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Moto2, Dalla Porta: "Bastianini perfetto, nel 2020 ho imparato a non abbattermi"

"In Italtrans hanno gestito la corsa mondiale di Enea perfettamente e mi stanno insegnando tanto. Joe Roberts? Non è uno sborone, proprio come me"

Moto2: Dalla Porta: "Bastianini perfetto, nel 2020 ho imparato a non abbattermi"

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C'è chi passa dalla vittoria di un mondiale ad un'annata davvero complicata. Non parliamo di nessuno dei due fratelli Marquez, campioni in Moto2 e MotoGP nel 2019, ma di Lorenzo Dalla Porta che lo scorso anno aveva fatto sognare e divertire portando a casa il primissimo titolo mondiale Moto3 per l'Italia. Come detto, però, il passaggio nella categoria intermedia di questa stagione non è stato dei migliori per il campione del mondo che ha chiuso il suo 2020 a ridosso degli ultimi della classifica con soli 5 punti a referto. La stagione è stata complicata per tanti motivi ma il correre praticamente tutte le settimane, stare fuori di casa per tanto tempo, non potersi allenare con continuità ha aggiunto difficoltà al campionato?

“Questa stagione è stata sicuramente diversa rispetto alle precedenti - ci ha confessato Lorenzo nel corso di una intervista telefonica - Nelle ultime gare ho fatto fatica fisicamente, ero molto stressato da quel punto di vista perché correre tutti weekend è diverso da avere una o due settimane di riposo come al solito. Da dopo la quarantena non abbiamo avuto un attimo di respiro, ma bisogna fare i complimenti a Dorna per il campionato che hanno organizzato. È stata dura anche perché la Moto2 è molto difficile e a renderla più dura ancora è stato l’aspetto mentale, perché i risultati non sono arrivati. Oltretutto a Valencia nel warm up ho anche fatto una caduta evitabile e ho ancora problemi a muovere la spalla sinistra”. 

Il 2020, per quello che è stato ovvero un anno di gare back to back e senza test, può aver penalizzato il l’adattamento alla nuova categoria per i debuttanti come te? 

“Degli altri non ti so dire, ma per quanto mi riguarda penso di si. Avevamo tante cose da provare con il team e lo abbiamo fatto solo a fine stagione a Jerez, dopo l’ultima gara di Portimao. I weekend sono inutilizzabili per fare prove sulla moto perché già dalle FP1 è come se si stesse correndo una qualifica e non è facile capire cosa funziona e cosa no”. 

"A Bastianini non ho dato consigli, in Italtrans hanno gestito tutto bene"

Sei stato nel team che ha vinto il campionato del mondo con Enea Bastianini, come hai vissuto dall’altra parte del box questa rincorsa al titolo? Tu sei campione del mondo, hai dato qualche consiglio al tuo compagno di squadra? 

“No, non ho dato nessun consiglio ad Enea, credo che abbia gestito la situazione modo impeccabile. Lui sembrava sempre tranquillo, poi ovviamente avrà avuto i suoi momenti di pressione come tutti, ma devo dire che nel box sono stati davvero bravi a saper prendere decisioni giuste al momento giusto”. 

Che aria si respira in quel team? È una squadra fatta di italiani veri, gente di corse e di moto. Cosa ti ha insegnato questo 2020 dal punto di vista umano e caratteriale?

“Dal punto di vista umano ho avuto annate complicate ma non così tanto. In Mahindra avevo una moto inferiore mentre quest’anno ci sono stati problemi di ciclistica e non sapevo dove battere la testa. Il team mi ha insegnato a non abbattermi, a continuare a lavorare e che bisogna tirare fuori il massimo da quello che si ha. L’insegnamento più grande di questa stagione è che ora so che magari non sarà sempre possibile avere una moto perfetta al 100% e che in quei casi dovrò essere io a metterci quello che manca, anche se significa andare sopra al mio massimo. Italtrans è una squadra davvero professionale, sono molto bravi in tutto”. 

"Roberts non è uno sborone, spero collaboreremo"

Qual è la strada da percorrere ora? 

“Nei test di Jerez abbiamo capito tante cose e nel 2021 partiremo con una base più giusta per me e credo che sarà un anno più positivo. Certamente avrò più esperienza sulla moto e sarà un pelo più facile, avrò più sicurezza. Questa è stata la mia prima stagione con una moto più grande della Moto3, non ero mai stato in sella ad una 600 o altro. Il prossimo anno sarà cruciale partire molto motivato senza dimenticare quello che è successo in questa stagione, ma in modo costruttivo, non distruttivo, perché dopo un periodo così è facile abbattersi”. 

Nel 2021 avrai al tuo fianco Joe Roberts, pilota americano. Che ne pensi di lui? Avete già avuto modo di scambiare qualche idea?

“Joe mi sembra un pilota forte e anche a Jerez è andato molto veloce. Credo che l’obiettivo sarà costruire qualcosa insieme, lui è tranquillo, non è uno di quei piloti un po’ sboroni, mi sembra una persona molto semplice. Spero riusciremo a collaborare”. 

Più su di te, sul tuo personaggio, come ti definiresti in 3 parole fuori dalla pista? Sei uno timido, o un casinista con gli amici? 

"Sai, anche io mi sento un po’ come ho descritto Joe. Non sono mai stato uno sborone, mi piace la famiglia, star tranquillo. Non mi so definire, direi che sono determinato ma con i piedi per terra. Ogni tanto vedo i miei amici e gioco poco alla Playstation anche se mi piace davvero guidare con il simulatore di Formula 1, ma nel mio tempo libero adoro andare in box a sistemare le mie moto di allenamento”. 

 

 

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