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MotoGP, Perché Rossi e le Rosse non possono fermare Marquez

Con 7 GP rimasti a Marc basterebbero dei piazzamenti per conquistare il titolo anche se Rossi, Dovi o Lorenzo vincessero tutte le gare

MotoGP: Perché Rossi e le Rosse non possono fermare Marquez

Cinquantanove, settantuno, settantadue, non sono i numeri di gara ma i punti di distacco che, rispettivamente, Rossi, Lorenzo e Dovizioso pagano da Marquez. Gli stessi che li separavano dal campione spagnolo prima di partire per Silverstone, gara poi annullata per i motivi che tutti sapete. La differenza è che prima del round inglese c’erano ancora  200 punti da assegnare, mentre ora che è il momento di fare i bagagli per Misano ne restano 175.

Se c’è qualcuno per cui perdere un GP non è stato un grave danno, quello è Marc, per cui la matematica è un’amica fedele nella corsa (se non nella scampagnata) verso il titolo mondiale.

Il collega Dennis Noyes, ha realizzato una piccola statistica per fare capire quanto sia grande il vantaggio di Marquez. Per laurearsi campione, nel caso in cui Valentino vincesse tutte e 7 le gare rimaste, gli basterebbe 5 terzi posti e 2 secondi. Se invece fossero Lorenzo o Dovizioso a dominare i rimanenti GP, allora il pilota della Honda potrebbe accontentarsi di 6 terzi posti e di un settimo. Per capire quanto l’alloro sia vicino, basti ricordare che (esclusi i due zeri) il peggior piazzamento di Marquez quest’anno è stato il terzo posto di Brno.

Messa in questi termine, il compito di Rossi e le Rosse sembrerebbe una missione disperata acora più che impossibile, ma nelle moto spesso e volentieri le sorprese e gli imprevisti aspettano dietro l’angolo. Quindi nulla è ancora perduto, soprattutto finché non lo dice l’aritmetica.

Per questo motivo sia Ducati che Yamaha si sono preparate con scrupolosità ai prossimi due appuntamenti europei, Misano e Aragon. Entrambe le squadre hanno sfruttato gli ultimi due giorni di test privati per prepararsi meglio, un’occasione che Marquez non ha avuto. È solo un piccolo vantaggio, ma che potrebbe risultare decisivo se le previsioni, con qualche scroscio di pioggia che potrebbe rendere vani alcuni turni di prove, saranno rispettate.

Inoltre c’è il ‘fattore casa’, che nessuno è in grado di quantificare ma a cui ci si può aggrappare per mettere in crisi un pilota che in questo anno ha mostrato ben pochi punti deboli da attaccare. Misano è LA pista di Ducati e Valentino, il tifo si dividerà fra bandiere rosse e gialle e garantirà una spinta maggiore, almeno per il morale.

Mai, come in questo caso, l’unione potrebbe fare la forza, perché per recuperare punti pesanti su Marquez vincere non basta, bisogna mettere più piloti possibile fra sé e lo spagnolo. Cosa facile a dirsi, ma difficile a farsi se si considera che Marc ha vinto due delle ultimi tre edizioni del GP di San Marino, mentre la Honda viene da una tripletta grazie a Pedrosa nel 2016.

Dovizioso e Lorenzo sanno comunque, per ribaltare le statistiche, di potere contare su una moto che è il riferimento attuale. Se la moto perfetta non esiste, la Desmosedici si avvicina comunque alla descrizione e non c’è nulla di meglio di un buon cavallo per lanciarsi all’inseguimento. Non che la Yamaha sia da buttare, ma la M1 ha mostrato qualche pecca in più e il lungo digiuno di vittorie pesa. A Silverstone, però, si erano registrati segni di ripresa e magari gli ultimi test (ad Aragon) hanno aiutato a limare qualche spigolo.

Tutto il resto sarà nel polso dei piloti, per scoprire se Misano sarà una pista amica non solo per la sua posizione geografica.

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