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Moto2, Marini: "Rossi fuori dal team Yamaha? Un peccato, serviva più tempo"

"Io in squadra con Valentino? È quasi impossibile. Sono stato più sorpreso dal rinnovo di Vinales che dall'arrivo di Quartararo"

Moto2: Marini: "Rossi fuori dal team Yamaha? Un peccato, serviva più tempo"

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Direttamente dal Ranch di Tavullia, alla presentazione dello Sky Racing Team VR46 abbiamo sentito tutti i protagonisti più attesi dire la loro sulla notizia di questi giorni: Fabio Quartararo in Yamaha ufficiale al posto di Valentino Rossi nel 2021-2022. La le voci più importanti sicuramente c’è quella di Luca Marini, fratello del Dottore. Luca, come hai visto Vale in questi giorni?

“Non ci siamo visti, mi sto allenando in orari diversi dai suoi e abbiamo tanti impegni”. 

Ti aspettavi queste scelte da parte di Yamaha?

“Mi ha sorpreso il rinnovo di Vinales perché Quartararo era giusto portarlo nel team ufficiale dopo la grande stagione che ha fatto e io, nei panni della Yamaha, avrei fatto la stessa cosa. Tutto questo è un peccato per Vale perché lui aveva semplicemente chiesto di aspettare qualche gara in più ma senza una finestra di mercato i team devono fare tutto di fretta”. 

E’ un male secondo te?

“Assolutamente, il problema di non avere una finestra di mercato è che tutti gli accordi si chiudono adesso. Gli organizzatori dovrebbero trovare un modo per tutelare piloti e team in modo da aiutarli a prendere le decisioni con il giusto tempo e nel momento giusto della stagione”. 

In tutti questi discorsi e congetture sul biennio 2021-2022 ci sei dentro anche te, candidato come compagno di squadra di tuo fratello in Petronas. Vedremo un altro team “in famiglia”?

Convincete Valentino a continuare e vedremo. Comunque credo sia un’ipotesi abbastanza impossibile”. 

Per quale motivo? Anche Uccio ha detto che sei pronto per la top-class. 

“Sono contento se Uccio pensa questo. E’ vero, questa moto somiglia un po’ di più alla MotoGP e sono contento del cambiamento del motore Triumph che ci prepara molto di più al salto nella top-class ma in Petronas c’è Morbidelli e sta facendo bene, non è che possono licenziarlo”. 

Oltre al Morbido un altro “terzo incomodo” potrebbe essere Jorge Lorenzo, che ha firmato per il 2020 come tester Yamaha. 

“Yamaha ha fatto un grande acquisto con Jorge perché se ha voglia di mettersi in gioco è un pilota che può sicuramente aiutare in veste di tester”. 

Tornando al presente, oggi avete presentato le nuove livree e la line-up del team. Che cosa ti aspetti da questo inizio di stagione?

“Spero di ripartire nel miglior modo possibile. La cosa più importante ora è conoscere la nuova squadra ed il nuovo telemetrista e instaurare un bel rapporto. Ci sono parecchi cambiamenti sulla moto e quindi dobbiamo capire cosa va bene e cosa no”. 

Il Qatar è vicino, come vorresti arrivarci?

“Mi piacerebbe arrivare al primo Gran Premio con le idee chiare. So che posso migliorare ancora e quest’anno devo fare quel passo in avanti”. 

Nel 2019 l’infortunio ti aveva fatto partire con il freno a mano. Quest’anno?

“Quest’anno è stato un inverno un po’ più semplice, con una preparazione atletica generale a differenza dello scorso dove mi ero concentrato solo sulla spalla. La scorsa stagione è stato difficile perché ci è voluto quasi un anno per sentirmi al 100%”. 

Poi quest’anno non ci sarà nemmeno Alex Marquez…

“Si, però devo dire che un po’ mi dispiace perché è sempre bello confrontarsi con lui. E’ un pilota attento ai dettagli e nelle bagarre è aggressivo ma rispettoso. Mi sono divertito con lui. Quest’anno va in un gran team, tutti i giornalisti dicono che è rischioso ma secondo me non c’è nulla di meglio che andare in un team ufficiale”. 

In molti, come detto prima, ti ritengono pronto per la MotoGP, ma secondo te per passare in top class serve il titolo di campione del mondo di Moto2?

“L’esempio più lampante è Quartararo. Ha vinto due gare in Moto2, è andato in MotoGP e ha lottato con Marquez ogni weekend. Non bisogna per forza vincere il mondiale, è l’obiettivo di ogni pilota ma l’importante è restare concentrati sulla stagione presente perché se si va forte poi la gente se ne accorge”.

Audio raccolto da Riccardo Guglielmetti

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