Il Mugello sembrava poter essere il punto di svolta per Michael Ruben Rinaldi e il B-Max Racing team dopo le difficoltà incontrate nelle due gare a Misano. Così è effettivamente stato fino allo spegnimento dei semafori in Gara 1, quando il ducatista ha cominciato a perdere inesorabilmente terreno, sprofondando dal secondo posto in griglia all’ottava posizione in cui è transitato sotto alla bandiera a scacchi. Un risultato che non rispecchia il vero valore di Rinaldi e della squadra e che non riesce del tutto a spiegarsi nemmeno il 30enne, che abbiamo intercettato fuori dal suo box al termine della contesa per farci spiegare cosa è andato storto.
“Vediamo che riusciamo ad andare veloci, ma non in gara: ieri ho svolto una mini simulazione di gara per togliermi ogni dubbio e avevo un buon passo, decisamente più veloce rispetto a quello mostrato oggi. Magari non abbastanza per vincere, ma sicuramente da podio - ci ha raccontato il romagnolo - Sono sicuro che se riusciamo a metterci nelle condizioni in cui riesco a guidare possiamo essere della partita. Però, stiamo continuando a fare molta fatica in gara e solo in quella, visto che partivamo dalla seconda posizione sia a Misano che su questa pista. Oggi c’era qualcosa che non funzionava sulla moto ed è andata come in Riviera: l’abbiamo portata a casa perché dovevamo farlo, ma non riuscivo a guidare come so fare e come abbiamo mostrato in questi due weekend. C’è sicuramente un po’ di rammarico per questo”.
La situazione nel box della squadra capitolina non è delle più rosee. Il potenziale non è in dubbio, ma molto meno certa è la ragione dei problemi che stanno continuando a condizionare le performance di Michael in gara.
“Non abbiamo trovato una spiegazione - ha ammesso - Non è facile e stiamo un po’ navigando con la squadra: vediamo cosa succede, ma non riusciamo a capirci tanto. Altrimenti, non avremmo questi problemi. Io faccio anche un po’ fatica ad indirizzare il team, perché la moto è diversa dalla Superbike. Quindi, ciò che spiego loro magari è un po’ diverso da quello che sa darmi una moto in versione base. Come dicevo, sono sicuro che riuscendo ad avere il feeling e nessun problema siamo della partita, perché lo abbiamo già dimostrato. Alla fine, però, quello che conta è la bandiera a scacchi e oggi, come a Misano, purtroppo l’abbiamo vista un po’ troppo tardi”.
È stata una vera e propria gara di sopravvivenza. “Assolutamente sì, dalla Curva 1 - ha commentato - Ci riproveremo domenica, anche se pioverà. Ma sarà importante riuscire a fare un test per andare nella direzione giusta, perché a volte va bene e altre va male, ma in entrambi i casi non si sa il motivo. Secondo me è questo il principale problema che abbiamo al momento”.
Pesa il fatto di non avere più nessuno con cui confrontarsi dopo la separazione del team da Ruiu?
“No, perché anche nel weekend a Misano lui aveva avuto altri tipi di problemi rispetto ai miei. Poi, non riusciamo neanche a fare delle vere e proprie comparative, perché l’elettronica che abbiamo non è sofisticata come quella della Superbike o della MotoGP. Quindi, non abbiamo i canali o le armi che ci possono permettere di sistemare questa moto - ci ha risposto Rinaldi - In più, anche l’esperienza che ha la squadra con questa Ducati è poca e questo fa un po’ la differenza quando sorgono i problemi”.