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VIDEO - Triumph Street Triple 765 R & Rs: la Moto2 stradale

LA PROVA - DNA da Moto2 per una media naked che ha il sapore della maxi. Rifinita come poche, mette sul piatto 130 cv godibili su strada e in pista. La R costa 10.295 euro, ne occorrono 12.695 per la più ricercata RS

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La Triumph Street Triple 765 ha lo stile del pugile da categoria medio massimi. Veloce eppure letale, in grado di danzare sul ring ma anche di assestare il colpo da KO che resta nella storia. Bella e rifinita, non smetteresti mai di ammirarla mentre è ferma sul cavalletto eppure non vedi l’ora di accenderla e farti coccolare dal sound del tre cilindri di Hinckley che basa il proprio DNA direttamente sul fratello che equipaggia le Moto2. 

L’abbiamo provata in Spagna, sul magnifico tracciato di Jerez e poi sulle strade andaluse che circondano la pista, scoprendo le due versioni, la R e la RS, che mettono sul piatto due identità simili eppure diverse, in grado di far realmente emozionare. Ne sono state vendute 130,000 dal giorno in cui fu mostrata la prima Street Triple, ma adesso siamo più che sicuro che quel numero sia destinato a salire notevolmente. 

Se volete conoscere tutti i dettagli tecnici di questa moto leggete QUI la scheda, ma adesso spazio a tutto quello che ha saputo raccontarci in sella. Giù la visiera, gas e via puliti. Possibilmente cercando di evitare di metterla su una ruota sola, cosa non esattamente facilissima!

Triumph Street Triple 765 RS - British Bulldog!

Siamo stati tra i primi fortunati a poter ammirare la Street Triple 765 a Valencia, quando fu tolto il velo per la prima volta a questa moto a novembre. Restammo colpiti dalla pulizia e razionalità delle sue linee, dalla bellezza ricercata nella semplicità. Tutte doti che sono confermate mentre giriamo attorno alla moto nel paddock di Jerez. Più ricercata la RS, meno leziosa ma anche altrettanto bella la R. 

Non vedevamo l’ora di salire in sella a questa piccola belva, e l’invito del meccanico griffato Triumph che ci porge una RS accesa è accolto come uno dei più belli mai ricevuti. In sella ti senti subito comodo, la triangolazione sella pedane manubrio è indovinata anche per chi non è un fantino. Sarebbe stato bello avere ancora più luce tra sella e pedana, ma chi scrive supera i 190 cm. Eppure le ginocchia non sono troppo piegate, il manubrio è largo e vicino. Tutti segnali di quanto possa essere divertente guidarla a qualsiasi andatura. 

In pista ad aspettarci c’è la versione RS, più sofisticata e dotata dal punto di vista tecnico. Il Display TFT è grande e le grafiche sono molto ricercate, forse anche troppo. E’ personalizzabile, ma manca forse una grafica più immediata che ti faccia comprendere al primo colpo d’occhio quanto stia girando alto il tre cilindri britannico. Poco male, perché una volta messa la prima, il sound del motore è talmente limpido da farti comprendere esattamente quanto gli stai tirando il collo e l’istinto è quello di esagerare vista la sua risposta. 

Ma non era una media? Qui di medio non c’è niente! La risposta del gas è perfetta, una connessione tra manopola destra e cervello del pilota impressionante. Certo, si deve poi capire che trattandosi del cervello di uno che entra in pista con asfalto umido, su un tracciato poco conosciuto e su una moto mai guidata prima, non è che si tratti di un cervello da Nobel. Ma il Nobel se lo prende lei, perché dove non arrivi con la tua sensibilità, ci pensa lei a prenderti per mano. 

Ed ecco che la pista umida diventa meno spaventosa, che la sensazione di grip aumenta e le macchie più scure sull’asfalto diventano solo un riferimento per scegliere la traiettoria migliore, ma smettono di incutere timore. La mappa giusta è ovviamente la Track, la potenza è tanta perché parliamo di 130 cv ed una volta questo era un valore da SBK. Ma quando questa era la potenza di una maxi, non c’era di certo l’elettronica di oggi che ti aiuta in ogni frangente. Il traction control fa il suo lavoro dannatamente bene, il cornering abs funziona ma non è mai invasivo. 

Triumph Street Triple 765 RS - DNA da Moto2

La ciclistica poi fa il resto, con una stabilità degna di una carenata. Eppure hai tra le mani un manubrio largo, hai un braccio di leva ampio e favorevole che ti aiuta nel cambi di direzione, con una posizione di guida che non ti fa stancare mentre prendi confidenza con la moto e spingi sempre di più. L’avantreno è una roccia, non hai quasi mai segni di sbacchettate ed è stato divertente parlarne con Steve Sargent, che questa moto l’ha progettata. Avevano pensato di piazzarci un ammortizzatore di sterzo, ma poi hanno capito che non sarebbe stato necessario e non posso che confermare questa intuizione. 

