“Pressione? Cos’è? Chi è? Come si scrive?”, Diogo Moreira di timori, braccini e compagnia cantante non ne sa proprio niente. Quando arriva il momento di stare sul pezzo con tutti i nervi, tipo il primo match point per un titolo mondiale, è solido. Diventa di granito, non sbaglia niente. Si mette in seconda posizione, insegue, studia, risparmia le gomme, calcola le mosse e a 2 giri dalla fine se li mangia tutti. Il talento brasiliano della Moto2 vince a Portimao la sua quarta gara di stagione e mette una mano e mezza sul titolo mondiale della classe di mezzo. Il suo diretto rivale in Campionato, Manuel Gonzalez, disputa una gara poco lineare, mai veloce quanto servirebbe per entrare nella lotta che conta e non va oltre la sesta posizione. A pochi giri dal termine il calo della gomma posteriore sulla moto Intact #18 favorisce anche il rientro di Jake Dixon e Dani Holgado, rischiando di far scalare Gonzalez fino all’ottavo posto, che avrebbe consegnato già oggi l’iride nelle mani di Moreira. All’ultimo giro, però, Jake Dixon lancia la sua Boscoscuro nella ghiaia del primo settore e impedisce anche il rientro di Holgado su Gonzalez, che ora vola Valencia con le speranze mondiali ridotte proprio al lumicino. Tra il brasiliano e lo spagnolo ora, infatti, ci sono ben 24 punti, il che significa che la prossima settimana al Ricardo Tormo tutta l'inerzia sarà a favore di Diogo Moreira, al quale basterà guadagnarne due sul rivale per laurearsi Campione del Mondo.
Detto della lotta al titolo, a Portimao si produce in una prova di grandissimo spessore il rookie Colin Veijer, che chiude 2° dopo aver tenuto il comando della corsa dalla prima curva fino al terzultimo giro, quando la vittoria gli viene soffiata dall’astuto rientro di Moreira, più bravo nella gestione dello pneumatico posteriore. Alle spalle della KTM di Veijer, si prende la medaglia di bronzo David Alonso. Tuttavia, all’ex Campione del Mondo di Moto3 il quinto podio stagionale, il terzo consecutivo, non basta per chiudere il Campionato davanti al compagno Dani Holgado, che quest’oggi con i punti della settima posizione festeggia il titolo di rookie of the year.
Fra la quarta e la settima posizione dei due portacolori CFMoto, detto del grigio sesto posto di Manugass, trova spazio il duetto Fantic capitanato da Aron Canet, il più veloce in pista a fine gara, e Barry Baltus, rispettivamente 4° e 5° sotto la bandiera a scacchi.
Gli ultimi tre posti disponibili nella top10 portoghese se li aggiudicano, nell’ordine, Albert Arenas, che a Valencia chiuderà la sua avventura nel motomondiale, Senna Agius e la Boscoscuro Pramac di Izan Guevara.
13° posto per il migliore dei nostri, Celestino Vietti. Il 24enne ci ha fatto sperare con una bellissima partenza che lo ha visto addirittura occupare la terza posizione durante il primo giro. Rimane intorno alla top5/6 fino al passaggio #16, quando la sua gara registra un brusco declino, perdendo di colpo tre posizioni, per poi scivolare ben oltre la top10 e passare sul traguardo a 16,556 secondi dal vincitore. Se la passa peggio il secondo degli italiani, Tony Arbolino, che saluta il Portogallo da un’anonima e mai inquadrata diciassettesima posizione.
Oltre a quella di Dixon, i 21 giri della Moto2 registrano anche le cadute di Xabi Zurutuza, sotituto di Joe Roberts per l’American Racing Team, Ayumu Sasaki, Marcos Ramirez ed Eric Fernandez. Tutte fortunatamente prive di conseguenze per i piloti.
