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CIV Production Bike: restituiti 500 giri a BMW, Galesi: “A Misano eravamo messi male”

Il commento del team manager Pistard: “Toglierci quei giri è stato un errore e anche così non siamo a posto. Viste le prestazioni di Baldassarri pensavo ci restituissero tutti i giri tolti, o che avrebbero limitato anche Ducati. Il campionato era più bilanciato a inizio anno”

SBK: CIV Production Bike: restituiti 500 giri a BMW, Galesi: “A Misano eravamo messi male”

A Imola dovrebbe tornare a esserci un po’ più di equilibrio nel CIV Production Bike, con la restituzione di 500 giri alle BMW S 1000 RR. Alla luce delle prestazioni dello scordo Round a Misano, dominato da Lorenzo Baldassarri con la Ducati V4 preparata dal team Cecchini, la Federazione ha infatti deciso di dimezzare le limitazioni inferte alle moto tedesche e permettere al Pistard Racing Team, unica squadra a schierarle, di gareggiare con 14.500 giri sui saliscendi del tracciato intitolato a Enzo e Dino Ferarri. Una notizia accolta con un tiepido entusiasmo da parte della squadra capitanata da Gianluca Galesi, che abbiamo raggiunto telefonicamente per un commento sulle limitazioni inferte alle sue BMW.

“Siamo partiti con 15.000 giri, che sono stati ridotti a 14.500 prima di Vallelunga. Pensavamo sarebbero rimasti tali anche a Misano, invece ce ne hanno tolti altri 500: abbiamo corso con 1000 giri in meno rispetto a inizio anno e si è visto che eravamo messi male sia a livello di velocità, che di prestazione” ha ricordato il team manager, prima di commentare il dietrofront sull’ultimo taglio.

Anche la Federazione a Misano mi ha detto che forse è stato un errore toglierci altri 500 giri prima della Racing Night, perché 1.000 giri erano obiettivamente troppi - ha ammesso - Io però non posso dire che la FMI abbia agito in maniera sbagliata, perché sapevamo che trattandosi di una nuova categoria, con un nuovo regolamento, sarebbero state fatte delle modifiche a stagione in corso per cercare di livellare il campionato e provare a rendere il regolamento quasi ‘perfetto’ in vista del 2026. Inizialmente c’era stato detto che il BoP sarebbe stato rivisto ogni due Round, e non dopo ogni gara, ed è normale che a noi, come BMW e team Pistard, possa dare fastidio che dovendo fare delle prove per trovare il giusto equilibrio ci abbiano messo in difficoltà togliendoci troppi giri. Però ci sta: errare è umano e capisco anche che per la Federazione non sia facile capire come fare a equilibrare tutto. Tanto più che noi, Yamaha e Honda, corriamo con moto da 1000 cc e siamo più svantaggiati rispetto alle 1100 che schierano Aprilia e Ducati”. 

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La squadra di riferimento di BMW Italia nel CIV ha preso la situazione con filosofia, ma Gianluca non nasconde il rammarico per aver perso la leadership del campionato con Riccardo Russo.

“Abbiamo perso 16 punti nei confronti di Stirpe a Misano e non sarà facile recuperare nei prossimi due Round queste 10 lunghezze che adesso accusiamo dalla vetta. Noi ci proveremo fino alla fine, ma quello che non vorrei è che decidano di toglierci nuovamente dei giri qualora dovessimo tornare davanti a Imola, che è una pista dove Russo è fortissimo e dove anche noi siamo sempre andati bene. Anche perché per noi sarà già abbastanza tosta al Mugello, se non dovessimo gareggiare con i 15.000 che avevamo a inizio anno. Perché anche adesso, con 500 giri in meno, non siamo a posto”, ha sottolineato.

