Con il Round a Misano dello scorso fine settimana si è aperto un nuovo capitolo per il CIV Superbike, che è ripartito adottando un regolamento basato sulla formula introdotta lo scorso anno dalla Production Bike, con l’aggiunta di alcune novità come i kit elettronici con price cap in sostituzione della centralina unica MoTec. Un format che ha portato a una griglia piena come non mai, con 34 piloti a darsi battaglia nell’appuntamento inaugurale della stagione, e a un podio calcato da tre diversi costruttori (Yamaha, Honda e Ducati), in entrambe le gare svolte del weekend.
Una partenza incandescente, tanto in pista quanto fuori. Dopo aver chiuso entrambe le manche alle spalle del vincitore Alessandro Delbianco e di Gabriele Giannini, Michele Pirro ha sfruttato le due conferenze stampa per puntare i riflettori su un Balance of Performance che ritiene essere troppo penalizzante per la Ducati e su un regolamento che trova abbia perso lo spirito con cui è stata creata nel 2025 la classe Production Bike.
Abbiamo fatto chiarezza sulla questione parlando con Simone Folgori, Coordinatore della Direzione Sportiva FMI, che nel corso del weekend ci ha spiegato come si è arrivati alla definizione del BoP e alla stesura del nuovo regolamento.
“L’anno scorso, quando è nata la Production Bike, abbiamo raccolto con le Case che erano impegnate nel campionato una prima parte dei dati che verranno completati in questa stagione e li abbiamo condivisi nel corso dell’inverno. Non è stata una sorpresa del venerdì, ma un lavoro condiviso con le Case: abbiamo fatto decine di riunioni con Ducati, BMW e con tutti quanti, nelle quali ogni produttore presentava le proprie richieste, che non passavano se non venivano approvate da tutti quanti. Lo stesso è stato fatto con il BoP, che è un progetto di bilanciamento dinamico - ha precisato Folgori - Raccolti i dati di questa tappa ci riuniremo, e valuteremo se è il caso di intervenire già dopo un Round o se aspettarne due. Come sarebbe ideale, visto che il Mugello ha tutt’altre caratteristiche rispetto a Misano e quello che ha funzionato qui magari non funzionerà là. Del resto, le differenze che abbiamo visto erano nell’ordine di 4 o 5 decimi, non di secondi e questi decimi di differenza possono dipendere da diversi fattori, come il pilota, la squadra, le gomme o altro, e non è detto che abbiano a che vedere con il bilanciamento del campionato”.
La stretta sinergia tra le Case e la FMI ha portato alla definizione del BoP in data 13/03/2026, quando sono state ufficializzate le limitazioni nei confronti delle Panigale V4 e delle Aprilia RSV4.
“Il regolamento dice che Ducati è stata penalizzata con 5 kg in più e 250 giri al minuto in meno. In realtà il peso medio delle Panigale V4 l’anno scorso era sempre stato superiore al peso minimo di 2,5 kg. Quindi, si tratta di soli 2,5 kg di peso extra sulla moto, che poi possono anche essere annullati dal peso del pilota. Bisogna infatti tenere conto anche del fatto che, a differenza del Mondiale o di tante altre classi dove il peso minimo è calcolato su moto e pilota, noi in questo momento non abbiamo ancora i dati per fare questo dato combinato, perché abbiamo bisogno di un anno di sperimentazione per poterci arrivare - ha sottolineato il Coordinatore della Direzione Sportiva FMI - Fare un bilanciamento è un lavoro molto complesso, perché ci sono moto del 2018-19, moto del 2025, moto con cilindrata 1000 e 1100. Con sei Round su cinque piste diverse, credo che le cose si bilanceranno”.
Equiparare le prestazioni di moto dalla diversa cilindrata e filosofia non è una passeggiata. Come detto però ogni decisione è stata condivisa con le Case impegnate nella Superbike tricolore, che hanno partecipato attivamente alla stesura del regolamento per aiutare la Federazione Italiana a realizzare un campionato che possa funzionare non soltanto a livello nazionale. Al di là delle polemiche emerse a Misano, la strada imboccata sembra essere quella giusta.
“Il prossimo passo a cui stiamo lavorando con la FIM è che questa Superbike, che ha un regolamento molto vicino alle moto di produzione, possa essere poi esportato in tutti gli altri campionati nazionali. Non si tratta di un modello da Mondiale: il Mondiale giustamente ha ancora un livello tecnico molto alto, ma che è poco sostenibile nei campionati nazionali. Ci siamo messi in gioco, anche insieme alle Case, per provare a fare in modo che possa esserci un regolamento molto simile in tutti i Paesi. Perché la situazione attuale a volte mette in difficoltà le Case stesse, che sono costrette a fare una moto per l’Inghilterra, una per la Francia, una per la Germania. Questo non è l’ideale perché, oltre a polverizzare un mercato che già di per sé non è ampissimo, costringe anche i costruttori a fare delle scelte. È un gioco molto impegnativo, ma che abbiamo portato avanti facendo un importante lavoro con le Case nel corso dell’inverno - ha ribadito Folgori - Lavoro che ha portato a quasi 40 moto in griglia e a quattro marchi diversi, Yamaha, Honda, Ducati e BMW, nelle prime cinque posizioni di Gara 1. Noi siamo molto contenti per come è andato questo primo Round”.