Tra pista e mercato… La mente di Nicolò Bulega è focalizzata sul round di Most, ma al tempo stesso tiene banco il suo futuro. A Barcellona Valentino Rossi ne parlerà con Ducati e nelle prossime ore sapremo quale direzione deciderà di imboccare VR46 per sostituire Di Giannantonio.
Sta di fatto che al termine delle FP2, Bulega è secondo con un piccolo fuoriprogramma al pomeriggio, dovuto a una caduta in curva 1. Nessuna conseguenza per il portacolori Aruba, nonostante l’inconveniente.
“Peccato per la caduta, ma non è successo niente di strano – ha detto – stavo spingendo e avevamo provato qualcosa di diverso sulla moto all’anteriore. Ho provato ad entrare, sapendo di essere un po’ lungo, ma ho comunque tentato. Non ha funzionato, però ho trovato il limite in curva 1, dato che è utile per capire meglio la situazione. È stata una piccola caduta, ma con danni abbastanza importanti, quindi sono dovuto rientrare ai box. In realtà non abbiamo fatto molte valutazioni al pomeriggio, ma abbiamo raccolto buone informazioni per domani. Adesso devo fare una buona FP3”
Abbiamo visto intervenire i marshall, puoi spiegarci cosa ti hanno detto?
“Quest’anno c’è una nuova regola introdotta dalla FIM: quando cadi devi aspettare l’ok dei marshall prima di poter tornare in pista. All’inizio c’era molta confusione, quindi gli ho chiesto se potevo rientrare o se dovevo prendere la strada di servizio”.
Superbike a parte, a Barcellona si parla molto di mercato con Mir vicino a Gresini. Sei sorpreso?
“Per me non cambia niente. Penso che Joan sia un grandissimo pilota, quindi se Gresini scegliesse lui sarebbe comunque una buona scelta”.
Anche Valentino è a Barcellona…
“Sì, il mio manager sta parlando con Ducati per trovare la soluzione migliore per me. Vedremo, è ancora troppo presto per dire qualcosa. Il mio obiettivo è trovare un posto con Ducati in MotoGP. Ducati sta lavorando per questo, il mio manager anche, quindi spero di potervi dire qualcosa molto presto”.
Facciamo un passo indietro, al test del Mugello con la 850: che sensazioni hai avuto con le Pirelli?
“L’anno scorso, quando ho fatto le wildcard, la cosa più difficile è stata adattarmi alle Michelin, perché gli pneumatici sono molto diversi. Quando tornavo in Superbike mi servivano due o tre giorni per riadattarmi alle Pirelli. Questa volta invece è stato molto più facile, perché ho provato la MotoGP con le Pirelli. Le gomme sono comunque un po’ diverse, perché una è la MotoGP e l’altra la Superbike, ma la famiglia è molto simile”.
Sei rimasto sorpreso?
“Quando ho fatto i primi test MotoGP, la sensazione era molto vicina a quella della Superbike. E questa mattina, tornando sulla Superbike, mi sono sentito subito a mio agio. La differenza principale resta la moto, ma soprattutto grazie alle gomme non c’è stato bisogno di un grande adattamento da una categoria all’altra”.
Cosa pensi della MotoGP senza dispositivi? È più facile passare dalla Superbike alla MotoGP?
“Sì, sicuramente. Per chi arriva dalla Superbike o dalla Moto2 è molto più semplice, perché non devi pensare continuamente ai dispositivi. Quando avevo provato la MotoGP in passato, per me era difficile ricordarmi sempre di usarli. Invece nel test del Mugello della scorsa settimana è stato molto bello, perché guidavo una MotoGP ma in modo molto simile a una Superbike”.