MotoGP, Europa ferma, Giappone no: Honda, Suzuki e Yamaha hanno un vantaggio

Lo stato di lockdown che stiamo vivendo in Italia e Austria penalizza lo sviluppo per Ducati, Aprilia e KTM mentre i collaudatori giapponesi girano in pista

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L’Europa sta affrontando il Coronavirus e ormai è chiaro che tutti gli stati stano andando verso il blocco totale di qualsiasi attività non strettamente necessaria. In Italia ormai stiamo convivendo da più di dieci giorni con questa situazione e ci stiamo probabilmente preparando ad andare avanti per un bel po’.

La situazione ha conseguenze a tutti i livelli ovviamente, ma parlando nello specifico di MotoGP, ci sono dei retroscena che vale la pena affrontare. 

In particolare, basta riflettere sul panorama dei Costruttori presenti in top class in questo periodo e ci riferiamo ovviamente a Ducati, Aprilia, KTM, Suzuki, Honda e Yamaha. Tre di questi hanno basi operative in Europa, mentre gli altri tre hanno le proprie sedi ed anche i circuiti di test privati in Giappone. Ecco, in questo momento trovarsi in Giappone piuttosto che in Europa rappresenta un vantaggio enorme per questi Costruttori e basta davvero poco per comprendere la motivazione dietro questo vantaggio.

In Europa l’attività in pista è congelata, i circuiti stanno sospendendo qualsiasi attività ed in particolare in Italia, sede di Ducati e Aprilia, le restrizioni imposte in nome della salute pubblica stanno costringendo gli ingegneri a lavorare da casa. Dall’Igna ha già detto che sta lavorando molto in modalità smart working e Ducati ha chiuso la produzione per adeguare le proprie linee alle esigenze di sicurezza richieste. Si potrebbe obiettare che il lavoro di sviluppo può essere portato avanti anche così, ma appare più che lampante che delle grosse differenze ci siano rispetto ad uno scenario normale. Meeting tecnici, prototipazione, parti profotte da fornitori esterni, lavoro in galleria del vento. Sono tutti aspetti da considerare. 

Stesse problematiche per Aprilia, che a Noale era alle prese con una moto, la RS-GP, che avrebbe avuto bisogno di ricevere tutte le cure necessarie per crescere e raggiungere bell’affidabilità che sembrava l’unico punto debole palesato durante i test, a fronte di una velocità che invece non sembra affatto difettarle. Avere l’opportunità di lavorare solo sullo sviluppo senza intoppi avrebbe senza dubbio permesso all’Aprilia di fare quei passi in avanti necessari in questo momento e dobbiamo anche sottolineare che tutti gli accadimenti recenti stanno di fatto congelando la vicenda Iannone, che resta sospeso in un limbo giudiziario poco confortante al momento. 

Non cambia molto la situazione di KTM, visto che anche in Austria si è arrivati ad un lockdown pressoché totale e proprio il Costruttore di Mattighofen ha deciso di annullare i test privati di Jerez a cui avrebbero dovuto partecipare anche Suzuki, Honda e Aprilia.

Ricordiamo che sia Suzuki che Honda hanno un test Team operativo in Europa, con Guintoli alla guida della GSX-RR e Bradl in sella alla RCV. Nel momento in cui la decisione è stata presa da KTM, il test si poteva ancora svolgere e la Honda aveva anche palesato la volontà di disputarlo con Bradl, salvo poi essere bloccata dopo che anche in Spagna le restrizioni sono aumentate per il Coronavirus. 

IN GIAPPONE SI PUNTA ALLE OLIMPIADI E LA 8 ORE DI SUZUKA NON APPARE IN BILICO

Detto dei tre Costruttori europei, come è la situazione per le Case giapponesi? Estremamente diversa, visto che in Giappone non è ancora stato proclamato lo stato di emergenza ed è stato anche deciso che nel caso in cui i contagi dovessero aumentare, saranno le singole prefetture a stabilire dei protocolli restrittivi dividendo di fatto le decisioni ed i comportamenti da adottare secondo lo sviluppo della mappa del virus lungo l’isola giapponese. 

Honda, Suzuki e Yamaha hanno piste private su cui possono far girare i collaudatori giapponesi e lo stesso Jorge Lorenzo sarebbe dovuto volare in Giappone per partecipare ad un test assieme a Nakasuga da svolgere mentre i rivali erano impegnati in pista a Jerez, Il test è saltato per lo spagnolo, ma è probabile che il collaudatore giapponese abbia portato avanti il lavoro in pista in sella alla M1.

Inutile dire che chi sta avendo un vantaggio enorme da questa situazione è la Honda, la Casa che più di ogni altra appariva in difficoltà negli ultimi test a Losail. Marc Marquez dal canto suo sta recuperando la piena condizione fisica e questo è un bene, perché onestamente sperare che il migliore non sia in perfette condizioni fisiche per poterlo battere, non fa molto onore ai suoi rivali. Ad HRC non piace perdere ed è più che probabile che stia facendo tutto il possibile per sistemare i problemi emersi a Losail, sfruttando in questo momento un vantaggio.

Non è detto che Yamaha e Suzuki stiano avendo un atteggiamento molto diverso. In Giappone vogliono disputare regolarmente le Olimpiadi previste a Luglio e la 8 Ore di Suzuka al momento è confermata. I reparti corse stanno insomma lavorando, gli ingegneri hanno tempo e modo di portare avanti il proprio lavoro ed anche i tester possono probabilmente scendere in pista anche sui circuiti privati delle rispettive Case. 

C'è anche da sottolineare che in questi mesi, tutti i Costruttori hanno avuto e avranno ancora la possibilità di studiare le soluzioni tecniche portate in pista dai rivali. Tutti ragioneranno sul variatore di assetto portato da Ducati, come pure la configurazione aerodinamica portata in pista sarà oggetto di studio per tutti i rivali. 

Stiamo parlando di mezzi meccanici, ma è pur sempre di sport che si tratta. Allora consentiteci un paragone: secondo voi è giusto far partecipare alla stessa gara sei atleti diversi, con solo tre di questi sei che si sono potuti allenare prima della gara? Sviluppare una MotoGP oggi significa fare allenamento, lavorare sui particolari, migliorare i dettagli. In un mondo così competitivo, sono proprio questi dettagli a fare la differenza e le Case giapponesi stanno avendo un vantaggio enorme che non avranno paura di sfruttare al massimo. 

Per questo sarebbe stato logico e opportuno, con tutte le MotoGP a Losail, congelare lo sviluppo quantomeno dei propulsori, sigillandoli.

È stato un grave errore non farlo, e questo ancora una volta non depone a favore dell’arguzia, per non dire dell’intelligenza, di chi è preposto a questo delicato compito. 

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