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La MotoGP cerca eredi per Cal Crutchlow: li troverà nel BSB?

In MotoGP il solo Cal Crutchlow fa garrire l'Union Jack, ma da tempo oltremanica si cercano nuovi Duke, Surtees, Hailwood, Read,  Sheene. Forse usciranno dalle regole spartane della British Superbike    

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di Andrea Periccioli

La scuola britannica ha segnato pezzi di storia del motociclismo anni '80 e '90. Tuttavia, nel corso delle ultime stagioni, si sta registrando un netto cambiamento di tendenza.

L'Inghilterra ha da sempre prodotto un parco piloti di primissimo livello, non siamo certo noi a dirlo. Gli amanti delle due ruote portano tutt'ora nel cuore i successi di Geoff Duke, John Surtees, Mike Hailwood, Phil Read, Barry Sheene soltanto per citarne alcuni.

Se nel mondiale Superbike Jonathan Rea continua a demolire gli avversari da ben cinque anni a questa parte, nella categoria regina del motomondiale l'unico pilota di successo a correre sotto la bandiera della "Union Jack" è Cal Crutchlow.

Gli inglesi non sono più all'altezza, questo è il motivo? Ciò nonostante, nella terra di Albione, le corse continuano a regalare giovani talenti su cui poter scommettere nel futuro prossimo.

Il British Superbike è il campionato nazionale per eccellenza, favorito dalla presenza in calendario di appuntamenti ricchi di fascino come Silverstone, Brands Hatch e Donington Park. I piloti si mettono alla prova domando gli oltre 200 cavalli delle loro moto senza alcun tipo di aiuti elettronici.

Nel BSB il regolamento tecnico mette tutto nelle mani dei piloti

Dopo l'acquisizione dei diritti da parte di MSV Racing nel 2008 e l'introduzione di un regolamento tecnico in grado di ridurre le differenze delle moto, la serie ne ha beneficiato in modo massiccio. Mettendo tutto nelle mani dei piloti.

Bollato troppo frettolosamente, adesso è un marchio riconosciuto a livello globale. Una realtà che, oramai, si sta inserendo come gradino di mezzo tra il mondiale delle derivate di serie e quelli di caratura nazionale.

Scott Redding ha ripreso slancio salvando la carriera con la vittoria nel BSB

Rispecchia a tutto tondo la filosofia anglosassone contemporanea: puntare principalmente sulla Superbike.
Come accaduto spesso nel passato, il BSB è una competizione in grado di ribaltare i valori in campo. Ne è un esempio Scott Redding che, in seguito ad alcune stagioni altalenanti in MotoGP tra Honda, Ducati ed Aprilia, ha trovato nuova linfa nel contesto del campionato d'oltremanica.

Un successo, quello del 2019, che gli ha aperto le porte del WorldSBK e dove è stato in grado di conquistare ben tre terzi posti nell'appuntamento di apertura a Phillip Island.

Senza tralasciare il 24enne Jake Dixon, considerato da molti come la nuova speranza del motociclismo britannico, capace addirittura di approdare a tempo pieno nel mondiale Moto2.

La griglia del British Superbike alterna vecchie volpi, giovani leoni e sta dimostrando di saper valorizzare il talento di una nuova generazione di piloti in modo originale. Una stagione che si prospetta con molti piloti pronti al salto di qualità e per stupire ove possibile.

Un giusto compromesso di gioventù ed esperienza è rappresentato da Bradley Ray, beniamino del pubblico di casa per via dei suoi capelli simili al personaggio Telespalla Bob della serie animata de "I Simpson", che la MotoGP ha già avuto modo di assaggiare in un test provino con Suzuki. Nonostante l'età, viene reputato come uno dei piloti di vertice in virtù delle due vittorie, sei podi e tre pole position, conseguiti nel BSB. Il 23enne di Ashford, a causa di un 2019 horribilis, ha deciso di lasciare il Team Buildbase Hawk Racing rilanciando le sue quotazioni sposando la causa del rinnovato Team Synetiq TAS BMW.

In casa Lee Hardy Racing si punta forte su Ryan Vickers, classe 1999, assai competitivo nel corso degli ultimi test invernali. Un pilota dalle indubbie qualità che, dopo essersi cimentato per molto tempo nel motocross e sulle corse su strada, ha optato per il passaggio alla pista. Una scelta ponderata, ma rivelatasi vincente. Infatti, in sole due stagioni, il giovane di Norfolk è riuscito a conquistare il titolo nel British Stock 600. Ora avrà modo di mettere alla prova nuovamente le sue qualità in sella alla Kawasaki, con un anno in più sulle spalle al termine della fase di addattamento del 2019.

Occhi puntati anche sul baby sedicenne Storm Stacey che, ancor prima dell’esordio, è già ritenuto un recordman dato che nessuno ha corso nel BSB alla sua età. Una carriera maturata tre le classi di contorno al campionato e capace di concludere in terza posizione nel British Motostar Moto3 alla tenera età di 14 anni. Una promessa che, dopo una sola stagione con moto derivate di serie e un terzo posto finale tra le 600cc, esordirà quest’anno nel Team GR MotoSport grazie alla speciale licenza ottenuta direttamente dal promoter MSVR e dal MCRCB.

Sono ritenuti dagli addetti ai lavori i nuovi astri nascenti. Lo dimostra la scelta di squadre prestigiose che hanno visto lungo nel dare una chance, nella categoria di punta del British Superbike, a coloro cui spetta portare la bandiera anglosassone ai fasti di un tempo.

Ovviamente, parte delle loro sorti dipenderanno dai risultati che otterranno in pista nel corso della nuova stagione e dalle eventuali strade che si apriranno in seguito. Ma le premesse per sorprendere lontano dai riflettori ci sono tutte. Il presente è avvisato, il futuro è qui.

 

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