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SBK, Parla Scott Redding, il neoducatista: “Ballo, mi diverto e vinco”

Parla Scott: “Non voglio apparire per ciò che non sono, voglio dimostrare che si può vincere senza essere dei robot”

SBK: Parla Scott Redding, il neoducatista: “Ballo, mi diverto e vinco”

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Scott Redding sarà chiamato a cavalcare la Panigale V4 nella prossima stagione del Mondiale Superbike. Con l’addio di Alvaro Bautista, accasatosi in Honda, il pilota britannico avrà il compito di far brillare la Rossa in pista dopo il trionfo della scorsa stagione nel BSB. Scaricato dalla MotoGP, in Patria il pilota ha avuto modo di rilanciarsi, a tal punto da diventare ufficiale in SBK.

A pochi giorni di distanza dai test di Jerez, il nuovo portacolori Aruba si è raccontato ai microfoni del sito WSBK, tracciando un bilancio di questi anni in pista e non solo. In Ducati Redding arriva dopo il trionfo in Patria, anche se l’inizio dell’avventura non è stata certo semplice tornando indietro di un anno fa a questi tempi: “Lo scorso gennaio mi sono rotto i legamenti della gamba – ricorda - la squadra mi ha quindi detto: ‘per ora non ci sei molto utile, ci vedremo più avanti’. Ho risposto ‘aspettate, tornerò per il primo test’. Mancavano tre settimane ma non mi importava. I medici dicevano che sarebbero servite otto - nove settimane. Ma io non le avevo otto - nove settimane! Avevo bisogno di tre settimane per tornare. Quello era il mio pensiero: riuscivo a malapena a camminare ma ce l’ho fatta”.

Di sicuro Scott è un personaggio genuino, che non ama troppi giri di parole e gli piace essere diretto. Sui social è particolarmente attivo e non ama nascondersi: “La gente dice che sono un personaggio, che faccio cazzate e che dovevo aprire un blog – si legge nell’intervista - però l’80% di quello che faccio mica lo posso insegnare! La gente vuole vedere queste cose. Sto provando a mostrare a far capire alle persone che per avere successo non serve essere un robot”.    

Con la Panigale V4 avrà il compito di far sognare i suoi tifosi e quelli della Rossa come accaduto nel BSB. Un ambiente particolare, che Scott porta tuttora nel cuore: “Rimanevo in giro fino a tardi, facevo feste nel motorhome, mi divertivo, ballavo e il giorno dopo vincevo! Molti non riuscivano a capire come tutto questo fosse possibile”. Non chiedetegli quindi di apparire per quello che non è: “Non voglio cambiare. Voglio dimostrare che è possibile avere successo restando come sei”.

Nel team Aruba, il pilota britannico troverà un nuovo compagno con cui condividere il box, ovvero Chaz Davies: “Quando ero più giovane spesso guidavo sulla sua pista da kart –rivela - aveva l’abitudine di soffiarmi i trofei! Ci troviamo davvero bene. Mi piace, è un ragazzo con i piedi per terra e normale. Non posso assolutamente parlar male di lui”. Scott vorrà continuare a far parlare di sé in pista, proprio come sui social, dove i suoi follower lo seguono con  interesse: “L’idea dei videoblog è probabilmente un misto di rabbia e allo stesso tempo di rivalsa per non essere stato capace di dimostrare in MotoGP ciò che sono”.

Oltre ad amare le moto, nel suo sangue scorre però la passione per la boxe: “Quando nel 2018 avevo smesso di gareggiare una bella parte di me ha pensato di voler provare a diventare un professionista in questo sport – conclude - non posso fare tutte e due le cose e quindi lo faccio per divertimento”.

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