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Secondo me è sbagliato che ci siano stati tolti i 500 giri a Misano che adesso ci sono stati restituiti, perché le prestazioni che stiamo ottenendo e la differenza che abbiamo fatto sono figlie del lavoro che facciamo con il nostro pilota sull’assetto della moto, sulla pressione delle gomme e sul passo gara - ha continuato - Noi non abbiamo mai fatto la pole quest’anno, c’è sempre stato Stirpe davanti in qualifica, e questo fa capire che la Ducati ha un potenziale più alto sul giro secco. Poi noi e Russo siamo più costanti rispetto agli altri sul passo gara ed è stato questo che ci ha permesso di vincere le gare che abbiamo vinto quest’anno. Tutti i passi avanti che abbiamo fatto in termini di velocità e di prestazioni li abbiamo ottenuti facendo tanti test con il nostro pilota, per mettere a posto ogni dettaglio della moto. E con i soldi che stiamo investendo per fare un lavoro di sviluppo sugli pneumatici Dunlop con uno strumento prodotto da MegaRide, un’azienda con cui collaboriamo, che si chiama VESevo e ci permette di analizzare la pressione delle gomme. È per questo che siamo andati forte: per il lavoro che stiamo svolgendo come team. Non per l’elettronica Alpha Racing, come dicono le altre squadre. Ci tengo a sottolineare che è vero che la nostra centralina permette di fare diverse cose, ma abbiamo la mappa bloccata: vediamo gli stessi canali che vedono anche gli altri e possiamo lavorare solo su traction control e freno motore, proprio come loro. Sono tutte polemiche inutili, perché la nostra elettronica è stata fatta analizzare dalla Federazione a tecnici esterni, che hanno appurato il fatto che non lavora per settori, ma ci permette di fare solo quello che fanno anche le altre. Niente di più, niente di meno”.

Pur non volendo mettere in discussione l’operato della FMI, il team manager ritiene che l’attuale bilanciamento della Production Bike non sia quello ottimale

“Quello che non riesco a capire è perché limitare BMW, quando il campionato è sempre stato combattuto: abbiamo vinto quattro gare consecutive, ma non con distacco. Prima di Misano sono sempre salite sul podio Case diverse come BMW, Ducati e Aprilia; mentre nello scorso Round c’erano solo 1100 sul podio: due Ducati e un’Aprilia in Gara 1 e addirittura tre Ducati in Gara 2” ha evidenziato Galesi, ammettendo che si sarebbe aspettato un intervento un po’ diverso da parte della Federazione in vista del quinto appuntamento stagionale: “Sinceramente, dopo la gara a Misano pensavo che ci avrebbero ridato tutti e 1.000 i giri che ci erano stati tolti. Oppure che ce ne venissero restituiti 500 e che venisse in qualche modo limitata anche Ducati. Magari con 500 giri in meno, o con un 10% in meno di farfalla. Questo perché hanno davvero fatto la differenza lo scorso Round: Baldassarri ha fatto dei tempi impressionanti e ha mostrato il vero potenziale della Ducati, giocandosi il secondo posto assoluto in Gara 1 e rifilando ben 16 secondi a Stirpe e 27 a noi, che avevamo 1.000 giri in meno. Inoltre, io credo che ad oggi loro siano leggermente avvantaggiati, avendo una cilindrata 1100 e una moto e un pacchetto più costosi. Anche per questo ritengo che il campionato fosse un po’ più bilanciato a inizio anno, quando Stirpe ha vinto le prime due gare e noi le due successive, e spero che per il Mugello ci vengano restituiti tutti i giri che ci sono stati tolti o che venga limitata Ducati, analizzando l’andamento delle gare e non soltanto i tempi e le prestazioni”.

Questo è ciò più o meno ciò che Galesi si augura anche pensando al prossimo anno, quando la Production Bike potrebbe soppiantare l’attuale Superbike tricolore.

“Secondo me, per il 2026, si potrebbe dare qualche leggera concessione in più a Yamaha, che è svantaggiata dal fatto di avere un progetto un po’ più vecchio, restituirci i 15.000 giri di inizio anno e lasciare invariato il resto della categoria. Oppure un’altra soluzione potrebbe essere quella di farci correre con la M 1000 RR anziché la S 1000 RR, adoperando, noi e tutte le altre Case, una centralina stradale con un firmware stradale e un modulo di carburazione aggiuntivo per lo scarico - ha affermato - Questa è un’ottima categoria per portare più Case e squadre in griglia. Ma il rischio, se non si dovesse riuscire a trovare un buon bilanciamento, è che il prossimo anno diventi un monomarca Ducati, perché vedere sempre tre Ducati sul podio, come a Misano, scoraggerebbe le squadre a puntare su altri modelli e le altre Case a investire nel campionato”.

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Daniela Piazza