Gran finale: mondiali aperti e sfide da chiudere in Moto2 e Moto3

CON FOTO DOUBLE FACE! Arenas-Ogura in Moto3 e Bastianini-Lowes nella classe intermedia, ecco le lotte nello sprint finale del motomondiale

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Dopo Valencia1 il titolo della MotoGP veleggia dalle parti di casa Mir con il pilota Suzuki che ha finalmente ottenuto la sua prima vittoria nella classe regina e comanda il mondiale con 37 pesantissimi punti di vantaggio sul compagno di squadra Alex Rins e sul “gemello cattivo” di Fabio Quartararo, ormai entrato in un vortice di problemi sulla sua M1 ed irriconoscibile rispetto allo spumeggiante debuttante visto nella scorsa stagione e all’inizio di questo 2020. Se per la vecchia 500, dunque, i giochi sembrano essere fatti così non si può di certo affermare per le categorie leggere che nell’ultima gara al Ricardo Tormo hanno riservato sorprese e capovolgimenti di fronte. Moto2 e Moto3 si preparano quindi ad uno sprint finale di due gare per decidere chi si porterà a casa il mondiale tra Arenas ed Ogura e Bastianini e Lowes. Che la sfida abbia inizio. 

Moto2: Un mondiale che sembrava italiano

C’era prima un giapponese, poi tre italiani e uno spagnolo ed infine rimasero solo un italiano e un britannico. Sembra l’inizio di una barzelletta ma è solo l’analisi fredda e “nazionalistica” dell’andamento del mondiale della classe intermedia. Il giapponese è Tetsuta Nagashima. Vincitore della gara d’esordio in Qatar e secondo classificato nel dopo-Covid a Jerez1, il pilota Red Bulll KTM Ajo si è perso nel corso della stagione totalizzando tra la terza e la tredicesima gara di questo mondiale meno punti di quanti messi a segno nelle prime due. Problemi alle gomme, ai freni, cadute e poca confidenza. Nagashima sembrava aver preso la strada giusta per candidarsi ad un posto in MotoGP ad inizio anno, così non è stato, tanto che verrà rimpiazzato anche dal team Ajo. 

Subito dopo la meteora Nagashima la questione sembrava tricolore con un po’ di Spagna, visto che alla vittoria di Marini a Jerez1 aveva subito risposto Enea Bastianini con la doppietta Jerez2-Brno ed al filotto si erano aggiunti Martin e Bezzecchi con le vittorie nei due GP d’Austria. Martin, poi, è stato fermato dal Covid e Bezzecchi dalle cadute. Stesso destino del compagno di squadra anche per Luca Marini, caduto a Le Mans in prova e che dalla gara francese (chiusa con uno 0) ha messo a referto solo 15 punti. 

Ed ecco il britannico. Sam Lowes, che per tanti anni aveva deluso, è entrato di prepotenza in questa lotta mondiale tanto da sembrare il netto favorito alla vigilia della doppietta di Valencia. Il perché è presto detto: 3 vittorie consecutive arrivate dopo un secondo posto. La caduta di Valencia però ha cambiato tutto e Lowes è sembrato tornare il pilota "fragile" delle ultime stagioni.

Un mondiale che assomiglia più ad una montagna russa e a rappresentarlo il grafico che trovate qui sotto. La domanda ora è: chi vince tra Bastianini e Lowes? Il Bestia, che il prossimo anno sarà in MotoGP nel team Ducati Esponsorama ha di certo la mente più libera del suo avversario. Lowes, infatti, è alla sua settima stagione in Moto2 e, francamente, non ha mai brillato tanto da poter pensare che questa potrebbe essere la sua ultima possibilità di vincere un mondiale. I punti di distacco sono solo 6 e il “braccino”, come si dice, è una brutta “Bestia”.

Moto3: Celestino e Arbolino, quanti rimpianti!

Per una Moto2 che ha avuto tanti padroni c’è anche una Moto3 che nell’arco di tutta la stagione ne ha avuto solamente uno: Albert Arenas. Lo spagnolo del team Aspar, seguito brillantemente da Gino Borsoi non era tra i favoriti all’inizio della stagione ma dopo la vittoria in Qatar e i 95 punti complessivi nelle prime 5 gare (comprendenti anche lo zero di Jerez2) sembrava avere il mondiale tra le mani. Poi qualcosa è cambiato ed il rendimento di Albert è calato drasticamente con 3 zeri e soli 62 punti nelle ultime 8 gare. A dimostrazione del nervosismo del leader della classifica c’è il brutto episodio di domenica scorsa quando, essendo doppiato di 3 giri si è inserito in bagarre con Ogura e Arbolino, ostacolando la loro rimonta su Fernandez. Bandiera nera e tutto archiviato (per ora) ma di certo non è stata una bella figura. Il calo di Arenas è coinciso con il ritorno di Ogura, Vietti e Arbolino oltre che all’avvicinamento di Jaume Masia, vincitore della doppietta di Aragon. 

Se per il giapponese tutto è ancora aperto visto che soli 3 punti lo separano da Arenas, lo stesso non si può dire per Celestino e Tony, aggrappati ancora alla matematica e alla speranza che succeda un mezzo miracolo. Per Celestino, forse, è pesata l’inesperienza (il pilota Sky è alla sua seconda stagione nel motomondiale) e un esempio è la scivolata di domenica quando, nei primi giri, è caduto nella trappola di Fernandez che voleva innervosirlo, missione compiuta. Cele ci ha comunque fatto divertire (e pure parecchio) in questa stagione vincendo due gare e salendo sul podio altre due volte, dimostrando la velocità e la concretezza che gli hanno permesso il passaggio in Moto2 il prossimo anno sempre con lo Sky Racing Team. In Moto2, nel 2021, ci sarà anche Tony Arbolino che forse è stato il grande assente di questo 2020. Chiariamoci, il pilota lombardo è sempre stato veloce e nel corso della stagione è stato rincorso dalla sfortuna in molte gare con contatti all’ultimo giro che ne hanno compromesso i risultati (senza parlare dell’esclusione di Aragon1 per essere stato sull’aereo con un positivo al Covid), ma 4 podi e nessuna vittoria sono un bottino troppo magro per un pilota come lui.

Ora, c’è da archiviare questa stagione e la Moto3 per andarsi a ritagliare un ruolo da protagonista nella classe intermedia. Tony, ogni volta che parliamo con lui, si dimostra sicuro dei propri mezzi e come ogni pilota è anche un po’ spavaldo ma sappiamo bene che ha l’umiltà ed il talento giusto per fare bene in Moto2, proprio come Celestino. Il mondiale si giocherà tra Arenas e Ogura, ma che rimpianti Tony, che rimpianti Cele!

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