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Serve un cambio di passo o mobilità urbana su due ruote non sarà mai sicura

FOCUS 2R: l’indagine di Ancma e Legambiente: nella città infrastrutture in crescita solo sul lungo periodo, rallentano gli investimenti. Persistono divari territoriali e carenze sulla sicurezza

 

Moto - News: Serve un cambio di passo o mobilità urbana su due ruote non sarà mai sicura

La mobilità su due ruote continua a crescere nelle città italiane, ma le politiche locali restano in ritardo rispetto al ruolo ormai strutturale di biciclette, scooter e motocicli. È quanto emerge dal Focus2R 2025, il rapporto realizzato da Confindustria ANCMA e Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia, presentato oggi e basato sui dati forniti da 94 Comuni capoluogo su 107 coinvolti.

Nel 2024 la mobilità alternativa all’auto ha rappresentato il 38,9% degli spostamenti urbani, il valore più alto dal periodo pre-pandemico. Un dato che conferma come le due ruote siano sempre più centrali negli spostamenti quotidiani, anche se il quadro restituito dal report resta a macchia di leopardo, con progressi selettivi e ritardi strutturali, oltre a un divario ancora marcato tra Nord e Sud.

Sul fronte biciclette, nel 2024 in Italia sono state vendute circa 1,35 milioni di unità, di cui 274.000 e-bike, pari al 20% del totale. Le vendite risultano in calo rispetto al picco del 2021, ma la rete ciclabile continua a crescere nel lungo periodo: nei capoluoghi si registrano in media 10,39 metri equivalenti di percorsi ciclabili ogni 100 abitanti, un dato in lieve flessione sul 2023 ma in aumento del +44,9% rispetto al 2015. Reggio Emilia, Cosenza e Cremona guidano la classifica, mentre molte città del Mezzogiorno restano fortemente indietro. Migliora invece l’intermodalità: il 63,7% dei Comuni consente il trasporto bici sui mezzi pubblici e oltre l’80% dispone di parcheggi bici presso almeno una stazione ferroviaria.

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Per moto e scooter, il 2024 ha fatto segnare oltre 373.000 immatricolazioni, con una crescita superiore al 10% sull’anno precedente. Nei capoluoghi circolano mediamente 14,54 motocicli ogni 100 abitanti, dato in costante aumento dal 2015. Cresce anche l’accesso alle ZTL: oggi il 54,1% dei Comuni consente il libero ingresso a moto e ciclomotori, contro il 41% di dieci anni fa. Restano però forti criticità su parcheggi e sicurezza: 40 città dispongono di meno di 5 stalli moto ogni 1.000 abitanti, mentre il 58,6% delle amministrazioni non considera la sicurezza dei motociclisti una priorità, nonostante un aumento del 10% della mortalità tra gli utenti delle due ruote a motore.

La sharing mobility supera i 50 milioni di noleggi complessivi, con una flotta di oltre 95.600 veicoli, ma resta fortemente concentrata nei grandi centri: Milano, Roma, Firenze, Bologna e Padova da sole ospitano oltre la metà delle biciclette condivise. I monopattini elettrici sono presenti nel 40,7% delle città, con una netta polarizzazione tra poche metropoli e il resto del territorio.

Sul fronte sicurezza stradale, nel 2024 aumentano gli incidenti complessivi, ma diminuisce il numero di vittime. Le due ruote continuano però a rappresentare una quota rilevante di feriti e decessi. Le Zone 30 si confermano una delle misure più diffuse: 76 capoluoghi hanno introdotto limiti di 30 km/h o inferiori, con prime evidenze che indicano una riduzione degli incidenti nelle aree interessate.

Podcast

Secondo il presidente ANCMA Mariano Roman, "la mobilità su due ruote è una risorsa strategica sociale, industriale e ambientale», ma senza «un cambio di passo su infrastrutture, intermodalità e sicurezza" rischia di restare incompiuta. Sulla stessa linea Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, che chiede "politiche più coraggiose e strutturali", puntando su città a 30 km/h, trasporto pubblico rafforzato e misure efficaci di disincentivo all’uso dell’auto privata.

Il Focus2R 2025 restituisce così l’immagine di un sistema in evoluzione, ma ancora lontano da una piena integrazione delle due ruote nelle politiche urbane italiane.

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Paolo Scalera