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BMW brevetta i riflettori radar per farsi vedere dalle auto

La divisione ricerca e sviluppo di BMW lavora per migliorare la sicurezza dei motociclisti, mettendo in contatto i veicli semiautonomi.

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Presto i radar saranno un sistema di assistenza alla guida diffuso su tutte le moto, indispensabile per garantire la sicurezza dei motociclisti. BMW ha pensato di metterli in collegamento con quelli già presenti su molte auto, in modo da riconoscersi reciprocamente e aumentare ulteriormente il livello di sicurezza sulla strada.

Rete di sicurezza

Producendo sia auto che moto e avendo introdotto, seppur come optional, il radar sulla nuova R 1250 RT, BMW sa cosa significa far dialogare auto e moto.

Il costruttore tedesco sta lavorando per mettere in collegamento auto e moto tramite i radar: il suo ultimo brevetto di sicurezza riguarda dei riflettori radar passivi, per aiutare le moto a essere riconosciute dal sistema radar di un'auto.

Essere visibili agli altri guidatori è sempre stato il primo passo verso la sicurezza delle motociclette nel traffico, ma mentre i centri R&S delle case automobilistiche di tutto il mondo gareggiano per sviluppare veicoli semi-autonomi, quelli delle case motociclistiche stanno iniziando ad affrontare una nuova sfida: farsi notare dagli occhi elettronici dei veicoli moderni, ancora prima degli occhi biologici dei loro conducenti.

Mentre la vasta gamma di sistemi di assistenza elettronica che prolifera sulle auto moderne è realizzata con l'intenzione di aumentare la sicurezza riducendo le possibilità di errore del guidatore, le motociclette possono inserirsi in una vera e propria rete di sicurezza digitale.

Perfezionamento

I radar sono diffusi sulle auto e in via di sviluppo sulle moto e rappresentano un complesso sistema di assistenza alla guida che deve essere perfezionato, perché mostra ancora qualche limite.

Nelle auto, il radar anteriore consente di regolare la velocità e la frenata automatica di emergenza, monitorando la distanza dai veicoli che precedono, quello posteriore invece controlla gli angoli ciechi.

Le moto però hanno dimensioni minori rispetto le auto e possono avere parti di carrozzeria in plastica, difficilmente rilevabile dall'occhio tecnologico: questo significa che il radar automobilistico potrebbe non rilevarle allo stesso tempo di come farebbe per un'auto in metallo.

Nella sua duplice posizione di costruttore di auto e di moto, BMW è consapevole di questa anomalia, che vuole correggere con un brevetto appena depositato.

L'azienda ha cercato ispirazione dalla tecnologia marittima: in mare infatti i radar sono diventati onnipresenti e le piccole imbarcazioni in fibra di vetro condividono lo spazio con quelle molto più grandi in metallo - e ha preso in prestito l'idea dei riflettori radar passivi.

I riflettori radar sono già comuni sulle piccole imbarcazioni, sia in forma passiva che attiva. Quelli passivi sono semplicemente fatti di fogli di metallo attaccati a 90° per rimbalzare le onde radar direttamente alla loro fonte e BMW ha adattato questi sistemi per un uso motociclistico.

Possibilità di retrofit

Mentre i riflettori radar passivi per la navigazione marittima hanno un diametro anche superiore ai 50 cm, i loro equivalenti motociclistici possono essere molto più piccoli e riflettere ancora il radar a onde millimetriche utilizzato nelle automobili.

Come si vede nel disegno del brevetto, i riflettori di BMW hanno dimensioni di una pallina da golf e sono semplicemente versioni miniaturizzate dei loro equivalenti marittimi.

Sono montati secondo una logica precisa: alle estremità del manubrio e degli steli della forcella, più esternamente possibile, in modo da poter essere percepiti dal segnale radar di un altro sistema.

I riflettori potrebbero essere fatti di plastica per risparmiare peso ma avere un rivestimento in metallo per due ragioni: essere riflettenti e resistere agli urti.

Quest'ultima funzione non è un dettaglio da poco: infatti permette a BMW di distinguere il suo brevetto da quello del tutto simile, che Suzuki aveva depositato un paio di anni fa, relativi esclusivamente ai riflettori radar passivi montati sulle moto.

Convivenza

Tra veicoli di trasporto merci e di persone e automobili, le moto sono quelli più deboli sulla strada, considerando quelli a motore.

Fa piacere vedere come i costruttori stanno considerando l'idea che tutti devono convivere e sono impegnati a cercare soluzioni per una migliore convivenza, sfruttando sistemi automatizzati di assistenza alla guida e di sicurezza.

Inoltre, una volta entrato in produzione di serie, i riflettori radar potrebbero essere messi a disposizione delle motociclette più vecchie, ispirando anche e aziende che producono accessori moto aftermarket.

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