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Moto3, Rossi: "Sono da Gresini... Grazie a Cecchinello!"

"Lucio è amico di mio padre ed a dieci mi ha convinto a provare, così ho iniziato a correre. Poggiali è un grande coach, in pista mi ispiro a Vale e Lorenzo"

Moto3: Rossi: "Sono da Gresini... Grazie a Cecchinello!"

La faccia è quella di uno che non vede l’ora di iniziare, ed appena inizia a parlare ecco la conferma: “Sono gasatissimo, a cannone come sempre”. Riccardo Rossi si affaccia alla Moto3 con la sfrontatezza e la carica di un classe 2002: viene da Genova, ha un padre con un passato in molteplici sport ed una storia tutta da raccontare con passione.

“Mio padre ha fatto tanti sport come cavallo, trial, sci e moto, facendo l’europeo con Biaggi e Capirossi. Non voleva farmi salire in moto, ma ad un suo compleanno Lucio Cecchinello, sua grande amico, mi ha fatto provare per scherzo e mi sono divertito molto. Avevo dieci anni, tardi rispetto a molti altri, ma passo dopo passo ho recuperato sugli altri. Scuola? Ci vado ancora, frequento un istituto privato scientifico – sportivo a  Genova”

L’anno scorso hai corso sia nel CIV che nel CEV, come valuti la tua stagione?

“Nel CIV sono partito piano perché ho fatto la prima gara con la Honda senza test, poi sono cresciuto nonostante abbia dovuto saltare delle gare in concomitanza. Poi ad Imola sono purtroppo caduto in qualifica e ho saltato un’altra gara e mezzo: in campionato quindi non sono andato benissimo, ma ho imparato tanto. Nel CEV sono partito bene con la KTM, ma verso la fine ho fatto confusione tra Honda e KTM finendo per guidare una moto con lo stile di guida dell’altra”.

Nel mondiale scenderai in pista con il numero 54. Qual è la ragione?

“Il mio numero 71 era occupato, il 54 è un numero che mi piace così ho chiesto a Manuel (Poggiali ndr) se gli sarebbe piaciuto che lo scegliessi, lui ha acconsentito e così ecco questo numero. Per me è un onore avere il suo numero, mi ha chiesto di portarlo in alto e cercherò di farlo”.

A proposito di Poggiali, il vostro rapporto sembra già fraterno

“Ho un bellissimo rapporto con lui e gli voglio molto bene, per ora è il miglior coach che abbia mai avuto. Quando va a bordo pista sente cose che molti non sentono, è bravissimo”.

Con Rodrigo invece?

“E’ un ottimo compagno, ci aiutiamo a vicenda. Io sono ovviamente un po’ più indietro mentre lui ha tanta esperienza e mi ha già dato dei preziosi consigli nei test. Siamo usciti spesso insieme in pista ed abbiamo collaborato”.

Torniamo su di te. Pratichi altri sport oltre al motociclismo?

“A parte il Trial, che è molto diverso dalle moto in pista ed è molto utile, faccio boxe per il piacere del contatto fisico, che trovo anche nelle moto: purtroppo mi sono rotto la mano per dare un pugno in allenamento, ma poi ho ripreso a praticarla. Poi mi piace pescare con Fausto (Gresini ndr), oltre che tutti gli sport legati alla velocità”.

A chi ti ispiri nello sport?

“Dipende dallo sport. Nelle moto Vale per tutto e Lorenzo per lo stile di guida, in F1 Schumacher e Vettel, nel calcio Messi. Non sono un grande tifoso di calcio, mi piace praticarlo ma solo con i miei amici con mi scambio un sacco di botte (ride ndr)”.  

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