Jose Antonio Rueda batte il cinque. In Giappone il leader della classifica pianta il cronometro in 1.54.826 e firma la sua quinta pole position stagionale dopo quelle di Jerez, Silverstone, Aragon e Assen. La KTM #99 sfrutta le Q2 fino all'ultima goccia di tempo per scippare la partenza dal palo a Valentin Perrone. L’argentino si porta a casa la seconda casella della griglia a +0.238 da Rueda, avendo la meglio su Joel Kelso, che domani completerà la prima fila.
Il portacolori del team MTA fa registrare il suo giro veloce anche grazie al lavoro di squadra con Matteo Bertelle, che purtroppo incappa in un lungo in curva 1 al momento del suo time attack e chiude in diciassettesima posizione la prima qualifica post-infortunio.
Tornando ai piani alti, la seconda fila si apre con il quarto posto di Angel Piqueras. Il valenciato del team MSi sarà chiamato a fare gli straordinari in gara per impedire al rivale Rueda di guadagnare già dal Gran Premio d’Indonesia della prossima settimana il primo match point per la vittoria del titolo. Ricordiamo che ad oggi sono 78 i punti di distanza fra i due. Quinta posizione per il migliore dei giapponesi, nonché miglior Honda, stiamo parlando di Tayo Furusato, incalzato a 33 millesimi da Adrian Fernandez, 6°. Nona piazza, invece, per la seconda delle Leopard, quella di David Almansa, preceduto da David Munoz e da Maximo Quiles, rispettivamente 7° e 8°.
L’elite della top10 trova in un italiano il suo ultimo membro, è Dennis Foggia, appena fuori dai migliori 10 il connazionale Guido Pini con l’11° tempo di giornata. Guadagna la dodicesima casella, invece, Alvaro Carpe, che cade ma è il migliore dei piloti passati dalla Q1. Dietro di lui, 13°, il pilota di casa Ryusei Yamanaka, che a sua volta scatterà qualche metro avanti rispetto alla coppia dei SIC58 formata da Lunetta, 14°, e Stefano Nepa, 15°, dopo esser risalito anche lui dalla Q1.
La quota tricolore termina purtroppo con la brutta qualifica di Riccardo Rossi, terzultimo con la Honda giallo-nera del team Snipers e l’unfit di Nicola Carraro, provocato da un infortunio muscolare che non gli ha nemmeno permesso di scendere in pista.
