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MotoGP, Marquez penalizzato: "Ho comunque fatto il giro più veloce"

Sei posizioni di penalità per Marc, che partirà 7° per aver ostacolato Iannone: "Non l'ho visto, è successa la stessa cosa tra me e Vale nelle FP4"

MotoGP: Marquez penalizzato: "Ho comunque fatto il giro più veloce"

Marc Marquez ha impresso una volta di più il suo marchio, dimostrando che la sua fame di primato è a dir poco inesauribile. Il 93 ha colto una pole incredibile a Sepang rifilando mezzo secondo al primo degli inseguitori, qualcosa che difficilmente vediamo in MotoGP. “Sul bagnato era difficile capire – spiega Marc – dato che non avevamo mai provato prima, ma già nelle FP4 abbiamo fatto un passo avanti sull’assetto e cambiato alcune cose, così in qualifica mi sono sentito a mio agio. Peccato solo per la scivolata, sono entrato troppo veloce in curva. In compenso con la seconda moto ho fatto un tempo simile, quindi sono contento”.

Da ieri ad oggi il 93 ha fatto senza dubbio un grande passo avanti, frutto di diversi fattori

“Oggi ho approfittato di uno dei miei punti di forza maggiori, ossia la capacità di adattamento rapida in condizioni difficili, ed in questo mi hanno aiutato i pochi giri nelle FP4. Dopo le prove di ieri ho cercato di analizzare i dati, studiando Dovizioso e Vinales ossia i due con il miglior passo: ho trovato un compromesso tra i due, ma ero anche consapevole di non aver guidato al meglio ieri. Oggi è migliorato sia il mio stile che l’assetto, che mi permette di fare le linee che voglio. La differenza si nota soprattutto sul passo, meno sul giro singolo”.

Durante il turno Marc ha avuto un piccolo screzio con Andrea Iannone, al quale lo spagnolo ha involontariamente rovinato un giro veloce ricevendo sei posizioni di penalità

“Entrato in pista ho visto una Suzuki e pensavo fosse Rins, invece c’era anche Iannone, forse l’ho disturbato. Non l’ho visto ma non mi importa, l’importante è aver fatto segnare il giro più veloce. È successa tra l’altro una cosa simile tra me e Valentino nelle FP4, lui mi ha ostacolato ma si è scusato ed io ho accettato. In MotoGP sono cose che possono succedere, non è come la Moto3 dove molti rallentano in pista per cercare il traino giusto”.

Uno dei misteri legati al 93 è come riesca a salvare un numero così elevato di cadute, ma sembra che il mistero resterà tale: “Ad inizio stagione sembrava merito dell’assetto, ma ad oggi stiamo usando un assetto completamente diverso ed i salvataggi ci sono ancora. Quando sento che sto perdendo l’anteriore metto il gomito a terra, non so spiegare il perché, è un qualcosa di naturale”.

Magari il segreto per farlo potrebbe rivelarlo al fratello Alex, anche lui in pole a Sepang ma alle prese con una stagione difficile

“Ha faticato un po’ quest’anno, cadendo alcune volte, ma il suo livello è alto e questo è l’importante. Il consiglio che gli do è che è più difficile imparare ad andare più veloce rispetto a non cadere e guidare più fluido. In ogni caso sta migliorando ed il modo migliore di iniziare il 2019 è chiudere la meglio il 2018, come sta facendo”.

Ora è tempo di pensare alla gara, con la speranza che la pioggia non faccia la sua comparsa

“Spero in una gara asciutta e domani pare sarà così. Abbiamo anticipato la gara ed è una buona cosa, dato che quando piove lo fa in maniera massiccia. Sull’asciutto siamo sullo stesso piano di Dovizioso e Vinales come passo, ma anche Zarco e Rossi saranno della partita. Il titolo costruttori? Correrò come sempre, anche se la Malesia non è una pista dove ho raccolto grandi risultati, quindi l’obiettivo è salire sul podio”.

Restando bel box Honda, meno soddisfatto è Dani Pedrosa, soltanto decimo su una pista che spesso lo ha visto al vertice. “Sull’asciutto abbiamo fatto un piccolo passo avanti – spiega - ma non abbastanza per stare con i primi. La qualifica non è andata bene, non ho trovato la giusta confidenza specie con la media, e partire dalla quarta fila non aiuta per la gara. Domani vedremo quali saranno le condizioni, da lì capiremo se potremo fare una buona gara”.

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