MotoGP, Petrucci: “Il settimo tempo? Un anno fa sarebbe stato un disastro”

“Io però sono contento per quanto fatto oggi. La pista? Con tutti questi avvallamenti è difficile essere fluidi, ma le Yamaha non avvertono tale problema”

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C’è una sola Ducati nella top ten del venerdì a Misano. È quella di Danilo Petrucci, autore del settimo tempo di giornata a oltre mezzo secondo dalla vetta. A dettare il passo è la Yamaha di Quartararo, ma il pilota di Terni vede il bicchiere mezzo pieno nonostante il gap che lo separa dalla vetta.

“Sono davvero molto contento per questa prima giornata – ha esordito – so bene che la posizione non conta nulla, ma quello che è importante è il morale, dato che questo risultato rappresenta una buona iniezione di fiducia in vista del fine settimana”.

Dal volto di Petrucci trapela una certa sicurezza.

“Stamani eravamo in difficoltà, soprattutto in frenata – ha analizzato - al pomeriggio ho invece trovato un migliore assetto, abituandomi ai tanti avvallamenti presenti sulla pista, in particolare nei tratti veloci. Nella FP2 sono infatti riuscito a partire bene per poi disputare una bella sessione. Devo però migliorare le posizioni di partenza, evitando di perdere 5 secondi nei primi due giri come accaduto nelle ultime gare. Proprio per questo motivo dovrò partire dalla seconda fila come minimo domenica”.

C’è però un aspetto importante da considerare.

“La pista presenta molto più grip, ma anche avvallamenti – ha osservato – ci sono infatti diverse curve che risentono di questa cosa. Dopo tanto tempo sono però riuscito a tornare a essere la migliore Ducati, anche se un anno fa essere settimi era un disastro. Personalmente sono fiducioso, ma dovremo migliorare per sabato. Devo comunque dire che questa è una delle poche volte che la moto si comporta meglio al pomeriggio rispetto al mattino, anche se nelle FP3 dovremo cercare di essere competitivi per puntare alla top ten”.

Danilo coglie poi l’occasione per fare una breve analisi su di sé.  

“In queste due settimane ho realizzato che non mi stavo più divertendo a guidare la moto, ero troppo nervoso e non avevo le sensazioni giuste. Sono però arrivato a Misano con la voglia di invertire la rotta, cercando di essere propositivo e con l’obiettivo di concludere la mia avventura con Ducati con il sorriso in volto e questo inizio è importante”.

Non manca poi un accenno al test svolto da Pirro in Riviera.

“Con Michele abbiamo parlato, anche se lui non aveva trovato tutti questi problemi con l’asfalto, forse dovuto al fatto che ha girato molto più di noi. Probabilmente Michele ci ha fatto la mano agli avvallamenti. Sentendo però altri piloti, questo aspetto è stata una brutta sorpresa per tutti noi”.

A comandare il gruppo è la Yamaha di Quartararo.

“Le Yamaha si sono subito adattate a questa condizione delle pista, rivelandosi veloci senza provare e avvertire gli avvallamenti come noi. È difficile guidare fluidi in queste condizioni, perché la moto si muove molto. Sono comunque soddisfatto, nonostante la posizione di oggi non conti nulla”.

 

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