Prestazioni, strategia, prontezza ad affrontare gli imprevisti e lavoro di squadra: sono state queste le chiavi del quarto trionfo consecutivo del team Honda HRC alla 8 Ore di Suzuka. Il 31° della Casa giapponese nella sua gara di casa.
Terzo appuntamento sul calendario del Mondiale Endurance, la “gara delle gare” sull’ottovolante di Suzuka ha preso il via alle 11:30 ora locale, in condizioni estremamente calde, la temperatura ha raggiunto infatti i 37ºC, e con 55 squadre schierate sulla griglia di partenza. È stata proprio la CBR 1000RR-R SP del team Honda HRC a scattare dalla pole position con Takumi Takahashi, che si è portato subito in testa alla corsa. Superato dall’alfiere del SDG Team HARC-PRO. Honda Yuki Kunii nel corso del primo giro, Takahashi ha marcato stretta la Honda #73 fino al 14° passaggio, in cui ha ripreso il comando delle operazioni.
Subentrato al suo compagno di squadra al 27° giro, quando è terminato il primo stint del giapponese, Johann Zarco è rientrato in pista in prima posizione amministrando un vantaggio di circa 13 secondi sulla Yamaha R1 #21 pilotata da Andrea Locatelli. Un vantaggio rimasto più o meno invariato anche nel corso del successivo stint di Takahashi, che ha guidato la Honda dal 55° all’83° giro, quando è rientrato, da ultimo dei primi, per cedere nuovamente la moto al suo compagno di box. Zarco ha preso il comando all’inizio della quarta ora, con un margine di 29 secondi sul Katsuyuki Nakasuga e la Yamaha #21, che ha costantemente ampliato fino a raggiungere un distacco di oltre 40 secondi sul suo diretto inseguitore, quando si è nuovamente alternato con Takahashi nel corso del 111° giro.
Con una gara regolare e senza sbavature, il giapponese e il francese hanno continuato a dettare il passo anche nel corso del quinto e del sesto stint, vantando un margine di 20/30 secondi sul più vicino dei rivali. Un distacco che è stato però annullato dall’ingresso in pista di due safety car nel successivo di stint di Takahashi. Dopo un cambio gomme e un rifornimento rapidissimi, che hanno permesso al team Honda HRC di effettuare anche in questa edizione il pit-stop più veloce della gara, Zarco ha dovuto attendere che la safety car completasse il suo giro prima di rientrare in pista alle spalle di Locatelli, con un distacco di circa 15 secondi. A circa mezz’ora dal termine, però, il due volte campione del Mondo della Moto2 ha ripreso la testa della corsa dopo il rientro ai box del pilota Yamaha e ha portato la Honda a conquistare il successo. Il secondo consecutivo del francese e il settimo di Takahashi, pilota più vincente nella storia dell’evento.
Tanta soddisfazione traspare dalle parole di Takahashi: “Essendo soltanto in due e con queste condizioni climatiche estreme, che non credo di aver mai sperimentato prima, sapevo che sarebbe stata estremamente dura, e così è stato. Nell’ultimo stint, eravamo fisicamente esausti, ma abbiamo spinto entrambi per dare il massimo fino alla fine. Nel mio ultimo stint, sono riuscito a fare alcuni giri forti, sempre nell'ordine dei 2'06, ma, consapevole degli avversari che arrivavano da dietro, mi sono concentrato sul mantenimento del ritmo e sul riportare la moto in sicurezza. Johann ha dato davvero tutto nella parte finale. Per questo, e per il suo incredibile sforzo, gli sono davvero grato. Cosa si prova a essere il pilota che ha vinto più volte a Suzuka? Avevo già conquistato questo record l’anno scorso, e ora sono ovviamente felice di essere riuscito ad aggiungere un’altra vittoria. Ma, onestamente, più di ogni altra cosa, sono contento del modo in cui abbiamo ottenuto questo successo: sia io che Johann siamo molto stanchi, ma siamo arrivati alla bandiera a scacchi senza problemi, e questo è ciò che conta di più. Penso che alla fine sia stata davvero dura per lui, ma ho visto il vero spirito combattivo di un pilota della MotoGP, ed è stato bello poterlo vedere. Infine, voglio ringraziare tutta la squadra per il suo incredibile impegno e tutti i tifosi per il loro costante sostegno”.
Parlando della sua corsa, Zarco ha affermato: “La 8 Ore di Suzuka è una gara che mi piace molto, ed essere sulla moto migliore, una moto piacevole da guidare, è assolutamente fantastico. Allo stesso tempo, è stata una gara molto molto dura, in condizioni incredibilmente difficili. Sono riuscito a mantenere il controllo in pista, come mi aspettavo, ma recuperare tra uno stint e l’altro è stato molto più difficile di quanto pensassi. Poi, nell’ultima ora, è uscita una safety car che ha aggiunto qualche giro in più allo stint finale di Takumi, dandomi un po’ più di tempo per recuperare. Quando è stato il momento di uscire, è uscita un’altra safety car e mi ha aiutato a riprendere lentamente il ritmo. Quindi alla fine è andato tutto per il meglio. Un grande ringraziamento va a Takumi, che è stato incredibilmente forte: in ogni stint, indipendentemente dal caldo, non ha mostrato alcuna debolezza. Questo è un enorme vantaggio per la squadra. Anche il nostro programma era ottimo ed effettuare solo sette soste ha fatto la differenza. Com’è stato completare l’ultimo stint notturno? Davvero bellissimo. L’anno scorso Takumi aveva fatto lo stint finale, ma questa volta ci siamo attenuti al piano originale, che prevedeva che lo facessi io. Mi sono sentito benissimo e, una volta che la temperatura è scesa un po’, la moto è diventata più maneggevole. Naturalmente, avere un distacco da gestire, io avevo circa trenta secondi nell’ultima mezz’ora, ti dà un po’ di sicurezza. Ho anche iniziato ad ammirare tutti i colori, e la tribuna lungo il rettilineo era davvero stupenda. In altri tratti, la pista era molto buia e, anche se volevo andare più veloce di 2’09, non era possibile. Ma non ce n’era comunque bisogno, quindi mi sono goduto la corsa fino al traguardo”.
Entusiasta anche il team manager Teruaki Matsubara: “È davvero fantastico aver vinto, siamo molto felici. Prima di tutto, voglio ringraziare i nostri due piloti perché hanno lavorato incredibilmente e hanno fatto un lavoro davvero notevole in condizioni estreme. Sono anche molto grato a tutti i membri della squadra, che si sono presi cura dei piloti: è stata una vera dimostrazione di lavoro di squadra. Ancora una volta, i nostri pit-stop sono stati i più veloci e anche questo ha fatto la differenza. Tutta la nostra preparazione è stata chiaramente ripagata oggi. Non è stato facile, ma alla fine tutto è andato per il verso giusto. È stata un’esperienza davvero piacevole e gratificante”.
