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SBK, Bautista durissimo: "Imola è una pista pericolosa"

Alvaro scottato dalla prima esperienza sul tracciato: "E' una pista con un disegno vecchio stile, ma anche la sicurezza è vecchio stile. Sul bagnato impossibile correre"

SBK: Bautista durissimo: "Imola è una pista pericolosa"

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Ad Imola nessun pilota ha sollevato la coppa domenica pomeriggio, visto che Gara 2 è stata cancellata, ma forse Alvaro Bautista può essere definito il vincitore morale e non per meriti sportivi. Lo spagnolo della Ducati è stato infatti il più fermo tra i piloti presenti in griglia riguardo la decisione di correre o meno, bocciando senza mezzi termini la sicurezza di Imola, pista su cui aveva svolto un test privato con Ducati ma non aveva mai corso alcuna gara.

Bautista non ha mai avuto dubbi, e non ha lesinato critiche per una pista che in passato ha regalato alcune tra le pagine più belle di questo sport, ma che in condizioni come quelle odierne, con la pioggia che non ha mai lasciato tregua, ha dovuto alzare bandiera bianca.

"Questa è stata la prima volta che ho corso qui - ha dichiarato Alvaro - e già quando ho svolto i test con la Ducati ho detto ai responsabili di Imola che secondo me non è una pista sicura. I muretti sono troppo vicini, di fatto non c’è una strada di sicurezza attorno alla pista. Abbiamo visto tante bandiere rosse perché le ambulanze sono costrette ad entrare dentro la pista. Per me è una pista pericolosa. Il disegno è di vecchio stile, ma anche la sicurezza lo è. Per me è pericolosa con l’asciutto ed impossibile con il bagnato".

Eppure la Superpole Race è stata corsa tranquillamente, quindi l'asfalto di Imola sembra di ottima qualità.

"Come ho detto, il problema non è la pista, io ho corso come tutti gli altri in condizioni anche peggiori di queste. Il problema è la sicurezza fuori dalla pista. Le vie di fuga sono troppo corte per l’asciutto, ma per il bagnato sono inesistenti. Non si tratta di capire chi voglia o meno correre, è una questione di sicurezza. La mia, come quella di tutti. Non ha senso prendere troppi rischi per una cosa del genere".

Altri piloti volevano correre.

"Non so chi fosse pronto a correre, ho visto Rea e Haslam pronti sulle loro moto. Sykes quando abbiamo fatto l’incontro prima della gara, mi era parso dell’idea di non correre, ma forse ha cambiato idea dopo. Gli altri piloti avevano tutti la mia idea. Capisco che ci sia chi avesse maggiore interesse a correre e fare punti, ma devi stare attento in queste condizioni perché puoi non solo perdere i punti, ma anche qualcosa in più dei punti".

Non eravate tutti della stessa idea alla fine.

"Oggi abbiamo parlato della sicurezza, non delle prestazioni. Non è stata una discussione tra di noi, su chi avesse o meno un vantaggio a correre sul bagnato. Come ho detto, io ho corso in condizioni peggiori. Ma oggi si è parlato della sicurezza e se tutti fossero stati d’accordo, avrei corso tranquillamente".

Un peccato per i tifosi, come sempre numerosi qui ad Imola.

"Mi dispiace molto per i tifosi che sono venuti qui, ho visto tantissimo supporto da parte dei tifosi italiani, ma la sicurezza è la cosa più importante. Mi dispiace molto, ma credo che cancellare la gara fosse la decisione giusta da prendere".

Proprio qui in casa della Ducati, Rea si è dimostrato più forte. Da cosa dipende secondo te?

"Credo che di base dipenda dalle caratteristiche della pista, perché il problema che avevamo noi qui sulla nostra moto è lo stesso di cui parlo sempre, ma su questa pista è forse pesato ancora di più. Stamattina ho messo le gomme morbide non mi sembravano affatto male. Ma dopo cinque giri il calo era davvero troppo grande. Dovevamo provare, per queste cose se non provi non sai mai come vanno. Volevo avvicinare Rea, ma alla fine ho sempre potuto lottare per il secondo o terzo posto, perché in questo fine settimana le nostre prestazioni erano buone ma non quanto quelle di Jonathan".

Per Gara 2 avevi modificato la Panigale?

"In Gara 2 se non ci fosse stata la pioggia avevo varie idee da sperimentare sulla moto, perché alla fine avevamo bisogno di migliorare. La cosa positiva è che abbiamo visto che su questa pista la nostra moto non lavora bene. Quindi se abbiamo lavorato duramente fino a questo momento, adesso lo faremo ancora di più".

Su quali altre piste potrebbe accadere lo stesso problema?

"Forse Laguna potrebbe essere simile e anche Portimao. Ma i test che abbiamo fatto lì è stato il mio secondo test con la Panigale, ma le mie sensazioni sono state migliori di quelle trovate qui, quindi vedremo quando andremo a correre in Portogallo".

Prossima tappa Jerez, una gara di casa per te.

"Direi che conosco abbastanza bene Jerez! Spero che tutto torni normale lì, vediamo cosa succederà".

INTERVISTA RACCOLTA AD IMOLA DA RICCARDO GUGLIELMETTI E PAOLO SCALERA

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