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MotoGP, Petrucci: "sono una statua da rifinire, non posso sbagliare"

"Gli ultimi dettagli sono i più difficili da sistemare e il prossimo anno Ducati non mi aspetterà, sono io a dovermi aiutare"

MotoGP: Petrucci: "sono una statua da rifinire, non posso sbagliare"

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Danilo Petrucci rappresenta in un certo senso la classe operaia in MotoGP, che però a volte va in Paradiso, cioè sulla Ducati ufficiale. Il ternano non è il classico ‘predestinato’, ma un lavoratore che si è sudato ogni passo, partendo dal basso per arrivare in cima senza saltare neppure uno scalino. Danilo sa bene cosa lo aspetterà il prossimo anno, oneri e onori, e non vuole trovarsi impreparato.

In questo momento sono come una statua da rifinire - l’immagine che usa - Togliere i pezzi grossi è stato facile, bastava dare delle grande martellate. Ora sono ai dettagli e mi scontro con dei campioni del mondo, è dura. Ho tanta voglia di tornare nelle posizioni che contano”.

Come si fanno queste ultime rifiniture?
La cosa più grande da cambiare è il mio stile di guida, ma non lo si fa in qualche giorno, è un processo abbastanza lungo e sto incontrando delle difficoltà. Basta vedere quanto ci hanno messo Jorge e Dovizioso per riuscire a essere veloci sulla Ducati, e loro erano piloti che si giocavano le gare e i Mondiali. Io non ero nella loro situazione e devo chiaramente fare di più”.

Però il tempo stringe, l’ingresso nella squadra ufficiale si avvicina e lì le pressioni saranno maggiori…
Sto facendo questo lavoro in previsione del prossimo anno e mi auguro che il tempo basti, ma non lo so. La cosa che mi spaventa è avere un solo anno di contratto, quindi devo riuscirci entro le prime 5 o 6 gare, altrimenti Ducati si guarderà intorno. So anche, però, che fino a ora sono sempre riuscito a progredire, partendo dall’ultima moto sullo schieramento per arrivare alla migliore. Un po’ di preoccupazione c’è, ma il maggior supporto che c’è in una squadra ufficiale mi potrà aiutare”.

Senti il peso di questa missione?
È una pressione che deve motivarmi, non posso prendermi troppo tempo senza guardare i risultati. Soprattutto nella MotoGP attuale in cui i contratti si fanno nelle prime due o tre gare. Non sono lontanissimo, ma di certo non mi sto giocando le vittorie, cosa che il prossimo anno vorrei fare”.

A che punto sei?
L’anno scorso, a questo punto della stagione, avevo fatto 3 podi di cui 2 sull’acqua. Quest’anno mi è mancato un pizzico di fortuna e a Jerez e al Sachsenring ho perso il podio a due giri dalla fine. Però sono molto più constante”.

Con meno podi, dall’esterno, sembra tu abbia fatto un passo indietro…
Se guardiamo i punti ne ho molti di più di un anno fa, mi sto giocando il 5° posto nel Mondiale e mi piacerebbe essere il migliore dei piloti dei team indipendenti. Sono stato sempre vicino ai migliori ma non ho avuto l’acuto”.

Non potresti cambiare strategia e giocarti il tutto per tutto non avendo molto da perdere?
Potrei provare a fare il matto per una gara, ma i punti sono importanti. Secondo me Cal fa questo ragionamento, non è focalizzato sul campionato, a volte gli riesce l’acuto ma finisce anche a terra e fare degli zeri non porta a molto. Preferisco seguire il mio metodo e sono concentrato a migliorare.

Qual è il piano per il Giappone?
Questa è una pista più adatta alle mie caratteristiche: si frena forte, il layout non mette troppo in crisi le gomme e le temperature sono più basse. Al momento non ho la velocità dei primi 5 e devo cercare di ottenere il massimo. Ducati ha lavorato molto in questo periodo per cercare di capire come posso migliorare e qui partirò con un assetto simile a quello usato in Austria, un’altra pista dove si frena forte. Sulla carta pensiamo possa funzionare”.

Avrai anche delle novità sulla tua moto?
Userò la sella  che avevo in Austria e al Sachsenring, perché mi aiuta in frenata e in quelle gare sono stato nei primi 5. Non ho la facoltà di chiedere pezzi nuovi. Rispetto a Buriram però mi prenderò un grande rischio, perché di solito si parte dal setup della gara precedente invece qui ne userò uno completamente differente. Con Ducati stiamo cercando di migliorare i miei punti deboli, perché do troppo gas a centro curva e faccio scivolare la gomma. Non è facile cambiare questo stile, l’aiuto grosso deve arrivare da me”.

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