Gran Premio di Spagna, il pagellone di Jerez

Nel primo GP Europeo il Professor Marquez ha interrogato gli avversari, che hanno risposto timidamente. Solo i giovani hanno passato l'esame, molte sufficienze, qualche bocciato


Il Gran Premio di Spagna lo avete visto e, ovviamente, ognuno ne avrà tratto le sue conclusioni.

Di chiacchiere, durante un fine settimana, se ne fanno tante. Ogni pista, di volta in volta, favorisce questo o quel pilota, questa o quella moto. E' inevitabile.
Di Jerez abbiamo detto che era uno dei circuiti favoriti di Marquez, ma anche di Lorenzo. Abbiamo poi aggiunto che era una delle piste peggiori per la Yamaha e che per la Ducati, nonostante non fosse una delle migliori, molti dei problemi fossero stati risolti.

La corsa però ci ha confermato solo lo stato di forma di Magic Marc, perché la Yamaha (quelle del team Petronas) sono andate fortissimo, al netto della rottura della leva del cambio di Quartararo e del calo di gomme di Morbidelli. E partito meglio del solito, anche Vinales si è difeso bene. Mentre Valentino è stato al di sotto delle sue stesse previsioni.
D'altro canto non è ci parso assolutamente di vedere Lorenzo a suo agio, e Alex Rins ha guidato oltre ogni aspettativa.
Ciò dimostra che spesso si parla troppo. Così al di là di quanto detto dai singoli protagonisti, ecco la nostra personale pagella di uomini e moto.

10 cum laude, Marc Marquez, imbattibile

I suoi avversari, quando glielo si domanda, dicono: anche lui è battibile, ma non è vero. Marc lo batti solo quando cade da solo. E le volate, direte voi? Beh, molto spesso quelle le vince la combinazione di motore e conformazione della pista.

9+ Alex Rins, l'unicorno della MotoGP

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Alex Rins: "Guido con uno stile da Unicorno, dritto impalato in frenata, ma me la cavo bene"

Frena impalato come si usava negli anni '70 ma va forte abbestia. E grazie alla Suzuki percorre le curve ad una velocità che gli altri si sognano. E' anche consistente. Marc aveva ragione, se Alex impara a partire davanti potrebbe essere una bella gatta da pelare.

9 Fabio Quartararo, continua a stupire

Pole position in prova, gara della madonna. Non sapremo mai come sarebbe andata a finire, ma la Yamaha meno aggiornata in pista è stata quella che è andata più forte. Giù il cappello.

7+ Maverick Vinales, incostante ed imprevedibile

Il talento nello sport non è tutto. Poi ci vuole applicazione e costanza. Vinales non ne ha molta. A volte va fortissimo, a volte no. A Jerez è incappato una buona giornata, partiva avanti e, contrariamente al suo solito, non ha fatto il gambero. Inoltre ha resistito bene al rientrante Dovizioso. Bene per questa volta. Lo misureremo a Le Mans, una pista stop and go sulla quale la Yamaha è sempre andata forte.

6 Andrea Dovizioso, il primo deluso è lui

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I gemellini della Ducati hanno corso in tandem, come spesso fanno in prova. Ma erano in gara.

A noi ha parlato come di fronte ad un bicchiere mezzo pieno, ma era fortemente deluso e si vedeva. Come ad Austin è finito fuori dal podio, e così i mondiali non si vincono. Peraltro senza il problema di Quartararo sarebbe stato quinto, come quinto avrebbe finito in Texas senza l'errore di Marquez. La sufficienza è striminzita, perché non si può andare forte solo sulle piste favorevoli, se si parte con grandi ambizioni.

6 Danilo Petrucci, primo Gran Premio da scudiero

Forte in prova, ma poi in gara non ha tirato fuori le unghie. Ciò che ha detto, e cioè che era inutile superare Dovizioso 'perché lui è molto intelligente', ci ha lasciato basiti. OK se vuoi fare il secondo, ma provare a sorpassare deve essere nel DNA di un pilota. Anche in prospettiva, con un anno di contratto, non serve.

6+ Valentino Rossi, lento pede

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Rossi è partito dietro ed ha rimontato, ma non abbastanza. Gara intelligente, punti, ma da Valentino ci si aspetta ben altro

Ormai Vale ha capito che per rimanere a galla in classifica deve evitare ogni errore, e corre di conseguenza. Nella seconda parte della gara ha attaccato con orgoglio il compagno della 100 Km del Ranch e lo ha passato. L'esperienza conta, ma anche qui se Quartararo non avesse rotto la leva del cambio sarebbe stato la terza Yamaha. Detto questo è a soli 9 punti da Marquez, Vinales a 40.

