Auto nuova? A breve bisognerà fare i conti con il regolamento Euro 7. La data prevista? Segnatevela: 29 novembre 2026. Con questo, arrivano ovviamente tutta una serie di parametri differenti e che vanno a modificare le cose. Naturalmente non c'è da girarci intorno, aumenteranno anche i prezzi delle autovetture. I dubbi sono parecchi, ma vediamo insieme cosa ci sarà di nuovo.
Euro 7: lo spauracchio per i mezzi in circolazione
Diciamolo subito, per gli attuali mezzi in circolazione, la normativa Euro 7 non farà cambiare nulla, "invecchiamento parlando". Nulla di retroattivo dunque. I problemi resteranno i medesimi, ovvero per le vecchie auto Euro 0, 1, 2, 3, 4 e 5, con le varie ZTL del caso.
Euro 7: le emissioni inquinanti
In sostanza la Euro 7 punta ad abbassare ancora di più le quantità di inquinanti emesse dalle auto nell'atmosfera. Si vogliono dunque ridurre gli ossidi d'azoto ed il particolato. La Commissione è stata piuttosto chiara sull'argomento: "Garantire la presenza su strada di veicoli più puliti, migliorare la qualità dell'aria e proteggere la salute dei cittadini e l'ambiente".
Euro 7: cosa cambia
La nuova Euro 7 punta principalmente a controllare ed a limitare le emissioni di freni e pneumatici. La cosa interesserà dunque tutte le tipologie di auto, elettriche incluse. Si parla di una riduzione del 27% per queste microparticelle, discorso simile da applicare alla quantità di microplastiche disperse nell'ambiente dalle gomme. Un taglio importante sarà poi fatto sulle emissioni di NOx. Gli ossidi di azoto dovranno scendere del 35% rispetto alla attuale Euro 6. Discorso simile per il particolato, che dovrà scendere del 13% rispetto alle Euro 6. Verranno così introdotti dei diversi test omologativi, più vicini alle condizioni di guida (reali).
Avremo nuovi cicli di omologazione dunque, che diventeranno più simili alle condizioni reali di utilizzo delle vetture ("commuting" cittadino incluso). Altra novità è il controllo delle emissioni nel tempo. Sarà ottenuto attraverso appositi sensori di bordo che renderanno più facili i controlli e faranno in modo che anche le auto usate non superino determinati livelli di inquinanti. I controlli interesseranno anche le emissioni di ammoniaca, responsabili dello smog, e della formaldeide, un gas irritante e cancerogeno dannosissimo. Infine, l'Euro 7 regolerà anche gli standard per il particolato ultrafine (sotto i 10 nanometri), nonché la durata della batteria.
Euro 7: On-board Monitoring
Per le auto di nuova omologazione, c'è poi l'On-Board Monitoring (OBM). Un sistema obbligatorio in grado di registrare in tempo reale i differenti livelli di emissioni di NOX e PM, così da valutare il rispetto dei limiti stessi. Sarà accessibile via OBD (On-Board Diagnostics) dell'auto stessa, così da monitorare la salute dell'auto. Insomma, niente più modifiche alle centraline dell'auto, o eliminazione dei dispositivi anti emissioni per far "andare" di più l'auto o cose del genere.
Certo che...
I dubbi sono tanti. Sia per i Costruttori, che per il Governo e che per gli ambientalisti. Partiamo dal fatto che si parla di un aumento medio di circa 2.000 euro sul prezzo finale del mezzo, secondo l'Acea. Per l'Anfia, l'associazione che rappresenta la filiera italiana dell'automobile, si ipotizza invece un aumento medio del 3%. Il Governo italiano, nella figura del ministro Salvini, definisce la Euro 7 una "impuntatura ideologica". Infine, gli ambientalisti di Transport & Environment parlano di una proposta "così debole che sembra scritta dalla stessa industria dell'auto" e che "immetterà sulle nostre strade quasi 100 milioni di auto altamente inquinanti che rimarranno in circolazioni per i prossimi decenni". Secondo quanto stabilito dall'EU Regulation 2024/125,7 dal 29 novembre 2026 ci sarà la Euro 7. Staremo a vedere.
