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Arbolino: "Imparare dalle sconfitte è un mio pregio, ho ancora il fuoco dentro"

L'INTERVISTA - "Nelle corse si vivono più momenti difficili che momenti di gloria, è lì che devi diventare più forte. Sto soffrendo nel giro veloce con le nuove Pirelli. La MotoGP? una possibilità più chiara dell'anno scorso non c'è stata. Non ci penso e vivo nel presente, le cose arriveranno"

Moto2: Arbolino: "Imparare dalle sconfitte è un mio pregio, ho ancora il fuoco dentro"

Non è stato un inizio di stagione semplice per Tony Arbolino, che in queste prime sei gare di campionato ha segnato la sua miglior prestazione a Jerez con un 7° posto, ed al momento è 10° in classifica . Tanti i cambiamenti per l'italiano di Garbagnate, ora trasferitosi in Andorra: dal nuovo manager Albert Valera, già manager di Martin, Aleix e Acosta, al nuovo compagno di squadra Filip Salač, alle nuove Pirelli che sembrano aver cambiato gli equilibri in pista. L'alfiere del team Marc VDS sta conducendo un inizio di stagione complicato nonostante soltanto pochi mesi fa abbia chiuso la stagione 2023 da vicecampione in Moto2, proprio dietro a Pedro Acosta.

I numeri però, come cita lo stesso Arbolino, "non ingannano", lo squalo ha il passo per il podio, ma le qualifiche e l'impossibilità di sfruttare appieno le nuove Pirelli lo relegano a delle gare in salita. La possibilità di un approdo in MotoGP, in un momento così propizio e già sfumata lo scorso anno, sembra quindi al momento rimandata, ma Tony non ci pensa, "ogni pilota vive più momenti negativi che positivi". Lo abbiamo intervistato al Mugello, che lo vide dominatore assoluto nel 2019 e secondo lo scorso anno dietro ad Acosta, l'occasione per ribaltare il periodo difficile potrebbe arrivare proprio qui, sul circuito italiano.

"A Barcellona c'era stato un bel feeling in gara, sopratutto nella seconda metà - racconta Tony Arbolino - credo che da quel weekend si possano comunque tirar fuori delle note positive, ma abbiamo difficoltà a sfruttare bene la gomma nel giro veloce per ottenere una buona qualifica. Ci manca un po di fiducia, quell'extra confidenza per farlo, al momento stiamo lavorando su questo aspetto, ed è ciò che faremo qui al Mugello. Il margine di miglioramento c'è".

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Quest'anno ci sono stati tanti cambiamenti, in pista e fuori. Dal cambio di manager all'arrivo delle nuove Pirelli. Quale sta avendo l'impatto maggiore?
"La differenza principale quest'anno sono state le gomme, anche se sono dell'idea che dai primi test le sensazioni erano state buone, a Jerez ero quarto e terzo in Portogallo quindi non posso dire di essere sempre stato indietro. Manca forse la fiducia nel giro veloce, che è uno degli aspetti su cui anche in passato ho avuto qualche difficoltà, mentre invece sul passo gara so di poter dire la mia. Bisogna crederci ed essere positivi, poi naturalmente ci sono stati anche dei cambiamenti nella mia vita privata, ma sotto quell'aspetto è tutto stabile e non ha influito".

Ora che vivi in Andorra hai la possibilità di allenarti con Fabio Quartararo, tuo amico di lunga data. L'esserti legato al nuovo manager Valera ti ha permesso di avvicinarti anche a piloti come Martin ed Aleix?
"Col mio nuovo manager Albert Valera, per la transizione, si è avvicinato lui ed è successo tutto in modo molto naturale e facile. Si è da subito creata quell'armonia e quel rapporto personale e spontaneo che per me sono fondamentali, è un qualcosa a cui do molta importanza. Ho avuto modo di vedermi alcune volte con Aleix e Martin ed anche con loro sono in buoni rapporti. Ma nulla di questo ha influito in questa prima parte di stagione. Le nuove gomme sono state il cambiamento più importante, hanno portato un po di instabilità in tutto il team, in tutto il box. Questo ha creato difficoltà anche per il mio nuovo compagno di squadra, Filip Salač".

Ho sentito che ora oltre che con le moto te la cavi bene anche col rap.
"No no - sorride - quello è solo il mood di dove vivo".

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Una delle tue migliori prestazioni della scorsa stagione è stata la vittoria a Philip Island. Fu una vittoria conquistata contro la tempesta. Si potrebbe dover correre sul bagnato anche qui al Mugello, qui dominasti nel 2019, e nella scorsa stagione arrivasti secondo dietro Acosta. Può essere il punto di svolta di questa stagione difficile?
"Ci credo molto, sapevo che Le Mans, Barcellona ed il Mugello sarebbero stati fondamentali per questo cambiamento. A Le Mans avrei potuto lottare per il podio se non fossi finito 19° al primo giro. Anche a Barcellona avevo il passo dei primi, i numeri non ingannano. Qui al Mugello lavoreremo sul migliorare la partenza ed il giro veloce. Correre qui al Mugello, con la mia famiglia, mi da una motivazione extra per ritrovare quello che ci è mancato da inizio stagione".

Lo scorso anno hai lottato per il titolo con Acosta chiudendo la stagione da vicecampione, ma ora stai avendo delle difficoltà. In una intervista hai detto che un pilota vive più momenti difficili che momenti positivi.
"Nel mondo delle moto secondo me si vivono più momenti difficili da superare che momenti di gloria. Quando sei piccolo fai mille gare, mille occasioni di crescita per imparare. Sono più i momenti in cui pensi alla prossima gara di quelli in cui rifletti su una vittoria. E' lì dove devi diventare più forte, penso sia sempre stato uno dei miei pregi il saper imparare dalle sconfitte, cadere e sapersi rialzare. Ora sento proprio di essere in uno di quei momenti di risalita, di rinascita".

Dopo Le Mans nella scorsa stagione si vociferava della possibilità di un tuo approdo in MotoGP. Quest'anno molti piloti sono in scadenza, pensi di avere ancora la chance di salire di categoria?
"Ovviamente una possibilità più chiara dell'anno scorso non c'è stata, ma anche la situazione del mercato era molto diversa. In questo momento non ci sto pensando troppo, sono sempre dell'idea di vivere nel presente, perchè poi le cose arrivano. Non mi piace pensare al dopodomani, se domani sto bene, dopodomani andremo in moto. Affronto le cose passo dopo passo, a testa bassa e lavorando sodo. Dentro di me sento ancora di avere tanto fuoco, tanta voglia di dimostrare".

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Andrea Scalera