Le ossa ha cominciato a farsele nelle ultime battute del 2025 sostituendo prima David Munoz e poi José Antonio Rueda, entrambi infortunati e impossibilitati a gareggiare, ma dal prossimo anno sarà tutta un’altra storia per Brian Uriarte, nuovo pilota del team Ajo in Moto3, ma soprattutto reduce da un doppio successo nel Junior GP classe Moto3 e nella Red Bull Rookies Cup, che ha di fatto alzato le attese nei suoi confronti.
“E’ stata dura in quanto hanno dovuto unirsi una serie di fattori ciò malgrado, grazie al grande lavoro e all’aver dato il 100% tutto si è concluso per il meglio. In certi momenti sembravo un tutt’uno con la moto, avevo ogni cosa sotto controllo e questo è stato possibile perché arrivavo ai circuiti molto preparato”, il suo bilancio affidato a Marca.
Emilio Alzamora ha giocato un ruolo fondamentale nella costruzione di tale risultato. “Lui è la persona chiave. Senza il suo contributo non ce l’avrei fatta, per questo lo ringrazio per la fiducia nei miei confronti”, ha affermato.
L’aver potuto iniziare a prendere le misure alla sua prossima categoria è stato un ulteriore plus. “Mi ha permesso di capire il mio livello perché ci corrono piloti molto veloci da cui si può imparare parecchio. Personalmente ho cercato di apprendere per raggiungere un livello sufficientemente buono per poter preparare bene la prossima annata”, ha spiegato prima di fare un confronto con la JuniorGP.
“In Moto3 sorprende la rapidità con cui si gira su tempi da record. Bastano quattro/cinque tornate, ciò significa che il livello è alto, ma io mi sento capace”, ha asserito sfoggiando sicurezza, salvo poi ridimensionare il proprio target.
“Lottare per il titolo non è nelle mie immediate ambizioni, anche se dipenderà dallo sviluppo del prestazione. Devo imparare e fare passi avanti. Le quattro gare disputate, però, come detto, mi hanno aiutato a raggiungere un buon livello”, ha aggiunto svelando poi il suo collega di riferimento.
“Marc Marquez sta battendo tutti i primati. Tornare da un infortunio come il suo prevede un lavoro incredibile sia dal punto di vista fisico, che mentale”.
Tra le criticità che l’iberico si troverà ad affrontare fra pochi mesi c’è anche quello di trovarsi in uno schieramento affamato. “Gestirsi in particolare negli ultimi giri è molto complicato – ha svelato - Devi essere aggressivo, pensare per te e avere poca compassione perché se pensi troppo già ti passano in cinque. Devi dunque essere pronto, sapere dove e come mettere la moto e farlo con decisione”.
Combattivo in pista, il 17enne si difende bene anche fuori, almeno a suo dire: “Mi piace essere una bestia così da arrivare preparato alle corse. Sto facendo tanto ciclismo. Essendo uno sport di resistenza, aiuta”
Infine, alla domanda su cosa lo renderebbe contento nel prossimo Mondiale, ha replicato filosofico: “Sono già soddisfatto dei miei traguardi e lo sarei ancora di più se potessi stare davanti in campionato, ma non voglio troppo alzare l’asticella, altrimenti le cose non riescono”.