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Rueda vince in Indonesia ed è Campione del Mondo. Sul podio Pini e Lunetta

La gara della Moto3 termina al 19° giro per la bandiera rossa provocata dalla caduta di David Munoz. Le penalità a Fernandez e Quiles permettono all'Italia di avere due azzurri sul podio: non accadeva dal 2022

Moto3: Rueda vince in Indonesia ed è Campione del Mondo. Sul podio Pini e Lunetta

Jose Antonio Rueda vince in Indonesia ed è Campione del Mondo della Moto3. La nona vittoria stagionale del pilota KTM arriva un giro prima rispetto ai 20 previsti. Al diciannovesimo una brutta carenata di Fernandez a Munoz provoca la caduta del secondo, che purtroppo ha bisogno di soccorsi dopo che carambola impazzita della sua moto lo colpisce duramente all'altezza delle gambe. Al momento della bandiera rossa in testa alla corsa c’era proprio Adrian Fernendez, che tuttavia verrà punito con una penalizzazione di 6 secondi – il corrispettivo di 2 long lap – lasciando così scalare l’oro indonesiano nelle mani del neo Campione del Mondo, il 26° pilota spagnolo a vincere un titolo del motomondiale, il quarto in Moto3 per il team di Aki Ajo.

L'Indonesia porta fortuna anche al tricolore. Sul secondo e terzo gradino del podio di Mandalika salgono infatti Luca Lunetta e Guido Pini. I piloti Sic58 e IntactGP interrompono un digiuno durato 3 anni: era dal Gran Premio della Thailandia nel 2022 che l’Italia non piazzava due rappresentati fra i primi tre classificati della classe cadetta. Un podio che, senza nulla togliere all’ottima prestazione di Lunetta e Pini, arriva anche grazie alla penalità inflitta a Maximo Quiles. Il portacolori del team Aspar CFMoto è terzo al diciottesimo giro, ma con un long lap penalty per track limits sulle spalle. Lo effettuerà nel giro successivo, quando però sarà sventolata la bandiera rossa per l’incidente di Munoz, annullando di conseguenza la penalità scontata, che a quel punto si convertirà in 3 secondi. Il rookie #28 sfila così in quarta posizione lasciando aperta la porta all’ingresso di Guido Pini sul podio.

Alle spalle di questo incredibile caos per le prime 3 posizioni, il quarto posto è quindi occupato da Quiles, che precede il quinto posto di Jacob Roulstone e il sesto Angel Piqueras. Il rivale di Jose Antonio Rueda ci prova, lotta nei primi giri, ma poi perde posizioni, incappa anche lui in un long lap penalty per track limits e non riesce più a portarsi in lizza per le posizioni di testa. Il pilota MSi è a quel punto costretto ad alzare alzare bandiera bianca e rinunciare definitivamente ai sogni iridati. La settima casella, dopo la penalità di 6 secondi, vede comparire il nome di Adrian Fernandez.

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Bisogna aspettare e contare fino a 10 prima di incontrare l’ottava posizione di Ryusei Yamanaka. Questo vuoto temporale è causato dalla maxi caduta che al giro 14 coinvolge il colpevole David Almansa, Tayo Furusato e Alvaro Carpe. Ad ogni modo, ila KTM del giapponese precede la Honda SIC58 di Stefano Nepa e Joel Kelso, che chiude la top10 dopo essersi rialzato da una scivolata che lo ha al quinto giro lo ha visto protagonista. Appena fuori dalla rosa dei migliori dieci troviamo un’altra coppia di italiani, quella formata da Dennis Foggia e Matteo Bertelle, rispettivamente 11° e 12°. Taglia il traguardo in diciottesima posizione Riccardo Rossi anche lui dopo aver scontato un doppio long lap.

Oltre ai già citati Munoz - dal quale si attendono aggiornamenti in merito alla condizione fisica - Almansa, Furusato e Carpe, non terminano la gara di Mandalika neanche Scott Ogden e la wild card Zen Mitani.

Aggiornamento. Purtroppo il colpo duro incassato da David Munoz non lascia presagire nulla di buono. Lo spagnolo è stato trasferito in ospedale per ulteriori accertementi. Su di lui pende il sospetto di una frattura al femore sinistro.

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Gianluigi Mazza