Lorenzo: l'Australia è di Stoner

Il maiorchino ha tentato invano di raggiungere Casey. Festa grande a Maiorca

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Non ce l'ha fatta Jorge Lorenzo - il titolo mondiale ancora luccicante sul comodino dell'albergo a Phillip Island – a espugnare la superiorità statistica e oggettiva di Casey Stoner.

Però ha limitato il danno dando il 100%, o forse anche di più. Secondo è partito e secondo è arrivato, a sei secondi (sembra un gioco di parole) dall'imprendibile australiano.

Venti punti nel mondiale che lo proiettano comunque verso la vetta di quello che è già stato definito “il mundialito”, la bella, la gara della controprova. E per il momento la controprova dà ragione a Lorenzo e al suo titolo... Okey, qui in Australia il primo posto “non vale” perché - si sa - quello è solo di Stoner; qui il mundialito parte e vale dal secondo posto. E' così.

“Sapevo che sarebbe stato difficile vincere qui, la statistica parla chiaro, qui vince lui. Ho fatto il mio meglio e ad un certo punto ero vicino a Casey ma non abbastanza e ho preferito non prendere dei rischi, tanto comunque non sarei riuscito ad acchiapparlo. Normalmente non guardo mai nessuno in griglia perché sono concentrato sulla gara, ma questa volta mi è caduto l'occhio sulle gomme di Casey e ho visto che erano completamente nuove. Lui ha un modo di guidare diverso e l'unica cosa che posso dire è che oggi la vittoria è stata di Casey, è la sua gara.

Adesso andrò qualche giorno a Maiorca a festeggiare il mondiale con la famiglia e con i tifosi, è da un mese che siamo in giro! Poi andremo all'Estoril, che è un po' come se fosse la pista di casa, anche se io sono spagnolo, non portoghese”.

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