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MotoAmerica, Nello Utah è il 200° successo Suzuki grazie ad Elias

Con la sesta vittoria 2018, Toni affianca il proprio nome a quelli di Wes Cooley, Kevin Schwantz, Mat Mladin e Ben Spies. Sul podio Beaubier ed Herrin

MotoAmerica: Nello Utah è il 200° successo Suzuki grazie ad Elias

Questa volta ha vinto Toni Elias e, andando avanti così, il Campione in carica ed il leader della classifica Beaubier si contenderanno il titolo a stelle e strisce sino all’ultimo appuntamento stagionale in Alabama, dove i cieli sono sempre blu.

Torna alla vittoria lo spagnolo, regalando alla Casa di Hamamatsu il successo numero 200 nelle competizioni americane; tra AMA e MotoAmerica, con piloti del calibro di Wes Cooley, Kevin Schwantz, Mathew Mladin e Ben Spies, la Suzuki raggiunge uno score davvero importante, dimostrando quanto l’impegno ufficiale ripaghi in termini di prestigio e vendite nel territorio USA.

Non aveva preso una bella piega la tre giorni Suzuki: sulla pista vicino al lago salato di Salt Lake City, una caduta in prova con tanto di fuoco e fiamme ha distrutto la Gixxer di Toni che, nonostante l'accaduto, è stato furbo e strategico. Sapendo di avere un passo migliore dei suoi avversari a gomme Dunlop consumate, Elias ha studiato le traiettorie della Yamaha di Beaubier fino al quattordicesimo giro e, quando lo ha superato, è rimasto in testa tagliando il traguardo con solo mezzo secondo di vantaggio. Non un abisso, ma determinante per la sesta volta 2018: “il weekend è iniziato con un incendio alla moto - ha raccontato l’ex campione della Middle Class - ma la squadra ha sistemato tutto al meglio. In gara ho giocato le mie carte, ed è bello regalare alla Suzuki la duecentesima vittoria. Ora dobbiamo continuare così”.

 

Continueranno così? Dal canto suo, Cameron Beaubier guarda ancora tutti dall’alto della classifica piloti, anche se il vantaggio su Elias è sceso a 24 punti; stanotte andrà in scena la seconda manche e la situazione potrebbe (ancora) ribaltarsi, considerando come il californiano su R1 ufficiale detesti arrivare dietro allo spagnolo con la GSX-R.

Un’altra Yamaha - quella di Josh Herrin - completa il podio del sabato, malgrado non abbia mai lottato per la vittoria: oltre 19 i secondi incassati dall’americano ex Moto2.

Quarto il texano Garrett Gerloff, compagno di Beaubier nel team Monster, quinto Jake Lewis con qualche problema tecnico, sesto il sudafricano Scholtz.

La BMW si avvicina leggermente alle prime posizioni con l’ottavo posto di Danny Eslick, nona la Honda di Cameron Petersen. Kawasaki quattordicesima con Bruno Silva. Non ha visto la bandiera a scacchi Roger Lee Hayden: il fratello minore di Nicky è scivolato per la quarta volta quest’anno.

 

 

 

 

 

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