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Valia, Ducati: "Lo sviluppo della V4? Mi sono immedesimato nel cliente"

Alessandro è il tester Ducati "padre" della rinnovata Panigale: "Mi sono immedesimato nei panni di un pilota amatoriale che cerca prestazioni con facilità. Un sistema che ha pagato"

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Alessandro Valia è uno degli uomini più importanti per definire lo sviluppo delle Ducati sportive. Pilota dal curriculum invidiabile, in cui spicca il titolo italiano Superstock conquistato nel 2002 in sella ad una Ducati 998S. Un legare con Ducati che affonda dunque le radici nelle origini da vero racer di Valia, che negli anni ha messo al servizio dei tecnici di Borgo Panigale tutta la propria esperienza e sensibilità per fornire dei feedback fondamentali in fase di sviluppo dei nuovi modelli.

Valia ha partecipato allo sviluppo delle prime Panigale V2 ed ha vissuto da protagonista il passaggio epocale per Ducati rappresentato dal passaggio dal bicilindrico al V4 per la propria ammiraglia sportiva. Di fatto è stato un vero padre per la Panigale V4 che si è mostrata per la prima volta agli appassionati nel 2017, ed ha definito anche il percorso di sviluppo della Rossa fino ad arrivare alla versione 2020. L'obiettivo da perseguire - secondo noi raggiunto, guarda QUI la videoprova -  per questa versione della V4 è stato ben definito sin dall'inizio, e Valia ci ha spiegato in che modo è riuscito a regalare maggiore facilità a questa moto, pur facendone crescere le prestazioni.

Da dove siete partiti per lo sviluppo della V4 2020 e qual era il vostro obiettivo:

"La V4 2018 era una moto già molto performante, ma più impegnativa da portare al limite. Per lo sviluppo del MY 2020 abbiamo fissato dei key points per migliorare diverse aree della moto: performance, effort, repetibility, confindence. Abbiamo spostato il baricentro dalla performance ad altre aree che potessero migliorare e facilitare la guida anche dei piloti non professionisti. La V4 2020 è meno impegnativa a livello fisico e più facile da portare al limite".

TANTE LE AREE IN CUI LA PANIGALE V4 E' STATA MIGLIORATA
TANTE LE AREE IN CUI LA PANIGALE V4 E' STATA MIGLIORATA

Qual è stata la maggior difficoltà?

"Calarmi nel ruolo di tester con la mentalità di non cercare la sola performance, ma la guidabilità e la facilità della V4. Non è così naturale migliorare le performance di una moto senza dare in pista il proprio 100% e indirizzare lo sviluppo. E’ stato un approccio diverso, che ha pagato. Mi sono immedesimato nei panni di un cliente amatore che ha bisogno di raggiungere con più facilità il proprio limite e ripeterlo, per prolungare il piacere di guida". 

Perché avete riversato molte soluzioni della V4R sulla S? 

"Perché la “R” è stata una evoluzione della “S” e alcune soluzioni hanno portato dei benefici importanti, sia sulla guidabilità grazie ad un telaio Front Frame meno rigido e sull’aerodinamica grazie all’ Aero Package che stabilizza la moto e ne migliora le performance, rendendo meno invasivi i controlli elettronici: DTC (Ducati Traction Control) e l’DWC (Ducati Wheeling Control). Abbiamo voluto fossero benefici godibili anche per gli acquirenti della V4 S". 

La difficoltà più grande riscontrata?

"E’ stato  molto complesso definire la calibrazione della nuova mappa del Ride by Wire che regola l’erogazione del motore. Tagliere i picchi di coppia per me inizialmente è stato difficile da accettare. Meno coppia per me era sinonimo di minor accelerazione. E in sella vivi in prima persona certe sensazioni. L’ing. Carlo Ricci Maccarini, appena arrivato da Ducati Corse per lo sviluppo della piattaforma SBK unitamente a l’ing. David Attisano, massimo esperto di analisi e sistemi elettronici in DC, hanno valutato invece che una coppia più lineare anche se più bassa, avrebbe permesso alla V4 2020 di migliorare l’accelerazione. Abbiamo passato giornate intere a guardare i dati e a trovare il miglior compromesso, ma mi sono battuto per non arrivare alle decurtazioni che avrebbero utilizzato loro per non perdere il carattere di una Ducati…(ride) questa esperienza è stata per me molto formativa!". 

IL DTC ARRIVA ALLA VERSIONE EVO 2 SULLA PANIGALE 2020
IL DTC ARRIVA ALLA VERSIONE EVO 2 SULLA PANIGALE 2020

Come si fa a capire con che rigidezza torsionale deve essere sviluppato un nuovo telaio?

"Il nuovo telaio Front Frame, è figlio di valutazioni fatte a livello di calcolo in base all’esperienze maturate in anni sia in Moto Gp che in SBK che viene successivamente rivalidato in una serie di test strumentali e a feeling pilota per essere introdotto su una moto di produzione di serie". 

Quanti km avete percorso per mettere a punto tutti le novità presenti sulla V4 S 2020?

"E’ stato un lavoro lungo tra i 7.000 e 8.000km di pista. Ogni area di intervento viene isolata e si fanno verifiche esclusive per non inquinare la prova e ottenere risultati certi e scientifici. Viene sempre utilizzato un metodo A-B-A, facciamo prova- controprova e torniamo indietro per verificare la bontà del risultato. Non sono mai da solo in questa complessa attività, ma posso contare sempre su tutti i ragazzi, ingegneri e non, del dipartimento Testing Veicolo".

E’ complicato spiegare a degli ingegneri certe sensazioni che si provano in sella?

"E’ la cosa più difficile, ma sono agevolato da due fattori, sia da un livello di acquisizione dati raggiunto che traduce spesso certe sensazioni una volta non “leggibili” dai computer e dal fatto che nel nostro reparto gran parte degli ingegneri sono motociclisti, per cui parliamo spesso la stessa lingua. L’ing. Luigi Mauro, responsabile del dipartimento Testing, è spesso l’ultimo la sera a sfilarsi il casco dopo aver verificato di persona la bontà di certe modifiche".

A che punto siamo dello sviluppo della V4? Quali sono le aree dove potete ulteriormente migliorare il prodotto?

"Devi aver pazienza solo fino al 2022! (ride). Scherzi a parte, in un progetto così complesso il nostro Reparto Esperienze non si ferma mai. Abbiamo definito un diverso metodo di lavoro intensificando i rapporti sia con il Reparto Corse sia con alcuni tester non “viziati” dalle prove, tra cui Michele Pirro. E’ stato bello e molto interessante poter confrontarsi con uno dei migliori tester di Moto Gp. Il rischio di quando proviamo e riproviamo le stesse modifiche, è quello adattarsi e “mascherare” con il proprio stile di guida alcuni problemi". 

Intervista realizzata da Luca Bono

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