno”.

Boscoscuro: "Quando abbiamo avuto Quartararo abbiamo capito subito che aveva talento"

Tu ne sai qualcosa con Fabio Quartararo.

“Quando Fabio è arrivato da noi, alla fine del 2018, abbiamo subito capito che il suo talento era altissimo. L’anno passato ha fatto gare bellissime, gli è mancata solo la vittoria ma in diverse occasioni se la è giocata con un extraterrestre come Marquez. Se mi aspettavo che esplodesse così? Forse no, ma aveva comunque iniziato forte: in prima fila in Qatar, veloce anche a Jerez. Per andare forte in MotoGP ci vuole talento e lui di talento ne ha tanto”.

L’apertura del mondiale purtroppo oggi è lontana, ma la domanda che tutti si pongo è la stessa: può crescere ancora? Essere lui l’avversario di Marquez?

Boscoscuro: "Fabio crescerà ancora. Non ha cambiato team, questo lo aiuterà"

“Sicuramente crescerà ancora. Non ha cambiato squadra, avrà al suo fianco gli stessi uomini che sanno come metterlo a suo agio. Quando arrivò da noi fece fatica perché gli mancava la sicurezza ed era sotto pressione ma fece un ottimo lavoro: potevano essere due vittorie, una l’ha persa per colpa nostra”.

Sulla base della tua esperienza, anche come talent scout, quale consiglio dai ai piloti della Moto2?

“Di vincere nella categoria in cui corrono, prima di pensare di lasciarla. Come ha fatto Zarco che vi è rimasto due anni e poi è approdato in MotoGP con la moto giusta. Perché lì di gente che va piano non ce n’è”.

Boscoscuro: "A Navarro e di Giannantonio consiglio di vincere prima di pensare alla MotoGP"

Sta invecchiando la MotoGP: Rossi, Crutchlow, lo stesso Dovizioso. Fra poco ci sarà un ricambio generazionale.

“I miei due piloti sono di ottimo livello. Navarro deve prendere fiducia e stare tranquillo. Per lui parlano 8 podi e 4 pole e l’anno scorso è sempre stato nel gruppetto dei migliori, se l’è giocata. Poi c’è Diggia. Io gli consiglio di vincere delle gare e di prendere fiducia nei suoi mezzi, perché quando hai vinto una gara cambia tutto. Prendi anche Fabio Quartararo: è andato anche oltre le mie aspettative, quando decise per la MotoGP pensai che fosse troppo presto, ma continuo a pensare che se avesse vinto il mondiale in Moto2 sarebbe stato meglio per la sua carriera. Per questo il consiglio che do a Fabio Di Giannantonio è di vincere”.

Boscoscuro: "Il calendario attuale? troppe gare alla fine, così il mondiale potrebbe essere falsato"

Come si sta lì ad aspettare che il mondiale parta, con un calendario perennemente in bozza?

“Troppe gare alla fine, per di più fra un continente e l’altro. Se in quella fase ti rompi un dito il mondiale è falsato. Jerez per me è un inizio poco realistico, forse il Mugello, o Barcellona. Parliamo di giugno, ma la realtà è che non abbiamo ancora capito come questo Coronavirus si sta evolvendo in Europa”.

 

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