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Alonso piega Moreira e Gonzalez all’ultimo giro e trionfa a Balaton Park

Primo successo nella classe intermedia per il campione in carica della Moto3, che la spunta nel testa a testa tra i due rivali. Quarto Dixon seguito da Veijer, Canet e Huertas, 15° Arbolino, ritirato Vietti

Moto2: Alonso piega Moreira e Gonzalez all’ultimo giro e trionfa a Balaton Park

Come si era presagito già dalle prove, il GP d’Ungheria della Moto2 è stato un testa a testa tra Diogo Moreira e il leader della classifica di campionato, Manuel Gonzalez. Ma a spuntarla, contro ogni pronostico, è stato il rookie David Alonso, che ha centrato il suo primo successo nella classe intermedia piegando i due litiganti con un ultimo giro da paura.

Fuori dai primi 10 nelle fasi iniziali della corsa, il colombiano del team CFMoto Aspar, che scattava dall’ottava posizione in griglia, ha messo in scena una grandiosa rimonta, completata sfoderando un ritmo incredibile nel finale di gara. Grazie al quale è riuscito a infilare Moreira nel penultimo passaggio e poi a prenersi la prima posizione nell’ultima tornata con un’entrata di cattiveria in Curva 9 ai danni di Gonzalez, che ha aperto la porta anche al brasiliano del team Italtrans, lesto a riprendersi la seconda piazza.

Una rimonta capolavoro che ha rischiato di essere compromessa da un lungo alla penultima curva, tradottosi però soltanto in un brivido per il campione in carica della Moto3, che è riuscito a mantenere la testa della corsa e a tagliare il traguardo davanti a Moreira e Gonzalez, protagonisti di un contatto nella volata verso il traguardo. 

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“Non sono partito molto bene in questa gara, devo ancora capire come si parte bene con la Moto2, ma ero talmente concentrato sulla corsa che non sapevo nemmeno quanti giri mancassero, fino agli ultimi due” ha detto a caldo il vincitore, raccontando la sua incredibile rincorsa: “Mi sono concentrato tantissimo su me stesso, cercando di fare il mio ritmo e di non commettere errori e concentrandomi solo su chi mi stava davanti e non sugli altri piloti. A 2 giri dalla fine ho capito che poteva essere il mio grande giorno, per cui mi sono detto: ‘attacchiamo e diamo tutto’, ed eccoci qua”.

Medaglia di legno per Jake Dixon, quarto al traguardo dopo aver condotto il GP nei primi 5 passaggi, in virtù di uno splendido spunto al via. Quinta piazza per il rookie Collin Veijer, che ha preceduto un Aron Canet non particolarmente brillante sulla pista ungherese, ma comunque in grado di mantenere il team Fantic nei piani più nobili della classifica. A differenza del suo compagno di squadra Barry Baltus, che ha chiuso la gara al 12° posto dopo aver incassato anche un Long Lap Penalty per aver ecceduto i limiti della pista.

Bella prova invece per Adrian Huertas, 7° davanti a Filip Salac e Dani Holgado, con Ivan Ortolà a completare la Top 10 davanti a Marcos Ramirez, il già citato Baltus, e Zonta van den Goorbergh. Fine settimana decisamente complicato per gli italiani: Celestino Vietti ha concluso con un ritiro la gara di debutto in calendario del circuito di Balaton, mentre Tony Arbolino si è preso il 15° e ultimo posto in zona punti, chiudendo alle spalle di Albert Arenas, protagonista in negativo del primo giro di gara. Un contatto tra lo spagnolo e il secondo alfiere del team Gresini, Darryn Binder, ha difatti dato luogo a una maxi carambola in Curva 1, che ha coinvolto anche Vietti, Yuki Kunii e Unai Orradre. Ritirati anche Ayumu Sasaki, Izan Guevara e Alonso Lopez, con quest’ultimo incappato in un violento highside in Curva 8.

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La classifica del GP a Balaton Park

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Daniela Piazza