Prova video Ducati Monster 2021: come va il mostro senza il telaio a traliccio

La rivoluzione Ducati passa anche per la sua nuda di riferimento, che sfoggia prestazioni inedite e una facilità senza precedenti

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La naked più chiacchierata dell’anno, forse anche la moto più criticata del nuovo corso di Ducati. Il Monster ha attratto attorno a sé curiosità e critiche, lo sdegno dei ducatisti integralisti e il sincero interesse di chi forse una rossa bolognese non l’avrebbe avuta in garage, e quindi non vede “lo strappo” con la tradizione un’onta imperdonabile.

Ve l’abbiamo raccontata pochi giorni fa nei dettagli (QUI L'ARTICOLO), e finalmente l’abbiamo guidata.

MONSTER 2021, RITORNO AL FUTURO

Basta guardarlo per capire che il percorso intrapreso da Ducati non è semplicemente evolutivo, ma è rivoluzionario. L’assenza del telaio a traliccio è come una pagliuzza in un occhio per i fan del modello, ma la ricetta vincente di quasi 30 anni fa è sempre lì, anche se meno appariscente. Telaio sportivo + motore stradale= Monster.

Oggi come allora, anzi: oggi più di allora, perché bastano pochi metri per capire finalmente Monster è diventato sinonimo di leggerezza e facilità di guida. Caratteristiche che non la rendono certo una “enty-level” nel senso canonico del termine. Il nuovo Monster infatti traccia una diagonale tra i vecchi clienti del 797, neofiti o poco più, e i manici più esigenti: guardando anche nel passato recente della gamma, e ai limiti dei modelli precedenti, l’opera di ingegneria Ducati sfiora il miracoloso su questo aspetto, e mi ha sinceramente e piacevolmente stupito.

MONSTER 2021, PIU' LEGGERA PER PIEGARE BASTA IL PENSIERO...

Se l’ergonomia è il primo campanello d’avvertimento sul fatto che per il Monster la musica è cambiata, il comportamento è la ciliegina (rigrosamente rossa) sulla torta. La naked bolognese scende in piega velocemente e senza richiedere particolare impegno: dove prima serviva un fisico bestiale per portarla ad andature allegre oggi “basta il pensiero” appunto.

Nonostante l’avantreno si sia alleggerito senza il traliccio la moto non ne risente ed è precisa nel mantenere la traiettoria, sfoggiando però un’inedità agilità nelle S e nei cambi di direzione repentini. La forcella non è regolabile, vero, ma copia bene le asperità e le disconnessioni e comunica tanto e bene: una qualità fondamentale su una moto di oggi. Certo, se si alza il ritmo e si cerca la staccatta si percepisce un minimo di beccheggio una volta che i freni sono saldamente nelle mani, ma nulla che un motociclista di media esperienza non sappia gestire. A proposito di freni: il doppio disco anteriore lavora in maniera ineccepibile con l’impianto Brembo, mentre al posteriore manca un po’ di modulabilità: capita così che dal tocco si passi al pestone quando il ritmo si fa sostenuto. Ma in Ducati ci hanno detto che gli esemplari guidati sono pre-serie, e correggeranno il tiro prima dell’arrivo in concessionaria.

MONSTER 2021, ENGINE IS THE KING, ANZI IL 'MOSTRO'

Il primo comandamento di Borgo Panigale è religiosamente rispettato per il Ducati Monster 2021, che mette in risalto le doti del Testastretta 11° da 937 cc. Perchè quella del nuovo Monster sarà pure una rivoluzione, ma certi principi rimangono sempre validi.

Il bicilindrico è pronto a far sentire la coppia a disposizione, reattivo e con un allungo da riferimento per il segmento. Per farlo contento bisogna però tenerlo vivo, al di sotto dei 3.000 giri “le pistonate” sono ben avvertibili, ma fa parte del suo carattere.

Il lavoro fatto per renderlo “a misura di Monster” sono comunque avvertibili: una tra tutte la riduzione della coppia nelle prime marce per avere in mano una moto meno scorbutica, che non faccia entrare nel panico i piloti senza pelo sullo stomaco, evitando di puntare il cielo ad ogni uscita vivace di curva.

MONSTER 2021, E' ARRIVATA L’ ELETTRONICA GIUSTA

A rendere il Monster la moto “diagonale” che vi abbiamo raccontato c’è anche tanta elettronica, che non snatura il fattore adrenalinico, anzi, lo esalta. Il Quickshifter bidirezionale è tra i migliori del panorama, e la gestione dell’intervento degli ausili (ABS Cornering, controllo di trazione e anti-impennata) è perfettamente modulata nelle tre mappe motore a disposizione.

La Urban è quella limitata a 75 CV, che comunque ha una risposta del gas fluida ma presente, pur vantando un certo “castigo” del sistema anti-bloccaggio dinamico dei freni e del traction control; la Touring è versatile e giusta per tutte le occasione; mentre la Sport ha quella vivacità che soddisfa tutti, anche in virtù dei controlli più permissimi. Lo sviluppo della piattaforma di ausili insieme al Reparto Corse è evidente e riuscita, perché intervengono quando devono e con la giusta intensità: un’altra piacevole sorpresa.

MONSTER 2021, IL VERDETTO: DIVERTENTE DA GUIDARE

Forse lo sforzo di togliersi quella pagliuzza nell’occhio, anche il ducatista più avvilito dovrebbe farlo, perché se il Monster non è più bello da vedere (per alcuni non lo è mai stato, per altri lo è molto più di prima: De gustibus...) è sicuramente divertente da guidare, e ora finalmente ha tutte le carte in regola per tornare a essere protagonista. Visto il prezzo, con il listino che parte da 11.290 euro, avrebbe meritato una forcella regolabile, a e mia modesta opinione lo spoiler motore (optional) di serie almeno sulla versione Plus, per sottolineare che la musica è cambiata.

 

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