Veloce in inserimento, ma non ti prende mai in contropiede. I tempi sono dettati da una linearità di comportamento rara da trovare e la ciliegina sulla torta è costituita da un cambio finalmente ineccepibile. Mai un’incertezza, mai una sfollata. Il quickshifter funziona benissimo e pur essendo una moto pensata per un utilizzo maggiore su strada,  anche in pista subisce qualsiasi maltrattamento di buon grado. 

La giornata in pista si conclude con la consapevolezza di aver provato una delle migliori sportive degli ultimi anni. Non ha la carena? Non ne senti la mancanza, punto. 130 CV sono pochi per una SBK replica? Ma a cosa serve averne 200 se poi non ne sfrutti neanche la metà? Questa Street Triple non fa rimpiangere nulla di una SBK replica, perché se si tratta di replicare emozioni da SBK (o da Moto2) il compito le riesce divinamente. 

Triumph Street Triple 765 R - Rinunce? No, grazie!

Ma il pacchetto funzionerà lo stesso su strada? Il secondo giorno del test serviva per capire questo e la risposta è assolutamente positiva. Dopo aver provato la RS tra i cordoli, spazio anche alla R su strada. Cambiano dei dettagli importanti, il display è meno ricercato sulla R ma c’è tutto quello che serve ed in alcuni frangenti è forse anche più leggibile del fratello ultratecnologico presente sulla RS. Razionalità al servizio del prezzo, perché tra le due moto ballano 2400 euro. Ma le emozioni, la sensazione di sicurezza, la connessione tra polso e comando del gas, restano le stesse. 

Il mono della R non è l’Ohlins presente sulla RS e risponde in modo leggermente più secco, le pinze freno non sono le Brembo Stylema, ma su strada si presume che non serva fare staccate a moto intraversata. Il pacchetto è godibile esattamente allo stesso modo ed anche i 10 CV di differenza a favore della RS non si fanno rimpiangere su strada. Le manopole riscaldabili fanno poi il resto in una giornata particolarmente fredda e la sella ha una conformazione perfetta per non affaticare anche dopo parecchi chilometri. 

La rapportatura del cambio è diversa,  stata accorciata per dare più spunto alla Street sacrificando le capacità di velocità massima sull’altare di maggiore fruibilità su strada. La devi tenere bella alta di giri per viaggiare a 130 km/h, ma i vantaggi ci sono e sono innegabili. 

Triumph Street Triple 765: chi la amerà davvero?

Le due versioni della Street rendono molto facile identificare chi amerà l’una o l’altra. La R è l’emblema della razionalità, ha un tocco giapponese nella sua concretezza. La RS mette sul piatto dei tocchi di classe non da poco e per chi non si accontenta rappresenta la scelta obbligata. 

Ma accontentarsi poi di cosa? Il pacchetto messo assieme con la R è più che sufficiente per appagare la sete di emozioni e la voglia di mettersi nel box una belva ricercata e molto ben costruita. Ci sarebbe anche la Moto2 Edition, peccato che la versione limitata della Street sia già esaurita, segno di quanto sia stata gradita da subito agli appassionati. 

La Street Triple 765 è una moto estremamente intelligente. L’idea di comprare una media non rappresenta più un compromesso. Di certo non c’è la straboccante potenza della Triple RS e manca il capolino della RR. Ma quello che c’è basta a sentirsi in sella ad una maxi più che ad una media, pronti a divertirsi e giocare in pista o su strada. Il trackday con una naked non è mai apparso tanto sensato, la possibilità di imparare a gestire potenze importanti è una possibilità concreta. Ma la amerà anche chi è abituato a potenze superiori, perché ti ripaga con un senso di equilibrio molto raro da trovare. E’ trasversale insomma, ed è un piacere sottolinearlo. 

Triumph Street Triple 765 - Quasi perfetta

La perfezione non esiste, ma ci andiamo vicini. Il display TFT della RS è poco leggibile in pista ed il mono della R ha delle risposte un pelo troppo secche su strada quando ti capita di trovare delle sconnessioni pronunciate. Se non site dei fantini, potrebbe andarvi leggermente stretta, ma di certo non in modo drammatico. La scelta di Triumph di accorciare i rapporti fa probabilmente aumentare il consumo medio di carburante e su strada tenere bello allegro il motore significa spesso sentire delle vibrazioni sul manubrio ad alta frequenza, ma non  arriva mai ad eccessi fastidiosi. 

La Triumph Street Triple 765 sarà disponibile nei concessionari Triumph in Italia da marzo, a partire dal  prezzo di 10.290 euro per la versione R che diventano 12.695 per la RS. 

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