Moto3, Reclamo Sky VR46-team Leopard: spunta il documento di assoluzione

C'è stata l'ufficializzazione della rigetto della protesta e la conferma della regolarità della Ecu della Honda-Leopard di Masia.

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Alla fine un documento ufficiale è spuntato fuori. Doveva spuntare fuori, perché i reclami, e rispettive decisioni, funzionano così.

Parliamo ovviamente del reclamo sporto dal team Sky VR46 nei confronti del team Leopard, accusato di aver montato sulla Honda di Masià una centralina irregolare.

Questa è la parte finale del documento con il rigetto della protesta:

Il panel dei Commissari Sportivi della FIM MotoGP ha preso in considerazione le opinioni dei rappresentanti del team presenti. La protesta è stata indirizzata verso la centralina sulla moto numero 5 che, a parere delle parti in causa, è stata considerata non conforme al regolamento.
Il Direttore Tecnico ha fornito la prova di un processo di approvazione e di come sia stato convinto che la centralina sia conforme ai regolamenti e alle linee guida pertinenti.

Il giudizio

Su queste basi, il comitato dei Commissari Sportivi della FIM MotoGP respinge la protesta.

Diritto di appello

Ai sensi degli articoli 3.4.2, 3.4.6 e 3.4.7 del Regolamento del Campionato del Mondo FIM, avete il diritto di ricorrere contro questa decisione del Comitato dei Commissari Sportivi della MotoGP presso i Commissari Sportivi della FIM. Una dichiarazione di appello deve essere fatta entro 1 ora dalla data e dall'ora della notifica e deve essere accompagnata da un deposito cauzionale di €1320. Il ricorso può essere presentato all'IRTA che può anche provvedere a garantire il pagamento del deposito cauzionale.

Ora ciò non ci interessa: i reclami fanno parte dello sport, e nessuna delle parti in causa può dire nulla in proposito. Ci può essere semmai un fastidio nel caso del team italo-lussemburghese perché non è il primo. Ma un reclamo rigettato alla fine ciò depone solo a favore della squadra che si vede, in questo modo, riconosciuto un lavoro che altri non riescono a fare. Onore dunque al direttore tecnico del team Leopard Christian Lundberg.

Il punto però è che qualunque cosa accada in pista, durante le prove od in gara, deve essere comunicato e ufficializzato da un documento come quello che siamo in grado di mostrare perché siamo in un campionato del mondo. Non si sta giocando a campana fra ragazzi di strada.

Il compito comunque di rispettare le procedure non è certo del panel dei giudici, presieduti da Freddie Spencer, ma della FIM che dovrebbe avere il compito di pubblicarlo. Così come arrivano a tutti gli organi preposti le modifiche ai regolamenti o qualsiasi tipo di decisione.

Di ciò abbiamo parlato recentemente con il nuovo presidente FIM Jorge Viegas, un ex pilota, che ci ha assicurato che metterà mano alla questione.

Abbiamo il diritto di sapere se una protesta è stata presentata per un problema tecnico, come è stato il caso del famigerato 'cucchiaiao' Ducati, come se un pilota è accusato di guida pericolosa o di esser andato sul verde, in gara o in prova. Come a dire, dalle cose minute a quelle gravi.

Possibilmente, Signor Presidente, in tempo (quasi) reale. Negli sport professionistici funziona così.

P.S.: Ah: e non ha senso mandare colpevolmente in ritardo il documento di rigetto della protesta senza aver prima egualmente mandato quello precedente, cioè dell'accettazione della protesta.

 

 

 

 

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