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MotoGP, GPOne to one, Angel Sanchez CEO Dainese: "Ecco il futuro della sicurezza in moto"

VIDEO - In compagnia di Angel Sanchez, nuovo CEO di Dainese, parliamo di sicurezza in moto dentro e fuori dalle piste, con un occhio ai progetti futuri

MotoGP: GPOne to one, Angel Sanchez CEO Dainese:

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In compagnia di Angel Sanchez, nuovo CEO di Dainese, la storica azienda da sempre al fianco dei motociclisti dentro e fuori dalle piste, a Portimao, in occasione del secondo Gran Premio della stagione, abbiamo parlato di sicurezza, di tecnologia e di progetti tra presente e futuro.

Angel è uno sportivo praticante, motociclista e triatleta. Ha una visione ampia e corretta del mondo dello sport e, apparentemente, tanta passione per prendere la leadership di una azienda che, nata da una intuizione di Lino Dainese, è diventata sinonimo di sicurezza, non solo fra le due ruote.

Come sei approdato in Dainese?
"Sono arrivato in Dainese a Novembre, da appena quattro mesi - spiega Sanchez - è stata una fortuna, perchè sono appassionato di Dainese da tantissimi anni. Mi hanno chiamato proponendomi di fare il CEO di Dainese e inizialmente ho pensato di rifiutare perchè pensavo di non poterlo fare, poi però mi sono detto che era una occasione irripetibile. Da lì l'accordo è arrivato facilmente".

Dainese è la storia della protezione del motociclismo, che indirizzo vuoi dare all'azienda che ha inventato gli slider, l'airbag, il protettore per la schiena.
"Quando una cosa funziona è bene proseguire su quella direzione. Quindi continuiamo ad innovare raddoppiando gli sforzi, ci concentriamo sulla ricerca continua per migliorare sotto ogni singolo aspetto, ma anche come fece Lino Dainese, fare degli ulteriori passi in avanti creando qualcosa che non ancora non esiste".

Lino Dainese è uscito da tempo da Dainese, ma è ancora in contatto con voi.
"Lino è e sarà sempre parte di Dainese. Stiamo cercando di lavorare assieme con lui e la sua squadra, lui è Dainese ed è un genio, in tutti questi anni ha continuato il suo lavoro ed ha ancora moltissime idee. Assieme al nostro team di ricerca e sviluppo verranno avanti nuove idee, anche se non posso ancora rivelare dettagli specifici".

Quali sono i progetti a breve termine nei prossimi due anni?
"Al momento in termini di ricerca e sviluppo stiamo lavorando su due aspetti: migliorare ancora di più la sicurezza, specie nelle aree dove si può ancora fare qualcosa per migliorare l'esperienza dei piloti, e poi un progetto teso più a migliorare la performance".

Grazie a Dainese ormai l'airbag è diventato obbligatorio nel mondo delle corse di alto livello. Pensi che questo si tradurrà sempre di più anche in prodotti pensati per il motociclista normale su strada, che già esistono ma saranno magari migliorati?
"Dainese è una azienda che salva vita, lavoriamo per salvare il motociclista anche su strada. Parlando con Agostini mi ricordava come in passato i piloti rischiassero la vita tutti gli anni. Fortunatamente ora questo capita più raramente nel racing e l'obiettivo è far si che accada di meno anche su strada".

Su cosa si può lavorare in termini di prodotti per migliorare ancora di più l'esperienza dei clienti normali su pista?
"Uno dei meriti va sicuramente dato al nostro team, che lavora alacremente al fianco dei piloti. Negli ultimi anni di carriera di Valentino ad esempio, fu lui stesso a indirizzarci sul problema del peso delle tute. Dopo una intera giornata in moto può essere stancante e da lì è partito un progetto, dal quale abbiamo presentato da poco due nuove tute che pesano dal 15 al 20% in meno, le più leggere del mercato, ci sono voluti anni di progettazione".

Dainese ha anche acquistato un altro marchio storico, AGV. La filosofia è quindi di creare un tutt'uno in termini di sicurezza dalla testa ai piedi.
"Questo ha due vantaggi importanti, in primis la sicurezza del pilota perchè hai a disposizione già tutti i dati dei test, e poi ha un vantaggio anche in termini di performance, sviluppando assieme i vari elementi per migliorare le prestazioni".

Per anni Dainese ha vantato testimonial storici, da Agostini, a Kenny Roberts, a Barry Sheene, fino ovviamente a Valentino Rossi. Stanno venendo fuori dei giovani molto forti, c'è la volontà di Dainese di essere ancora più presenti tra i piloti impegnati nel racing?
"Anche questo aspetto di lavoro coi piloti è molto importante, anche se preferiamo la qualità alla quantità, sopratutto in termini di servizio che offriamo ai piloti. Ci piacerebbe puntare ai campioni ovviamente, anche se oggi è diventato più difficile individuarli da giovani essendo le prestazioni molto ravvicinate tra loro, ma la strategia resta quella di portarli a lavorare a con noi".

Quali novità possiamo aspettarci nel prossimo futuro?
"A fine anno arriveranno le prime novità, ma è dal prossimo anno che Dainese punterà a tornare ad essere un paio di spanne sopra agli altri competitor".

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