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Moto3, Simoncelli: “Suzuki? Credo nel destino e voglio riabbracciare Marco”

“Tatsuki è un romagnolo puro anche se giapponese, a volte mi fa incazzare, ma oggi ha corso come un campione”

Moto3: Simoncelli: “Suzuki? Credo nel destino e voglio riabbracciare Marco”

A quanto pare era tutto scritto nel destino. Già, perché questo successo ha un qualcosa di più unico che raro. Non se la scorderà infatti questa domenica di Misano Tatsuki Suzuki, ma allo stesso tempo anche Paolo Simoncelli, colui che ha allevato il giapponese come un secondo figlio, ripagandola con un memorabile trionfo sulla pista dedicata a Marco.

Ci sono i ricordi che riaffiorano, ma anche le emozioni con le lacrime che bagnano il volto unendosi al sorriso di papà Paolo.  

“È stata una vittoria veramente sofferta – ha esordito Paolo Simoncelli - queste sofferenze ti uccidono il cuore, rischi l’infarto, però alla fine fanno comunque bene. Che dire, quegli ultimi due giri sono stati incredibili e lui è stato un grande campione a rimanere là davanti, senza mai mollare. Ovviamente mi dispiace per Antonelli, che è caduto a terra facendosi male. Questo è il bello e il brutto delle gare”.

C’è un tweet di Suzuki, che risale al 2017, dove il giapponese scrisse: “Caro Marco, un giorno salirò sul podio insieme a tuo papà. Per piacere, guardaci dal cielo”.

“È vero – risponde con le lacrime agli occhi Paolo – non è facile trovare le parole giuste in questi momenti. Marco poteva rimanere ancora un po’ con noi, dato che ci saremmo divertiti tutti insieme. Che dire, è una gioia che riempie il cuore per i tanti sacrifici portati avanti nel tempo. Come ben sapete prendere parte al Mondiale è un grande sacrificio e un impegno per tutti noi”.

Come lo definiresti questo trionfo?

“Questa vittoria è unica e ovviamente piena di significato”.

Suzuki l’ha allevato come un secondo figlio. È più giapponese o romagnolo?

“Lui è un ragazzo intelligente, conosce cinque lingue ed è forte in moto. Sa ascoltare, anche se a volte è capace di farmi incazzare, riuscendo però a darmi delle grandi soddisfazioni. Io lo considero un romagnolo puro, poi quando va in Giappone si trasforma in un giapponese perfetto”.

Come avresti reagito se si fosse fatto fregare nel finale?

“Mi sarebbe dispiaciuto molto, ma alla fine è stato tosto”.

Dopo il successo di Jerez ora il trionfo di Misano. Alla fine bisogna credere nel destino?

“Io spero che esista e ci credo, dato che ho voglia di riabbracciare Marco”

 

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