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Moto2, Marini: "Felice, ma ancora non sono da titolo: mi sono adattato tardi"

"Lo scorso anno mi ha aiutato molto guardare i dati di Bagnaia , chiedergli consiglii  e aiutarci in pista. Quest’anno con Bulega non è stato possibile. In Spagna abbiamo trovato l'assetto"

Moto2: Marini: "Felice, ma ancora non sono da titolo: mi sono adattato tardi"

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Finalmente Luca Marini. Dopo una stagione nel quasi completo anonimato il talento italiano si è riscattato negli ultimi due gran premi chiudendo ad un passo dal podio ad Aragon e vincendo in Thailandia. Il 'fratellino' di Rossi non vinceva da Sepang 2018 e oggi lo ha fatto alla grandissima, dominando la gara con un passo stellare e chiudendo sotto la bandiera a scacchi a con quasi 3 secondi di vantaggio dal secondo classificato. 

"E’ stata una bella gara - ha detto Marini - Ho fatto la mia strategia che era di provare a spingere fin dall’inizio per cercare di scappare. Sapevo di avere un buon ritmo perché nel Warm Up di questa mattina ero andato molto forte. La moto è andata bene per tutto il weekend, ho preso fiducia fin dalle FP1"

Abbiamo detto della tua stagione di difficoltà, ora un podio sfiorato e una vittoria di carattere. Cos'è cambiato?

"Tutto è cambiato nelle prove libere di Aragon - ha continuato Luca - Lì abbiamo cambiato l'assetto della moto ed è stato molto positivo. Fare quarto ad Aragon è stato un grande successo perchè è uno dei miei circuiti peggiori. Arrivato qui in Thailandia sapevo di poter fare bene visto che anche lo scorso anno ero andato bene". 

Buriram, quindi, è una pista che ti piace molto. 

"Io sono dell’idea che se hai delle buon sensazioni in moto puoi andare forte in ogni pista. Sicuramente questo tracciato si adatta bene al mio stile di guida, oggi ho provato a non fare errori ed essere il più costante possibile. Piuttosto ho preferito guidare 1 decimo più lento del mio potenziale per non fare errori". 

Le difficoltà di questa stagione ti hanno abbattuto psicologicamente? 

"No, non direi. La stagione non è stata dura psicologicamente, non mi aspettavo di vincere il mondiale quest'anno perchè per avere delle chance devi essere tra i primi anche nella stagione precedente - ha detto Marini - Ho avuto un po' di problemi di adattamento al nuovo motore e alle nuove gomme. Un altro problema  è stato il recupero dall’infortunio di inizio stagione, sentivo di stare soffrendo troppo e con la squadra abbiamo provato di tutto ma niente è stato veramente efficace fino ad Aragon. Lì c’è stata una svolta. Mi dispiace molto aver trovato la quadra solo ora". 

Allora, forse, l'essere prima guida del team ti ha messo troppa pressione addosso. 

"Essere il numero 1 all’interno del box non mi ha dato una pressione extra - ha detto Marini - lo scorso anno mi ha aiutato molto guardare i dati di Bagnaia , chiedergli consiglii  e aiutarci in pista. Quest’anno con Bulega non è stato possbile perchè è il suo primo anno di Moto2 e sta ancora facendo un dopo di apprendistato. Il prossimo anno ci sarà Bezzecchi nel team, spero di poter lavorare bene con lui. 

Quali sono gli obbiettivi per il resto della stagione?

"Voglio finire la stagione nel migliore dei modi e fare le prossime 4 gare al massimo per dimostrare quanto sono forte. La caduta in Austria è stato un peccato perchè avrei potuto vincere e ha compromesso Silverstone e Misano, peccato"

Il prossimo anno, lo hai detto, le aspettative saranno alte. Chi potrebbero essere i tuoi avversari?

"Marquez da quando è cambiata la gomma è subito andato forte e ha vinto tante gare - ha concluso Marini - stessa cosa per Fernandez. Luthi e Schrotter hanno faticato ma sono comunque molto forte e la KTM si è trovata in difficoltà ma poi hanno fatto molti telai e hanno trpbato la strada. Con Kalex stiamo spingendo forte per trovare delle buone soluzioni per il 2020 perché i pretendenti per il titolo saranno molti e agguerriti". 

Audio raccolto da Marco Caregnato

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