7 Franco Morbidelli, l'allievo Quinta Colonna del Maestro

Sta crescendo rapidamente ed ha pagato i primi giri alla garibaldina in scia a Marquez. Evidentemente la Yamaha non va tanto male, o meglio: abituato a ciò che era la Honda, sfrutta al meglio la sua M1. Questa settimana l'amico Vale lo sottoporrà ad un terzo grado, uno scambio che potrebbe servire ad entrambi.

5 Cal Crutchlow, inusuale gara timida

Cal non è ancora al cento per cento fisicamente, e deve essersi stancato di buttarla negli air fence, così ha corso, contrariamente al suo stile, quasi con timidezza. La Honda a Jerez vale quanto mostrato da Marquez o da lui?

6 Takaaki Nakagami, poco aggressivo

Un'altra gara nella top ten. E' arrivato fin sotto al caposquadra, ma poi è rimasto lì, nonostante stesse girando bene. Gli manca aggressività, e lo sa anche lui.

7 Stefan Bradl, fa il suo lavoro, bene

Quando il collaudatore finisce davanti ad uno dei titolari, può essere solo contento ed è ciò che l'ex iridato della Moto 2 ha fatto a Jerez.

7 Aleix Espargaro, il grinta non si smentisce

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Aleix fa il massimo con l'Aprilia, ma è ancora lontano dalle posizioni che contano

Il maggiore dei fratelli Espargarò ha corso un altra gara all'attacco che ci ha ricordato i tempi delle CRT quando gareggiava con una RSV-4 super elaborata. Il problema è: fa anche sviluppo?

4 Jorge Lorenzo, in alto mare

Il maiorchino sembra tornato quello del primo anno con la Ducati. Il che ci fa venire il dubbio che la Honda non sia questa super moto che si dipinge. Ma certo vederlo dietro a Bradl fa impressione.

5 Pol Espargarò, chi si contenta gode

Ha portato la KTM al traguardo in zona punti, ma tutto lì. Però è spesso il migliore dei piloti di Mattighofen. Difficile giudicarlo.

4 Johann Zarco, quasi disperato

Temiamo che prima o poi il francese si metta a piangere. La KTM non è la moto per lui. E lui se ne è accorto.

Rabat, Abraham, Smith, Oliveira e Syahrin. Non hanno le moto migliori, ma certo non si capottano facendo i fenomeni.

Chi cade sbaglia, ma c'è differenza fra la caduta di Jack Miller (cade troppo) e quella di Francesco Bagnaia e Joan Mir (sono inesperti, ci sta).

Ed ora tocca alle moto. Sarebbe giusto anche dare un voto ai team, ma è ricompreso in quello dei mezzi.

8 Honda, non è tutto oro ciò che riluce

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Morbido in scia a Marquez e davanti a Quartararo nei primi giri del Gran Premio, largo ai giovani

Non può essere giudicata solo dalle prestazioni di Marquez. E poi ci sono alcuni incomprensibili problemi che sollevano un ragionevole dubbio. E' migliorata di motore, ma quanto è difficile portarla al limite? Marc ci vince, Cal spesso ci combatte. E poi ammette di non essere in grado di portarla al livello di Marquez.

8+ Ducati, tre anni di sogni infranti

Da sempre i suoi piloti si lamentano che fatica a girare, ma ogni moto ha pregi e difetti e la GP19 ha il miglior motore ed una stabilità in frenata da riferimento. E' il terzo anno che contende il titolo alla Honda, ma più che essere battuta dalla RC213-V la Desmosedici è sconfitta da Marc Marquez. Lei ha nostalgia di un pilota come Stoner.

7 Yamaha, la vecchia regina piace più ai giovani

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Maverick Vinales si è svegliato, ma è troppo incostante e Alex Rins alla fine gli è arrivato davanti

L'attempata M1 si diverte più con i ragazzi che con il 40enne Rossi che cerca il pelo nell'uovo. Osservando ciò che riescano a tirarle fuori Fabio e Franco l'impressione è che potrebbe arrivare più avanti.

9 Suzuki, la signorina in blu ha fascino

Con la Yamaha condivide lo schema del 4 in linea, ma ad Hamamatsu sono andati avanti e la GSX-RR ha un ingresso in curva fulmineo. Se avesse un po' più di motore non ce ne sarebbe per nessuno. Un plauso alla squadra per lo sviluppo, che ha beneficiato anche del test team di Sylvain Guintoli.

6 Aprilia, avanti adagio

L'Aprilia migliora. Lentamente, ma migliora. Certo i risultati non si vedono ancora ma Aleix Espargarò fa buone gare, anche se 16" dal vincitore sono ancora una eternità.

5 KTM,

Lo squadrone di Mattighofen continua ad occupare le ultime piazze. Pol Espargarò si è fermato a 20" dal vincitore, ma il resto della truppa è in rotta: Zarco a +26" e Oliveira e Syahrin addirittura a +41" e +50". Urge una rivoluzione.

 

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