Moto3, Simoncelli: "Il mio obiettivo è portare il team in MotoGP"

"Mi piacerebbe innanzitutto passare in Moto2, ma non dipende da me. Antonelli e Suzuki hanno tutto per vincere, il fatto che siano voluti rimanere mi ha emozionato"

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Quando Paolo Simoncelli parla è sempre interessante ascoltare, per tante ragioni. In primis perché parla con il cuore in mano, nel bene o nel male, e questo non può che trasportare in un modo o nell’altro l’interlocutore. Come spesso accade è stato lui a guidare la presentazione del team SIC58, dimostrandosi a proprio agio in pista quanto sul palco. La stagione alle porte è senza dubbio importante, e l’obiettivo titolo (anche se vietato nominarlo) è più vivo che mai.

“Non bisogna accontentarsi - confessa - bisogna fare bene perché sia i piloti che la squadra hanno l’esperienza e la bravura per riuscirci. L’anno scorso ci è mancata un po’ di fortuna, che in questa categoria è preponderante e che magari potremo recuperare quest’anno: in Moto3 ci sono sempre 10 dieci piloti che possono vincere e c’è tanta voglia di farsi vedere, che questo porta alcuni ad esagerare”.

Durante la presentazioni hai parlato della ferma volontà dei piloti di restare, il che è un grande attestato di stima per te e tutta la squadra.

“E’ una cosa che mi ha emozionato: Suzuki è con noi da quattro anni e vuole chiudere il cerchio regalandoci qualcosa, Antonelli da tre e si è ambientato nel modo migliore all’interno del team. I team che li hanno richiesti avevano messo cifre importanti sul piatto, ma loro sono voluti restare”.

Hai accennato anche al fatto che nel 2021 li perderai. Il salto in Moto2 è certo per entrambi?

“Credo sia normale che entrambi vogliano fare il salto, Nicco ha 24 anni e Tatsu 22, stanno facendo bene e quindi è normale che il loro sogno sia quello di arrivare in MotoGP. Sarebbe bello se potessi dargli io una moto”.

C’è la volontà da parte di creare un team in Moto2?

“La volontà ci sarebbe, ma non dipende da noi bensì da Dorna ed i suoi regolamenti, dato che vuole 28 moto in griglia e non di più. Io ho voglia di salire di categoria, voglio arrivare in MotoGP”.

C’è ancora qualcosa che può essere insegnato ai tuoi piloti?

“Non credo perché sono già maturi, ma le gare sono le gare e rispondono ad alcune dinamiche difficile da controllare e gestire”.

Anche quest’anno i due piloti avranno in Marco Grana un unico capotecnico. Come è nata questa idea?

“Le motivazioni erano in primis economiche, ho ragionato un po’ imprenditore, poi trovare le persone giuste aiuta e nel mio caso ho avuto la fortuna di incontrare una persona preparata come Marco”.

Photocredits: Marzio Bondi

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